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EDILIZIA CULTURALE

Nell’ambito del contesto di valorizzazione dei beni e delle attività culturali il quadro normativo, entro il quale la Direzione Cultura opera assicurando interventi a favore dell’edilizia culturale, si sviluppa principalmente attraverso la seguente normativa regionale.

L.R.regionale 30 settembre 2011, n. 18 "Interventi per la costruzione, l’ampliamento e la sistemazione di centri di servizi culturali."
Con DGR n. 155 del 7 febbraio 2012 sono state approvate le modalità applicative per la presentazione delle domande di contributo.

L.R. 15 gennaio 1985, n. 6 "Interventi per la realizzazione, l’ampliamento e la sistemazione di centri di servizi culturali, biblioteche, teatri, musei e archivi";
Legge abrogata da articolo 10 della legge regionale 30 settembre 2011, n. 18

L.R. 1 febbraio 1995, n. 6 (art. 36) "Istituzione del fondo di rotazione per l’edilizia culturale";
La finalità di cui alla citata legge è volta a sostenere finanziariamente interventi su strutture di conservazione dei beni culturali con particolare riferimento a musei, biblioteche ed archivi, attraverso la concessione di agevolazioni contributive in conto capitale a rimborso in quote annuali costanti senza oneri per interessi.
Legge attualmente non finanziata.

L.R. 7 aprile 2000, n. 12 "Interventi per il restauro delle superfici esterne affrescate, dipinte e decorate";
L’obiettivo che intende promuovere in questo caso la legge è quello di favorire finanziariamente qualsiasi iniziativa volta alla conservazione, manutenzione programmata, restauro e valorizzazione delle superfici esterne in qualsiasi modo decorate su edifici non statali vincolati dalla normativa di settore proponendosi di incentivare i soggetti proprietari ad una strategia complessiva orientata alla manutenzione programmata delle facciate, in modo da conservarne sistematicamente nel tempo i valori estetici.
Legge attualmente non finanziata.

Da un punto di vista generale si pu= affermare che la normativa in questione, pur caratterizzata da differenti modalità esecutive, rientra in un più vasto programma di interventi nel territorio, principalmente finalizzato al recupero, restauro e risanamento di strutture edilizie ma nel contempo volto a incentivare la produzione di servizi culturali destinati alla fruizione pubblica e quindi a promuovere attività culturali di varia natura.

A tal fine gli interventi di finanziamento disciplinati dalle citate leggi hanno trovato applicazione in un’area del territorio regionale molto estesa, in ragione della creazione di nuove strutture riservate alla cultura. Infatti l’edilizia culturale non viene identificata solo come edilizia storica e quindi bene culturale strictu sensu, ma trova espressione nell’incremento e nel potenziamento di numerose attività culturali.

In linea con tale contesto normativo, ha assunto notevole importanza il collegamento della funzione culturale con l’elemento materiale e conseguentemente la condivisione dell’aspetto culturale con quello economico, garantendo l’espansione patrimoniale del bene e l’importante funzione culturale che ne consegue.

La specificità e la peculiarità del settore dei Beni culturali e della fruizione degli stessi, allo scopo di perseguirne finalità di tutela e valorizzazione, comporta una complessa e articolata attività istruttoria, nello specifico per quanto concerne la gestione delle richieste di finanziamento di cui alle citate leggi regionali.

Infatti, se si considerano le procedure di riparto attuate negli anni di vigenza delle leggi di cui trattasi, sono state complessivamente istruite e verificate oltre 500 domande, con un incremento percentuale di quasi l’800% rispetto al primo anno di applicazione della legge e con un impegno finanziario della Regione via via crescente nel tempo.

In sintesi vale la pena di ricordare altresì alcune disposizioni normative, di non minore importanza, che sono intervenute nel tempo e che hanno contribuito a fornire un quadro più articolato degli interventi di interesse regionale realizzati sul territorio nello specifico settore dell’edilizia culturale.

L.R. 18.12.1984, n. 63 "Contributi ad enti locali per acquisto e adattamento di beni immobili da destinare a sede di musei etnografici".
Tale legge ha perseguito la finalità di salvaguardare, recuperare e valorizzare le notevoli e importanti testimonianze della civiltà veneta nei suoi valori storici, tradizionali ed etnografici favorendo due iniziative rispettivamente della Amministrazione provinciale di Treviso relativamente all’istituzione di un museo etnografico negli edifici "Case Pavione" attraverso il recupero di un fabbricato il cui impianto originale risale al XVIIÝ secolo e del Comune di Chioggia relativamente alla ristrutturazione degli immobili dell’ex convento di S. Francesco fuori le mura per l’ampliamento dei percorsi museali che, in considerazione delle caratteristiche storiche, culturali e ambientali, antropologiche ed etnografiche che caratterizzano tale territorio, trova una adeguata collocazione.

Per informazioni:

Direzione Regionale Beni Culturali
Ufficio Edilizia Culturale
tel. 041 2792743
fax n. 041 2792697
email: servizio.beniculturali@regione.veneto.it