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Da Pian del Cansiglio si può scendere, attraverso il passo della
Crosetta, a Fregona dove si trovano le grotte del Caglieron, in
parte originate dall'attività estrattiva, e l'edificio di un vecchio
mulino attualmente in corso di restauro. Da qui si prosegue per Vittorio
Veneto, da dove è possibile una deviazione interessante verso la
Valmareno. A Revine è visitabile, su richiesta, il Museo delle arti
e mestieri delle Prealpi trevigiane, collezione privata di Giorgio
Giorgi, sistemata in due vecchie stalle ristrutturate. I moltissimi
oggetti esposti documentano vari aspetti della vita contadina e dei
lavori artigianali. Suggestiva è la ricostruzione della bottega di
generi alimentari e della farmacia. Alcuni strumenti rimandano a cicli
produttivi che hanno fortemente connotato l'economia del territorio di
Valdobbiadene, della Valle di Soligo e dei distretto di Vittorio Veneto:
la coltivazione della vite e del castagno e l'allevamento del baco da
seta. In prossimità della piccola frazione di Bareda troviamo il troi
dei Mazarol, un ripido sentiero, dove gli avvistamenti di questo
folletto che faceva perdere nel bosco, erano particolarmente frequenti.
Una peculiarità del Mazarol di Revine era quella di essere
sposato con Bio, donna alquanto esigente e scarsamente propensa a
perdonare al marito scherzi e malefatte.
Nella vicina Cison di Valmarino,
dove si svolge ogni anno in agosto una vivace mostra dell'artigianato,
è stato progettato un percorso di valorizzazione di manufatti collegati
allo sfruttamento delle acque del torrente Rujo, che taglia a metà il
paese. Mulini, magli, lavatoi, abbeveratoi si affiancavano alle filande
ad acqua, a fuoco e a vapore, attive nell'Ottocento. Segni
significativi dell'industria della seta nel paesaggio (superstiti gelsi
contorti e nodosi, canalizzazioni sapienti delle acque, opifici ormai
deserti) si leggono ancora nel territorio vittoriese.
A Vittorio Veneto
è in corso di allestimento, in una ex filanda, il Museo del baco da
seta, in cui sono documentate le diverse fasi di allevamento dei
bachi (i cavaliér), le operazioni e gli strumenti necessari per
l'ottenimento dei bozzoli (galéte). Quelli prodotti nelle
montagne del vittoriese erano molto ricercati, come pure il seme che
veniva smerciato in tutto il Veneto e anche fuori regione. Lungo il
corso del Meschio sono ancora visibili numerosi mulini e opifici a forza
idraulica.
Da Vittorio Veneto si può raggiungere in breve tempo Godega
di Sant'Urbano, dove, su richiesta, è visitabile la Collezione
Feletti esposta negli scantinati della scuola media. La mostra, che
intende illustrare aspetti di vita quotidiana e cicli lavorativi della
società contadina dell'area, è strutturata per settori, alcuni dei
quali corredati da pannelli esplicativi. Sono ricostruiti gli ambienti
più importanti della casa, come la cucina e la camera da letto e le
botteghe artigiane (fabbro, calzolaio, falegname). Una buona parte di
oggetti si riferisce al lavoro agricolo.
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Le grotte del Caglieron.
Fregona (1997)
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La madonna delle gallette.
Stampa remondiniana
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| Co
te é pers dal Mazzarol, voltete 'na manega
Quando il Mazzarol ti fa
perdere l'orientamento, voltati una manica |
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| De
Sant'Isepo, i cavalier sote 'l leto
A San Giuseppe i semi del baco da
seta nel letto (per favorirne la schiusa col calore) |
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