Chiesa Arcipretale di S. Lorenzo, Diacono e Martire, Occhiobello
A San Michele arcangelo fu intitolata sin dal XIV secolo la chiesa di Occhiobello, documentata dalle numerose visite pastorali.
Ampliamenti e riedificazioni si susseguirono nel tempo.
Nel XVII secolo il parroco don Francesco Massari (1647-75), date le precarie condizioni del complesso parrocchiale, ne ricostruì il campanile ed attuò una sistemazione della chiesa e della canonica.
Tuttavia la chiesa odierna la si deve al progetto dell'architetto ferrarese Angelo Santini (1692-1770), di cui rimangono tre disegni nella Biblioteca del Seminario di Ferrara, datati 1739 e raffiguranti il prospetto, la pianta e la sezione longitudinale dell'edificio.
Va ricordato l'arciprete don Carlo Malaspina del quale si può tuttora consultare il Libro di memorie della chiesa di Occhiobello, testimone del suo impegno ed entusiasmo nella realizzazione del sacro tempio.
La facciata di stile barocco si sviluppa su due ordini, il primo tuscanico ed il secondo jonico, divisi da una cornice marcapiano.
![]() |
Facciata |
Si crea un bel movimento dovuto alle lesene abbinate, a specchiature e nicchie entro cui sono collocate le statue di San Giorgio e San Maurelio, di San Pietro e San Paolo, opera dello scultore ferrarese Pietro Turchi (1711-81).
![]() |
Statua di San Giorgio |
![]() |
Statua di San Maurelio |
Originariamente accanto alla sacrestia si trovava il campanile seicentesco che, danneggiato dalla guerra e dall'alluvione del '51, verrà ricostruito nel 1966.
L'interno della chiesa si presenta a tre navate, con ampio transetto, abside e sette altari, tra i quali, per il pregio dei marmi e la buona fattura, sono da segnalare quelli dedicati alla Madonna del Rosario e a San Lorenzo diacono e martire.
![]() |
Interno |
![]() |
Altare della Madonna del Rosario |
Interessante anche l'altare maggiore, affiancato da due portali con tarsie in marmi policromi sormontati da busti di santi.
Si conservano nella chiesa alcune opere di notevole valore artistico: i quindici ovali a fresco, incorniciati da stucchi con serti di rosa, dei Misteri del Rosario alla maniera di Giuseppe Antonio Ghedini (1707-91), eseguiti nel 1769.
![]() |
Misteri del Rosario, Natività |
Nell'abside si trova il pregevole coro tardo settecentesco in noce, composto da quattordici stalli e da una cattedra centrale, ideato dall'ebanista ferrarese Pietro Bongiovanni.
![]() |
Coro |
Sull'altare ligneo della sacrestia la pala raffigurante San Luigi Gonzaga, opera di pittore ferrrarese del XVIII secolo, vicino ai modi di Francesco Pellegrini.
![]() |
Pala di San Luigi Gonzaga |







