Menu veloce: Pagina iniziale | Materie | Servizi | Contenuto

Museo Civico di Belluno

Attualmente la sezione archeologica del museo è in fase di riallestimento e i materiali in corso di revisione in funzione del nuovo progetto espositivo.

Il museo civico di Belluno nacque nel 1876 in seguito a due donazioni di dipinti, bronzi, medaglie, placchette, monete, sigilli, stampe ecc., fatte dal medico bellunese Antonio Giampiccoli e dal conte Carlo Miari e venne ospitato in piazza Duomo nel palazzo dell’antico Collegio dei Giuristi dove è ancora oggi. Al piano terra il museo ospita un’importante sezione archeologica che documenta la lunga storia della Valbelluna dal Paleolitico medio all’alto medioevo.

I nuclei di reperti vitrei presi in considerazione coprono un arco cronologico che va dal I al VII sec. d.C. e provengono tutti da siti localizzati nella provincia; si tratta nel complesso di una raccolta abbastanza interessante composta essenzialmente da pezzi di uso comune sovente provenienti da ritrovamenti fortuiti ma non privi di un qualche dato.

I pezzi più significativi sono costituiti da alcune bottiglie di varia forma, tanto soffiate a stampo che liberamente, da un paio di olle e da alcuni nuclei di vaghi di collana o bracciali tardo-romani/altomedievali.

Da una tomba a cassetta, rinvenuta casualmente nel 1923 durante la sistemazione del Parco città di Bologna (Ex Gesuiti) a Belluno, provengono due bottiglie, una fortemente lacunosa, soffiata liberamente dalla forma sferoidale, di probabile forma Isings 1957, f. 92/104, l’altra a sezione quadrangolare e pareti convesse, variante della forma Isings 132; nella sepoltura erano associate ad un ago crinale in osso, a due armille, a un’olpe e a una moneta di Gallieno (253-268 d.C.).

Sempre a Belluno, una tomba a inumazione venuta in luce a nel 1947 in via J.Tasso durante i lavori di sistemazione della Cassa di Risparmio conteneva invece la coppa di forma Isings 1957, f. 96b1.

Dalla necropoli di Polpet di Ponte nelle Alpi, viene la bottiglia del tipo Calvi 1968, gruppo Ab 2 databile al III-IV sec. d.C., mentre sempre dal Comune di Ponte nelle Alpi, ma da Losego, una collana databile al IV sec. d.C. e, da Madonna di Vedoia, l’orecchino in filo di bronzo con perla in pasta vitrea bianca.

Sono custodite nel Museo anche due olle ed un’altra bottiglia, in questo caso di forma Isings 50, rinvenute in una tomba romana ad incinerazione venuta alla luce a Castellavazzo l’8 giugno 1966 in seguito allo sterro per la costruzione di una nuova strada. La tomba, probabilmente di I sec. d.C., in parte distrutta dalla scavatrice e in parte manomessa dagli operai, conteneva oltre alle olle e alla bottiglia, una recipiente bronzea, un bicchiere e due coppette a pareti sottili, un torquis in filo d’argento e "piccoli" oggetti di cui si ha solo testimonianza orale.

Un nucleo di vaghi di collana altomedievali pertinenti a collane e/o bracciali, proviene da varie località dell’Agordino: una collana costituita da 19 vaghi in pasta vitrea di varia foggia e vari colori, databile a fine VI – inizi VII sec. d.C. è stata rinvenuta ad Agordo, una collana costituita da sei vaghi in pasta vitrea di vari colori e varie fogge da Voltago Agordino, mentre non vi sono notizie attendibili riguardo i materiali altomedievali rinvenuti a La Valle Agordina (Col Cugnago?) cui appartiene il terzo nucleo, composto da 15 elementi.