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Museo Civico Archeologico di Padova

I vetri romani conservati al Museo Civico Archeologico di Padova costituiscono un insieme numericamente assai rilevante anche se di qualità non particolarmente elevata.

Gli esemplari sono riconducibili ad un arco cronologico che va dalla fine del I a.C. sino al IV d.C. e provengono in buona parte dagli scavi della necropoli localizzata nell''800 presso la Stazione Ferroviaria; un secondo nucleo di particolare rilevanza proviene da un'area meridionale della Provincia di Padova, più in particolare da Montegrotto e Vigorovea. Altri esemplari, privi di dati circa la provenienza, appartengono al vecchio fondo del museo e, sovente, appartenevano ad antiche collezioni private, mentre un quarto gruppo comprende alcuni pezzi di origine mediorientale, anch'essi acquisiti dal mercato antiquario o grazie a donazioni (Merletti, Casuccio).

Per quanto concerne gli scavi della necropoli della stazione ferroviaria, sin dal 1849 nel corso dei lavori per le fondazioni della Stazione si trovarono a non molta profondità indizi di tombe romane e anfore vinarie dell'età romana, che portarono alle realizzazione di due campagne, la prima effettuata tra il 14 agosto ed il 17 novembre 1877, la seconda l'anno successivo, tra il 28 febbraio ed il 27 aprile 1878. I lavori vennero diretti da Luigi Busato e furono contraddistinti da una notevole penuria di mezzi.

Ciononostante le indagini permisero di individuare una vasta necropoli; purtroppo non fu possibile giungere ad una descrizione accurata dei singoli corredi né, tantomeno, attribuire con accettabile esattezza una datazione che non fosse una generica datazione dei materiali ad un periodo cronologicamente assai lungo che va dal III-II a.C sino al VI d.C.

Luigi Busato elenca più di 200 ritrovamenti di oggetti vitrei ma, trattandosi per lo più di forme molto comuni, pochi sono quelli individuabili con certezza, tra questi:

Immagine: Bicchiere.

Bicchiere (inv. 597R;XXII-158); Terzo quarto del I - II secolo d.C.

Vetro soffiato, costolature a onde ottenute a caldo
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-78
Prodotta da officina nord-italica (Canton Ticino)

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Immagine: Coppa a reticella.

Coppa a reticella (Inv. 613R) , Fremersdorf 1958, III, p. 21; fine I secolo a.C. - inizi I secolo d.C

Vetro a reticelli, modellata a stampo
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878
Produzione di officina italica (centromeridionale?).

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Immagine: Coppe costolate.

Coppe costolate (da sinistra):

Coppa (Inv. 620R;XXII-170) , Isings 1957, f. 3 a-b; prima metà I secolo d.C.
Colatura a stampo
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878
Prodotta da officina nord italica.

Coppa (Inv. 2480; IGPD 185421) , Isings 1957, f. 3 b; seconda metà I secolo d.C.
Colatura a stampo
prov. Vigorovea (Padova), tomba rinvenuta nel 1954
Produzione nord italica.

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Immagine: Coppetta.

Coppa (Inv. 599R; XXII-157) , Isings 1957, f. 12 var.; metà I - II secolo d.C.

Vetro soffiato
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878
Produzione di officina nord-italica.

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Immagine: Coppetta.

Coppa (Inv. 598R; XXII-23) , Isings 1957, f. 12 var.; metà I - II secolo d.C.

Vetro soffiato entro stampo (?)
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878
Produzione di officina nord-italica.

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Immagine: Coppetta.

Coppa (Inv. 585R; XXII-197) , Isings 1957, f. 12 var.; metà I - II secolo d.C.

Vetro soffiato
prov. Padova, necropoli Stazione Ferroviaria, 1877-1878
Produzione di officina nord-italica.

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Ad ogni modo questi vetri andarono ad aggiungersi al primo nucleo di raccolta presente al museo a cui si stavano aggiungendo anche altre famose collezioni private, per lo più ottocentesche, donate al museo: per esempio quelle di Nicola Bottacin 238, 258, 281, 299), dell'abate Stefano Piombin di Monselice (cat. 213) e Martinati (cat. 4, 212, 231), che comprendevano molteplici tipologie di materiali archeologici, ed anche vetri.

Immagine: Bottiglia.

Bottiglia (Inv. XIX-208), Isings 1957, f. 50a var.; metà I - II secolo d.C.

Soffiatura a stampo (?)
prov. sconosciuta, già Raccolta Bottacin
Prodotta da officina nord italica.

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Immagine: Coppa.

Coppa (Inv. XIX-234) , Isings 1957, f. 3 c; metà I secolo d.C. circa

Soffiatura entro stampo bipartito
prov. sconosciuta, già raccolta Bottacin
Produzione di officina occidentale o del Mediterraneo orientale.

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Immagine: Coppa.

Coppa (Inv. XIX-218) , Isings 1957, f. 69 a; seconda metà I - II secolo d.C.

Vetro soffiato, cordoncino a rilievo ottenuto a caldo; piede applicato
prov. sconosciuta, già raccolta Bottacin
Produzione di un'officina del Mediterraneo orientale.

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Immagine: Olla.

Olla (XIX-251) , Isings 1957, f. 67a; fine I - inizi II secolo d.C.

Vetro soffiato;
prov. sconosciuta, già raccolta Bottacin
Produzione di officina dell'Italia nord-italica

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Immagine: Balsamario.

Balsamario, (Inv. 628R; XIX-217); III-IV secolo d.C. (?)

Vetro soffiato
prov. sconosciuta. Dono S. Piombin
Prodotta da officina del Mediterraneo orientale, probabilmente siro-palestinese

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Immagine: Aryballos.

Aryballos (Inv. 672R errato; XIX-242) ; Isings 1957, f. 103; II - III secolo d.C.

Vetro soffiato
prov. sconosciuta. Ex Raccolta Martinati
Prodotto da officina del Mediterraneo orientale (nord italica).

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Immagine: Balsamario.

Balsamario, (Inv. XIX-241); III-IV secolo d.C.

Vetro soffiato; piede e decorazioni applicate a caldo
prov. sconosciuta. Ex Raccolta Martini
Prodotta da officina del Mediterraneo orientale, siro-palestinese?

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Immagine: Bottiglia.

Bottiglia (Inv. 693R;XIX-235) , Isings 1957, f. 104a; III-IV secolo d.C.

Soffiatura a stampo
prov. sconosciuta. Ex Raccolta Martinati
Tipo attestato sia in Oriente che in Occidente

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Al terzo nucleo di particolare interesse sono riconducibili alcuni tra gli oggetti più belli custoditi nel museo, che provengono non tanto dal centro cittadino quanto dal territorio circostante, in particolare dall'area del Piovese; nei corredi delle tombe rinvenute ad Arzergrande e Vigorovea erano presenti anche oggetti vitrei di buon livello non solo di provenienza orientale (siropalestinese), come per es. il balsamario cefaliforme (cat. n. 5), ma anche di produzione occidentale come il kantharos 292 che apparteneva allo stesso corredo, lo skyphos 293, la casseruola 255 e l'amphoriskos cat. n. 2 e la coppa costolata 257.

Immagine: Balsamario cefaliforme.

Balsamario (Inv. 2482) ; De Tomaso 1990, p. 90; seconda metà I secolo d.C.

Vetro soffiato entro stampo bivalve
prov. Vigorovea (Padova), tomba rinvenuta nel 1954
Prodotto da officina siriaca o aquileiese.

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Immagine: Kantharos.

Kantharos (Inv. 2481; IGPD183420), Isings 1957, f. 38a; seconda metà I secolo d.C.

Vetro soffiato; anse e piede modellati a parte e applicati a caldo
prov. Vigorovea (Padova), tomba rinvenuta nel 1954.
Produzione di officina dell'Italia nord-orientale (Aquileia?)

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Immagine: Skyphos.

Skyphos (IGPD184741) , Isings 1957, f. 39; prima metà I secolo d.C.

Vetro soffiato; anse e piede fusi a parte
prov. Vigorovea (Padova), tomba II 1967.
Produzione di officina dell'Italia nord-orientale

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Immagine: Casseruola.

Casseruola (Inv. 228696 ingr.; IGPD 6184714) , Isings 1957, f. 75b; prima metà II secolo d.C.

Soffiatura a stampo (?)
prov. Arzergrande (Padova)
Prodotta da officina probabilmente nord italica.

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Amphoriskos (da sinistra):

Amphoriskos, (Inv. 632R; XIX-258) , Isings 1957, f. 15; prima metà I - prima metà II secolo d.C.
Vetro soffiato, anse fuse a parte e applicate a caldo
prov. Granzette di Schiavonia (Este), 1875. Dono S. Piombin
Prodotto da officina nord italica e/o ticinese

Amphoriskos, (Inv. 228697 ingr.; IGPD 184713) , Isings 1957, f. 15; prima metà II secolo d.C.
Vetro soffiato, anse fuse a parte e applicate a caldo
prov. Arzergrande (Padova), 1960
Prodotto da officina nord italica e/o ticinese

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