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Museo Naturalistico-Archeologico di Vicenza

La collezione vetraria del Museo comprende due nuclei di materiali: uno di origine romana, già parte della Collezione Da Schio, il secondo di età altomedievale, con oggetti per lo più provenienti dalla necropoli longobarda di Sovizzo e appartenuti alla Collezione Curti.

VETRI ROMANI:

Il livello qualitativo degli esemplari custoditi è buono. Tra i vetri di età romana della collezione Da Schio prevalgono numericamente i balsamari di I - inizio II secolo d.C. (cat. nn.), ma spiccano una brocca di notevoli dimensioni utilizzata come contenitore di ceneri ed una minuscola lucerna che costituisce una presenza piuttosto inusuale e rara nella vetraria romana e che trova solo una decina di confronti su tutto il territorio dell'Impero. Purtroppo non vi è alcun dato circa i contesti di rinvenimento; dal confronto tipologico emerge la ormai consueta tendenza ad una datazione complessiva di I-II secolo, con l'unica eccezione di una elegante fiala fusiforme in vetro incolore normalmente attestata in contesti più tardi.

I VETRI ALTOMEDIEVALI:

I vetri altomedievali sono rappresentati da due calici a stelo corto di fine VI-VII secolo d.C. e da alcune collane. I calici e alcune collane vennero recuperati nel 1914 durante gli scavi che il conte Curti fece eseguire su un terreno di sua proprietà a Sovizzo. La collezione attraversò varie vicissitudini durante la prima guerra mondiale e venne decurtata dal furto di alcuni tra gli oggetti più preziosi; nel 1956 essa fu donata al Museo.

Pur non disponendo di informazioni sui singoli contesti tombali, la tipologia dei materiali conservati consente di datare la necropoli di Sovizzo tra la fine del VI secolo e gli inizi dell'VIII.

Ai materiali longobardi di Sovizzo si devono aggiungere altre due collane recuperate a Dueville.