logo Veneto Globale

mensile di attualità, cultura e informazione della Giunta regionale del Veneto
a
anno X - settembre  2007 - numero 9 


indietro

redazione e-mail stampa  



Economia


Energia elettrica al posto dello zucchero

E' il traguardo raggiunto da Actelios e Seci con l’accordo per la produzione di energia da fonti rinnovabili tramite la jointventure paritetica Powercrop. Tutto nasce dalla chiusura di 13 dei 16 zuccherifici italiani dovuta alla decisione dell’Ue di non sostenere più la coltivazione della barbabietola in Italia concentrandone lo sviluppo nel Nord. La necessità di riconvertire le aree apre un nuovo capitolo nella collaborazione tra il gruppo Falck, di cui fa parte Actelios, e il gruppo Maccaferri, che ha già condotto alla realizzazione di centrali di cogenerazione. Il progetto, nato a supporto del piano di riconversione dei centri produttivi della Eridania Sadam, renderà possibile trasformare quattro zuccherifici in impianti alimentati con biomasse per la produzione di energia elettrica, con una potenza installata complessiva di 150MW: Castiglion Fiorentino (Arezzo), Russi (Ravenna), Fermo e Villasor (Cagliari). Le aree agricole circostanti, prima dedicate alla produzione di barbabietole, saranno convertite a coltivazioni no food per la produzione di biomasse ed olii vegetali. «La conservazione delle attività agricole e industriali sul territorio e la produzione di energia pulita, sono un esempio di sviluppo sostenibile», spiega Federico Falck, presidente di Actelios.

Le biomasse hanno il maggiore potenziale nella creazione di posti di lavoro fra le fonti energetiche, e per di più sono in linea con il protocollo di Kyoto. Costituiscono un’opportunità per la produzione pulita di energia e carburanti, rappresentando la forma naturale più sofisticata di accumulo dell’energia solare. Consentono alle piante di convertire la CO2 atmosferica in materia organica tramite il processo di fotosintesi durante la loro crescita, risultando neutre per quanto attiene l’emissione dei gas ad effetto serra: gli analisti prevedono che entro il 2050 il 40% del fabbisogno energetico mondiale sarà soddisfatto dalle biomasse. L’Italia è in una condizione di scarso sviluppo, nonostante l’elevato potenziale di cui dispone. Oggi, le biomasse soddisfano il 15% degli usi energetici primari nel mondo, ma in America la quota si riduce al 3,2%. Anche in Europa la media è bassa, non più del 3,5%, con punte del 18% in Finlandia, 17% in Svezia, 13% in Austria. In Italia appena il 2% del fabbisogno è coperto dalle biomasse. La Actelios, già attiva nel fotovoltaico, è l’unica società italiana di produzione di energia da fonti rinnovabili quotata in Borsa. «Gli accordi con gli enti territoriali sono avviati, ora inizia la parte operativa che da un lato dipende dai cicli di crescita di pioppi e canna speciali per la produzione di biomasse, dall’altro dalle tempistiche di costruzione delle centrali», spiega l’amministratore delegato Roberto Tellarini. «In questo modo vengono avvicinati anche in Italia il mondo agricolo e quello industriale». Le principali fonti di biomassa a fini energetici sono quelli di origine forestale e di residui dell'industria; quelli di origine agricola (è il caso della produzione di sostanze zuccherine, come nel caso della barbabietola), dalle biomasse da rifiuti urbani. L'argomento è stato trattato in vista di un salone specialilizzato alla Fiera di Verona (24-27 gennaio 2008) da Stefano Grigolato del Dipartimento Tesaf dell'Università di Padova.


"Veneto Globale" mensile di informazione e attualità della Giunta regionale del Veneto
Supplemento al quotidiano "VENETO VIDEOTEX"
Regione del Veneto - Palazzo Balbi - Dorsoduro 3901 -  30123 Venezia
Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 935 del 17-06-88