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Ambiente
Riciclo vetro: successo campagna "Message in bottle"
Le nuove generazioni risultano molto più sensibili in materia di ambiente e riciclaggio, soprattutto quando si parla di vetro. Lo dimostra il grande successo ottenuto dalle due edizioni del concorso Agenzia di Classe "Message in a bottle", voluto da Assovetro e Co.Re.Ve , attraverso il quale i ragazzi sono diventati artdirectors per realizzare una campagna pubblicitaria per il vetro da imballaggio. "Gli elaborati che hanno partecipato alle selezioni finali della prime due edizioni – ha spiegato Giuseppe Rovero, Presidente di Co.Re.Ve., il Consorzio per il riciclo del vetro- hanno dimostrato quanto i giovani si siano appassionati al tema del riciclo”. I ragazzi che hanno risposto negli scorsi mesi all'appello di Assovetro hanno dimostrato un grande talento nel trovare forme visive semplici ed efficaci per invitare tutti gli italiani ad avere costante attenzione alla qualità della vita partendo dalle scelte quotidiane dei prodotti che si acquistano.
Per lo psicologo Paolo Crepet, il messaggio lanciato dai ragazzi è sintomatico del bisogno e dell'aspirazione a vivere in armonia con la natura.
I temi affrontati in queste proposte creative sono stati ulteriormente analizzati alla luce di una ricerca condotta da Astra sull’opinione dei giovani nei confronti dei contenitori degli alimenti. Uno dei dati più significativi dell'indagine, che ha coinvolto un campione rappresentativo dei 7 milioni di ragazze e ragazzi italiani compresi tra i 14 ed i 24 anni, riguarda la raccolta differenziata, tema strettamente connesso con la pratica del riciclo. Enrico Finzi, direttore di Astra ha sottolineato che addirittura il 94.6% dei ragazzi la ritiene importante e si augura che venga resa obbligatoria in tutti i comuni Italiani. I giovani hanno capito come sia indispensabile sottrarre alla massa dei rifiuti quei materiali che tali non sono e che, raccolti separatamente, possono essere impiegati nuovamente in un ciclo produttivo. La fusione del vetro riciclato consente non solo di risparmiare sulle materie prime, ma anche di ridurre i consumi energetici diminuendo le emissioni gassose nell’ambiente.
Da uno studio pubblicato da ENEA, ENI, ENEL e IASM, con il patrocinio del Ministero dell’Industria, il riciclo del vetro in vetreria, ovvero la sostituzione delle materie prime tradizionali come sabbia, soda, calcare, dolomite, feldspato,e ossidi coloranti vari, con rottame di vetro, permette cospicui vantaggi tecnologici ed ambientali. Anche nella patria dei vetri più blasonati, cioè l'isola di Murano, i pregiati oggetti veneziani vengono creati usando un 20% dello stesso tipo e colore di vetro riciclato.”Prendiamo i nostri prodotti usciti dai forni con qualche difetto e li riutilizziamo”, spiega Guido Ferro, a capo della FerroMurano, una delle più antiche vetrerie muranesi, e presidente degli Industriali di Venezia (sezione del vetro) .
Tra i vantaggi più rilevanti di questo riciclo del vetro - precisa Ferro- c'è la riduzione delle emissioni da forni fusori a seguito di risparmi energetici diretti. Il processo di fusione è più veloce, svolgendosi a temperature più basse rispetto a quelle richieste dall’impiego di materie prime tradizionali; c'è una minore quantità di umidità da evaporare e minori volumi di gas da reazione che si liberano asportando energia termica. La fusione del rottame di vetro è un processo che non richiede le trasformazioni chimiche che sono, invece, necessarie per ottenere vetro partendo da materie prime originarie; di conseguenza, l’impiego del rottame permette una cospicua riduzione quantitativa delle emissioni, e il contestuale miglioramento della loro qualità. Nel primo quinquennio di validità della normativa europea sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, l’industria vetraria italiana ha raggiunto un quantitativo di vetro riciclato di provenienza nazionale pari a 1.360.000 tonnellate, il 53% circa del consumo nazionale apparente, arrivando così a rispettare e superare gli obiettivi (50%) prescritti dalla Direttiva comunitaria sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio e recepiti dalla legislazione nazionale degli Stati membri. Ci sono tuttavia ancora spazi per incrementare ulteriormente la capacità di riciclo del rottame di vetro da imballaggio, migliorando gli standard qualitativi del vetro in tutte le fasi della sua vita post-consumo (raccolta, trasporto e trattamento), per adeguarli a quelli oggi riscontrabili in Europa.Per incrementare i risultati quantitativi e soprattutto i risultati qualitativi della raccolta differenziata nazionale degli imballaggi in vetro, la strada migliore è quella della raccolta a monomateriale del vetro con le campane stradali. È questo il sistema meno costoso e più efficace che consente di ottenere, già in fase di raccolta, una qualità di materiale adeguata alle necessità tecnologiche delle successive fasi di trattamento e riciclo. Fondamentale la separazione per colore : c on il vetro di colore misto (bianco, verde ambra) si ottiene solo vetro verde, mentre con il vetro di colore bianco si ottiene solo vetro bianco. In Germania, dove le raccolte differenziate vengono realizzate ormai da molti anni per facilitare il successivo riciclo del vetro nei forni fusori, sono installati ovunque contenitori che permettono al cittadino di separare il vetro usato nei diversi colori: (verde, bianco, giallo) all’atto del conferimento del materiale. In Italia, invece, la raccolta è quasi sempre limitata al «vetro misto», per cui l’impiego del rottame è limitato alla produzione di contenitori in vetro di colore verde e giallo. I nuovi obiettivi, più ambiziosi, di riciclaggio del vetro (60% entro il 2008) previsti dalla nuova Direttiva del Parlamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, saranno raggiungibili solo se, anche nel nostro Paese, saranno scelti ed attuati sistemi di raccolta adeguati a consentire questi ulteriori sviluppi.
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