Pubblicista, laureata in Filosofia, Mariagrazia si occupa di comunicazione d'impresa, uffici stampa, corsi di formazione
e ha una insolita passione: quella di confezionare gustose confetture di ortaggi; gli ingredienti vanno dal radicchio, alle carote, alle cipolle, alla zucca, uniti a spezie ed aromi diversi ai quali talvolta vengono aggiunti pezzetti di frutta.
“Come è nata questa passione per le confetture?”
E’ stata una cara amica a trasmettermi inizialmente la curiosità e in seguito l’arte di creare questi prodotti. La definisco un’arte proprio perché la regola di conservare quello che la natura ci offre è antichissima e fa parte dell’aspirazione istintiva dell’uomo di trattenere quanto è prezioso, di non disperderlo. La prima ricetta , una crostata alla marmellata di radicchio, l’ho scoperta per caso, mentre sfogliavo il Maffioli alla ricerca di materiale per un progetto che nulla aveva a che vedere con le confetture. Ho provato così a seguire questa ricetta. Con mia grande soddisfazione il risultato è stato ottimo e mi ha incentivato nel proseguire in questo campo. Proprio in quel periodo fui invitata a seguire una degustazione in cui le conserve venivano abbinate a svariati formaggi. Perché – pensai - non accompagnare anche la mia confettura al radicchio con qualche particolare formaggio? E così ho fatto. Una sera, invitai alcuni amici a cena e come antipasto proposi loro, anche se un po’ titubante, alcune confetture di ortaggi unite per l’appunto a formaggi e a fettine di carne cruda. La proposta era piaciuta. Da quel momento decisi di dedicarmi con maggiore impegno alle confetture. Iniziai a documentarmi in materia acquistando libri nei posti più insoliti, dalle fiere ai mercatini paesani e così da quel giorno prosegue questo mio hobby.
“Quali sono le confetture che predilige preparare?”
Le si illuminano gli occhi e inizia, quasi come se raccontasse una fiaba a descrivere gli ingredienti e il procedimento della sua preferita: la confettura di zucca e uvetta alla grappa.
Esordisce spiegando che gli ortaggi, rispetto alla frutta, possiedono meno acqua, quindi hanno più difficoltà a cuocersi in quanto si asciugano facilmente.
Per la cottura – premette - utilizzo la pentola a pressione, ha un fondo spesso e quindi gli ortaggi non si attaccano.
Bisogna mettere in pentola un chilo di zucca privata della buccia e dei semi, affettata sottilmente con una dose di pectina. La pectina, spiega, è una sostanza gelificante che si concentra soprattutto nella buccia e nelle parti centrali del frutto (torsolo e semi). Combinandosi con lo zucchero e l’acido naturale del frutto fa in modo che la marmellata abbia una buona gelificazione.
Faccio bollire il tutto per 1-2 minuti. Aggiungo poi 500 grammi di zucchero, la scorza grattugiata di un limone non trattato, 4 cucchiai di uvetta lavata e fatta precedentemente ammollare in un po’ di grappa. Continuo a far bollire mescolando spesso per 10-15 minuti, finché la zucca si sarà disfatta. Poi metto il tutto in barattoli perfettamente puliti e fatti bollire per una decina di minuti. Quindi, una volta riempiti, li capovolgo per un quarto d’ora.
“Dopo quanto è consigliabile mangiare le confetture una volta che sono state messe sottovuoto?”
Se la voglia è tanta – risponde con un sorriso – anche dopo qualche ora. Un mese comunque sarebbe il periodo ideale, ma se vogliamo assaporarle in tutta la loro bontà lasciamole chiuse nei vasetti 3-4 mesi: la confettura sarà deliziosa. Una volta aperto, il vasetto dovrà essere conservato in frigorifero.
Le confetture potrebbero diventare per Mariagrazia una cosa seria, visto il successo e la richiesta: alla cerchia di amici sempre più allargata, si sono aggiunte serate di presentazione presso ristoranti, club e negozi…
Recentemente, infatti, la troupe di “Mattino Due” della Rai, le ha dedicato una diretta condotta da Luca Sardella tutta incentrata sulle confetture.
“Pensa di continuare con le confetture in modo più serio, oppure rimarranno semplicemente un hobby?”
In realtà le confetture sono un’occasione per dedicare un po’ di tempo a me stessa. Comunque, devo ammettere che mi farebbe immenso piacere continuare a produrre confetture; ho già coinvolto un’amica e mi sto interessando per trovare una modalità che sia “ a norma” da tutti i punti di vista (igienico-sanitario e fiscale per intenderci). Spero di riuscire in questo mio proposito, altrimenti le confetture rimarranno una leccornia per familiari ed amici, per i quali continuerò certamente a confezionare questi prodotti.
Confettura di Radicchio all’Amaretto
Mettere un chilo di radicchio tardivo lavato ed affettato sottilmente in una pentola alta, unire un cucchiaio di aceto di vino bianco e far asciugare con fuoco vivace.
Far raffreddare, unire una dose di pectina e far bollire per circa 1- 2 minuti.
Aggiungere gr. 500 di zucchero, un bicchierino di liquore all’amaretto e far bollire per 10 minuti circa, mescolando spesso.
Porre in vasi sterilizzati e capovolgerli per un quarto d’ora.
Confettura di Cipolle rosse alla Vaniglia
Mettere un chilo di cipolle di Tropea affettate sottilmente in una pentola alta, unire una busta di pectina e far bollire per circa 1-2 minuti.
Aggiungere gr. 500 di zucchero, un pizzico di vaniglia e far bollire per 10 minuti circa, mescolando spesso.
Porre in vasi sterilizzati e capovolgerli per un quarto d’ora.
Confettura di Pomodori verdi
Lavare bene un chilo di pomodori completamente verdi, affettarli sottilmente, metterli in una pentola alta unitamente alla scorza grattugiata ed al succo di un limone non trattato, una busta di pectina e far bollire mescolando spesso per 10 minuti circa.
Porre in vasi sterilizzati e capovolgerli per un quarto d’ora.