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Il Veneto finanzia la ricerca biotecnologica - Galan: vogliamo
sostenere e diffondere la libertà biotec e rendere disponibile la
ricerca al maggior numero di utenti
Il Veneto ha deciso di finanziare 18 ricerche biotecnologiche nei settori agroalimentare, ambientale, chimico – farmaceutico e diagnostico, impegnando a questo scopo circa 2 milioni 940 mila euro. Lo ha ufficialmente annunciato il presidente della Regione Giancarlo Galan che, assieme al prof. Sergio Daolio del CNR e al prof. Mario Bonsembiante presidente dello specifico Comitato Tecnico Scientifico, ha presentato al mondo accademico e della ricerca, agli operatori e agli organi di informazione “Azione Biotech”, un progetto che pone il Veneto all’avanguardia negli investimenti in questo segmento strategico.
Le ricerche saranno realizzate a partire dalla realtà regionale e dalle sue volontà ed esigenze di sviluppo, in aree definite sottoutilizzate (zone Obiettivo 2 e Sostegno Transitorio della programmazione comunitaria del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2000 – 2006) e i loro tempi di attuazione dovranno rispettare la scadenza del 31 dicembre 2005 per l’impegno delle risorse e del 30 settembre 2006 per la rendicontazione e chiusura dell’attività.
“L’area delle biotecnologie – ha sottolineato Galan – è in grado di introdurre elementi di forte innovazione in numerosi settori merceologici, come quelli della salute umana ed animale, dell'agricoltura, dell'ambiente, della zootecnia, dell'energia, della chimica ed altri ancora. Altra caratteristica che rende questa tematica particolarmente interessante è l’indissolubile intreccio tra la ricerca fondamentale, la ricerca di base e la ricerca applicata”. Vogliamo creare “know how” – ha precisato – che permetta al Veneto di essere produttore di sapere e punto di riferimento in un comparto che sarà in futuro sempre più importante per moltissimi segmenti produttivi. “Ricerca e innovazione: molti ne parlano – ha aggiunto il Presidente del Veneto – ma pochi le sostengono veramente”. La Regione sta facendo la sua parte “e continuerà a farla, senza temere la reazione dei tanti conservatori che si oppongono alla ricerca, conservatori che spesso saltano fuori da dove meno te lo aspetti; sono per davvero orgoglioso di partecipare a eventi del genere. Siamo ad una filiera virtuosa: la Regione, il Cnr, l'Università, le realtà territoriali. Questo- ha sottolineato Galan – è solo uno dei molti esempi non visti o non capiti o volutamente non visti né capiti da coloro che parlano del declino del modello socio – economico del Veneto”.
“Oggi siamo qui – ha concluso – per sostenere e diffondere la libertà biotec, con la volontà di rendere disponibile la ricerca al maggior numero di utenti e c’è la società Veneto Innovazione deputata a fare questo”. Il presidente ha pure fatto riferimento agli OGM, affermando che certi slogan hanno poco significato mentre “occorre fare una grande opera di conoscenza, per tutelare il prodotto veneto e far sapere alla gente cosa effettivamente sta mangiando, in modo che sia libera di scegliere”. Il compito di delineare le proposte progettuali coordinate e finalizzate allo sviluppo della ricerca nel contesto territoriale è stato affidato al CNR – Area della Ricerca di Padova diretta dal prof. Daolio. Il CNR ha formulato un insieme di prime indicazioni, identificando le necessità del territorio e le potenziali linee di ricerca da sviluppare. Tali indicazioni sono state quindi valutate dal Comitato Tecnico Scientifico presieduto dal prof. Bonsembiante e composto da esperti di settore e che interverrà anche nella fase di attuazione e monitoraggio delle attività, suggerendo, con il diretto coinvolgimento di specialisti, metodologie idonee per coadiuvare i gruppi di lavoro nel concretizzare le attività proposte.
Nel complesso sono state formulate 22 proposte di ricerca, delle quali 18 finanziabili. Di queste 18, 7 si riferiscono alle biotecnologie applicate al settore agroalimentare (Approcci biotecnologici per il miglioramento degli aspetti qualitativi del vino Prosecco D.O.C.; Nuovi processi biotecnologici di allevamento della vongola; Studio di nuovi metodi analitici di tipo biotecnologico per il controllo di specie e per la tracciabilità di diversi prodotti alimentari; Sviluppo di metodologie di purificazione ed analisi di proteine allergeniche; Identificazione e analisi di geni coinvolti nella biosintesi di antocianine e stilbeni nell’uva; Miglioramento qualitativo ed utilizzo di farine provenienti da grani danneggiati da insetti; Prodotti lattiero caseari fermentati con utilizzo di microrganismi probiotici e protettivi). Altre 4 ricerche si riferiscono alle biotecnologie applicate al settore ambientale (Depurazione di reflui mediante vegetazione; Biomit: sviluppo e applicazione di biotecnologie in mitilo per il controllo dell’ambiente costiero e degli stock alimentari; Messa a punto di un metodo quali – quantitativo per la produzione di kit diagnostici in biologia molecolare e ambientale).
Alle biotecnologie applicate al settore chimico – farmaceutico fanno riferimento 3 ricerche (Caratterizzazione delle proprietà chimico – fisiche e biologiche di superfici ricoperte con pellicole biosil; Biopolimeri naturali o sintetici da utilizzare come supporto per la costruzione di protesi ; Sviluppo di un terreno per la conservazione della cornea umana). Infine 5 ricerche si riferiscono alle biotecnologie applicate al settore diagnostico (Applicazione di “dna microarray” (biochip) alla diagnostica infettivologica e farmacogenetica; Sviluppo di sistemi innovativi di biologia molecolare e cellulare per didattica; L’emoglobina glicosilata come indice di controllo glicemico del paziente diabetico: sviluppo di un sistema analitico a biosensore; Sviluppo di una metodica per la caratterizzazione genetica di soggetti affetti da ritardo mentale idiopatico; identificazione e validazione di nuovi marker molecolari utili per la diagnosi oncologica). L’interesse del Veneto per l’area delle biotecnologie si era concretizzato, nel recente passato, anche con la partecipazione ad iniziative di settore (Bionova 2003, riunioni di Sviluppo Italia, comunicati ufficiali, ecc) e con azioni a sostegno del tessuto imprenditoriale che, direttamente o indirettamente, è attivo in questo comparto.
In campo formativo, ad esempio, sono state finanziate nel periodo 2000 – 2004, attraverso il Fondo Sociale Europeo, alcune attività specifiche rivolte a disoccupati, inoccupati e occupati, che hanno consentito una forte interazione tra il mondo accademico e i centri di ricerca con le reali esigenze delle realtà imprenditoriali dalle quali provenivano gli allievi. I rappresentanti delle Università di Padova e Verona e del Polo Scientifico Tecnologico di Venezia hanno plaudito all’iniziativa.
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