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Concorsi di bellezza
Miss Italia: bellezza e
organizzazione premiano il Veneto
Per un soffio la veneta Elisa Silvestrin (nella foto) non ha raggiunto
l’apice del sogno di tutte le ragazze italiana: essere proclamata Miss Italia. La Silvestrin, diciannovenne di Oderzo, era giunta in finale grazie al ripescaggio che l’aveva portata a far parte delle quaranta ultime concorrenti rimaste in corsa per l’assegnazione del titolo.
Un rush finale, tra bigliettini pepati, sfide a due e tanto patema d’animo, che ha accresciuto l’ansia delle candidate; lo si poteva vedere dai volti, anche se sorridenti, delle ragazze via via che il tempo, per altro interminabile, della diretta televisiva trascorreva lento.
Elisa Silvestrin tuttavia aveva ancora chances su cui contare: la sera precedente era stata eletta Miss Cinema, titolo di per sé prestigioso anche se di valore minore di quello degli anni d’oro quando la Miss Cinema diventava effettivamente dive; ma sempre titolo importante e la nostra bionda rappresentante contava sul suo valore. Da aggiungere che la Silvestrin era arrivata alle finali di Salsomaggiore col titolo di Miss Eleganza Veneta e lì aveva
vinto anche la fascia di Diva&Donna.
Un bagaglio di riconoscimenti su cui le altre venete finaliste non potevano contare:
Martina Mason (nella foto a sinistra), Miss Veneto, è uscita quasi subito come la padovana
Alice Bellon; rimaste in gara la Silvestrin e la vicentina Elena
Ripamonti (nella foto in basso). Quest’ultima usciva dal numero di aspiranti alla corona durante un’altra votazione. In gara per la nostra regione, l’ultima bandiera: la trevigiana Elisa Silvestrin, già in precedenza indicata da più parti, stampa compresa, come favorita al titolo.
Ma, si sa, la fortuna e il merito non sempre pagano. Per Elisa c’era da superare ancora un ostacolo, forse sottovalutato: la trentina
Claudia Andreatti, che aveva qualcosa di diverso: i capelli corti. Sembra un dettaglio ma invece deve avere ben impressionato i teleutenti votanti da casa. Dopo anni e anni di chiome fluenti diventate quasi un “must” per partecipare ai concorsi di bellezza, finalmente la novità, avranno pensato in più di qualcuno. La novità attira sempre, in qualsiasi campo.
Così la Andreatti, bella anche lei, alta 1 metro e ottanta, parlata volitiva, ha avuto la meglio nella finalissima a due. Erano i precedenza rimaste in tre: la terza, una pugliese, non ha avuto scampo: il Nordest predominava. Così, le due concorrenti finali si sono scontrate all’ultima dichiarazione, quasi un “redde rationem”: la trentina auspica la vittoria perché la sua regione non ha mai vinto il concorso e per il capelli corti, la veneta perché è raffinata,dolce, ama tanto il suo fidanzato.
Niente da fare: Trento ha la meglio contro un Veneto che però ha già avuto altre Miss Italia (almeno cinque) e decine di finaliste. Claudia Andreatti vince, incoronata dall’ospite d’onore della serata, il “mitico” Rambo e Rocky cinematografico, vale a dire
Sylvester Stallone. Per la cronaca: sembra che la sua apparizione sia costata agli organizzatori 38 mila euro o dollari, non è stato specificato. Ben spesi? Mah, fate voi.
Ai fini dello show televisivo condotto da Carlo Conti, certo la presenza dell’attore americano è servita poco nonostante gli ascolti abbiano superato il 37 per cento di share. Ma d’altronde la serata sul video non offriva molto di meglio. Poi c’era la curiosità del “chi vince?” a fare aggio.
Certo che la formula ha bisogno di cambiamenti, di essere variata: i primi segni di insofferenza del pubblico si avvertono già. Torniamo però sui binari iniziali dai quali abbiamo dirottato perché ci sembrava necessario soffermarci anche su
quest’aspetto di Miss Italia.
Detto della vincitrice e del secondo posto della Silvestrin, vediamo di conoscere meglio la bionda opitergina.
Diciannove anni, iscritta al primo anno di Economia e commercio alla Bocconi di Milano, genitori e un fratello (padre e madre erano presenti in sala), fidanzatissima, prima dell’affermazione a Miss Italia aveva come sogno
«diventare direttrice di banca». Ora, le sirene di tutto ciò che ruota attorno ai titoli ricevuti, soprattutto Miss Cinema, l’hanno indotta ad aspirare a una carriera di
«attrice, conduttrice, show-girl televisiva». In caso di insuccesso, ritornerebbe all’idea iniziale. Della serata ha detto:
« quando siamo rimaste in due, al momento volevo vincere; poi ho riflettuto e ho pensato che mi sarei stravolta la vita per un anno e così ho sperato che vincesse Claudia. Così è
stato…».
Intanto, l’Opitergino-Mottense è in festa per la “sua”
Silvestrin. Il sindaco della città di Oderzo pensa di invitare la concittadina in
Consiglio comunale per una festa in suo onore, le Pro Loco della zona la vorrebbero come loro testimonial per le manifestazioni, senza contare gli impegni derivanti a Elisa dai riconoscimenti ricevuti al concorso.
Un fardello pesante per una ragazza giovane e bella che inizia a salire la scala della notorietà e (forse) del successo. I nostri auguri si aggiungano a quelli dei suoi concittadini.
Ma, attenti, il vero vincitore della serata è stato certamente
Luca Zaia (nella foto), Assessore regionale al turismo e vice-presidente della Regione. Inquadrato più volte dalle telecamere (in qualità di componente della giuria), ha riportato sicuramente a casa le prefinali (svoltesi a Jesolo pochi mesi fa), descritte da organizzatori e Rai
«un risultato più che ottimo». In più, spera che la convenzione tra Salsomaggiore e i patron del concorso, Enzo e Patrizia Mirigliani, non venga rinnovata causa le difficoltà logistiche registrate nella cittadina termale. La palla passerebbe al miglior candidato,
che è Jesolo fortemente voluta da Luca Zaia. Che vedrebbe così premiati i suoi sforzi per una maggiore promozione turistica del Veneto, suo obiettivo primario
Veramente lo voleva anche durante il concorso. Aveva scritto una letterina alle miss venete finaliste, sperando che qualcuna vincesse. Nel qual caso avrebbe dovuto sprecare due parole per la regione di provenienza. Ma alcune sono state eliminate e la Silvestrin, giunta alla finalissima, quando ha avuto la possibilità di parlare, è stata presa dall’emozione e se n’é dimenticata. Pazienza, avrà pensato l’attivo vicepresidente regionale, guardiamo ai
risultati…
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