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anno VIII - n. 12 dicembre 2004
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Conferenza d'Area

La Sydney dei veneti d'Australia e Sud Africa

Resoconto della quarta Conferenza d'Area
di questa legislatura regionale: dagli incontri con le nostre comunità di Perth e Melbourne al meeting tenutosi nella capitale del Nuovo Galles del Sud

Perth, Melbourne, Sydney, sono state, dal 20 al 28 novembre scorso, le tappe australiane della visita dell’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon culminata con il grande appuntamento della conferenza d’area per i veneti nel mondo, così come voluta dalla legge regionale sull’emigrazione. “Questa è la quarta Conferenza d’Area di questa legislatura regionale – ha ricordato Zanon - dopo quella che si è tenuta a Caracas nel 2001 (Veneti del Sud e del Centro America), dopo Berlino nel 2002 (Veneti in Europa), e Montreal nel 2003 (Veneti del Canada e degli USA)”. L’Assessore veneto ha incontrato le comunità venete emigrate nel ventennio compreso tra il dopoguerra e gli anni sessanta/settanta del secolo scorso. 
“Con questa missione istituzionale – ha detto - la Regione Veneto incontra i propri emigrati in queste importanti metropoli australiane e vuole con ciò tangibilmente dimostrare la vicinanza, la riconoscenza e l’orgoglio dei veneti nei confronti dei loro fratelli emigrati che hanno tenuto alta la bandiera dell’identità e della tradizione veneta in questa parte nel mondo”. Meta finale del viaggio è stata Sydney dove si è tenuta la Conferenza d’Area dei Veneti del Sud Africa e dell’Australia come ha previsto la legge regionale n. 2 del 2003 sull’emigrazione. Il 26 novembre si sono aperti al Novotel Brighton Beach di Sydney (capitale dello stato del Nuovo Galles del Sud) i lavori della Conferenza d’Area, presieduta dall’Assessore Zanon alla presenza di circa 150 persone (di cui 70 delegati provenienti dagli stati australiani, ma anche dal Sud Africa e dalla Tasmania). 
L’organizzazione dell’evento è stato affidato dal Governo veneto all’ANEA (associazione nazionale emigrati Australia) e al suo Presidente Aldo Lorigiola. In loco, si è avvalsa della collaborazione della Federazione Veneta del Nuovo Galles del Sud. La delegazione veneta era composta da rappresentanti delle associazioni venete dell’emigrazione, da esponenti del mondo economico e imprenditoriale del Veneto, di studiosi dell’emigrazione, di giornalisti. Era presente a Sydney anche l’Orchestra dei Solisti Veneti diretta dal maestro Claudio Scimone. 
Gli italiani stabilitisi in Australia nel trentennio 1947-76 sono stati circa 280 mila (circa 180 mila vivono a Sydney) e ora, insieme a figli e nipoti, costituiscono la seconda comunità, dopo quella angloceltica. 
“Quello veneto – ha rilevato Zanon - è uno dei gruppi regionali più numerosi che vivono in Australia. Da stime fatte da demografi e sociologi, si tratta di circa 30 mila persone alle quali si devono aggiungere i loro discendenti nati lì, e allora il numero supera le centomila persone. La maggior parte lasciò il Veneto negli anni Cinquanta e Sessanta a causa della diffusa disoccupazione e alla ricerca di un lavoro sicuro. I veneti si sono ben integrati, emergendo sia a livello personale che sociale e raggiungendo un livello economico di tutto rispetto. Nelle scuole elementari l’italiano è la seconda lingua con il maggior numero di scolari, e all’università la terza lingua per iscrizioni dopo il giapponese e il francese”. Sui contenuti emersi dalla Conferenza di Sydney, Zanon ha detto che ha fatto sintesi delle politiche messe in campo dall’Amministrazione regionale in questi anni nel settore dell’emigrazione. E ha impostato per la futura legislatura regionale linee d’azione che mettano a punto e rafforzino i collegamenti tra i Veneti del Veneto e i Veneti nel Mondo, una comunità che complessivamente riunisce oltre 9 milioni di persone; un “Terzo Veneto” – ha sottolineato - che vuole rilanciare iniziative nel campo della cultura, dell’informazione e della comunicazione, dello sviluppo commerciale e produttivo e che non vuole e non può fare a meno di un collegamento vitale , con il Veneto dell’emigrazione”.

Note e curiosità

Il primo veneto giunto in Australia fu il veneziano Antonio Da Ponte marinaio della flotta di James Cook che scopri’ e prese possesso del continente per conto dell’Inghilterra nel 1770.

Dal 1870 al 1980 emigrarono tre milioni di veneti, un decimo dei quali ando’ in Australia.

Si stima che un terzo dei veneti emigrati in Australia sia rimpatriato, contro il 20% dei siciliani e il 14% dei calabresi.

Nel censimento del 2001, 800 mila residenti in Australia hanno dichiarato origini italiane, pari al 4,3% della popolazione: il gruppo etnico più numeroso dopo quello britannico-irlandese.

Gli emigrati italiani in Australia con diploma o laurea sono il 26%; fra gli italo-australiani di seconda generazione la percentuale sale al 42%, poco sopra la media nazionale (41,9).

Il tasso di matrimoni fra italo-australiani di prima o seconda generazione e’ di circa il 50%.

L’italiano è la lingua più diffusa in Australia dopo l’inglese (censimento 2001) con 353 mila parlanti, in calo rispetto ai 440 mila dell’87. In forte aumento sono le lingue asiatiche dei nuovi immigrati.

L’italiano e’ la lingua straniera più studiata alle elementari in Australia, dopo l’inglese, e la terza scelta all’università dopo giapponese e francese.


La visita a Perth e a Melbourne
“Per quanto riguarda il Veneto assicuro il massimo sforzo istituzionale, e mio personale, per il riconoscimento delle comunità venete all’estero all’interno del prossimo Statuto regionale”. Questo e’ quanto ha sostenuto Raffaele Zanon, Assessore ai flussi migratori e alla sicurezza della Regione Veneto, nel corso degli incontri con le comunita’ venete emigrate nel continente australe, per la precisione a Perth capitale dello Stato dell’Australia Occidentale, a Melbourne capitale dello stato di Victoria e a Sydney, capitale dello Stato del Nuovo Galles del Sud. Gli incontri si sono tenuti tra il 22 e il 25 novembre prima dell’inizio della Conferenza d’area dei Veneti in Australia e Sud Africa che e’ stata inaugurata il 26 novembre nella sede del Parlamento del Nuovo Galles del Sud, a Sydney, e i cui lavori si sono poi trasferiti al Novotel Beach sulla Botany Bay. 
A Perth, Zanon ha incontrato tra gli altri Loretta Baldassar, autrice di un importante libro dal titolo “I veneti in Australia, sfide di storia contemporanea” e docente all’Università’ di Perth. Secondo Baldassar il sogno del “ritorno” resta quello principale anche per gli emigrati in Australia, considerata l’altra America. Il paese nativo sta sempre nel cuore anche dei pronipoti (che spesso non si esprimono bene in italiano o in dialetto) e parlano del ritorno anche se non hanno mai visto il Veneto o l’Italia. Secondo la giovane studiosa, figlia di emigrati da San Fior (Treviso) si puo’ parlare di una “italianita’ australiana” nel senso che c’e’ molto orgoglio della propria radice italiana anche nelle terze generazioni d’emigrati che tuttavia si identificano correntemente nell’uso della lingua inglese (tratto distintivo dell’emigrazione nei paesi anglosassoni). 
L’Assessore Zanon e la delegazione veneta hanno poi visto alcuni giovani esponenti veneto-australiani dell’imprenditoria locale, che hanno avuto successo come proprietari di librerie o di negozi d’abbigliamento. Significativo l’incontro con Lou Pontarolo, proprietario della libreria “Boffins” in pieno centro a Perth, specializzata in libri di viaggio, business, arredamento, architettura, arte. Egli ha raccontato che il padre Rino, emigrò da Cittadella nel 1950, e che “era così disperato che chiese all’impiegato del comune quale fosse il paese più lontano dove andare e gli hanno detto l’Australia e per questo è venuto qui”. Anche per Lou Pontarolo l’inglese è la prima lingua anche se restano alcune espressioni idiomatiche del veneto come ad esempio “me scampa”.
Di grande interesse anche l’incontro nella sede della “Zorzi builders”, la più nota azienda di costruzioni di Perth e tra le più grandi d’Australia (premio 2004 per aver costruito la più bella casa d’Australia), di proprietà di Corrado Zorzi, emigrato in Australia dal 1963 dalla provincia di Treviso. 
A Melbourne - dove vive la comunità italiana più importante del Paese - Zanon e’ stato ricevuto dagli emigrati veneti nella grande e attrezzata sede del Veneto Club. Tra gli intervenuti c’erano il Ministro dello Stato di Victoria, l’italoaustraliano Carlo Carli e l’imprenditore edile Bruno Grollo appartenente alla dinastia omonima che ha costruito mezza Melbourne, tra cui il grande grattacielo “Rialto” da cui si domina la metropoli. Il giorno dopo Zanon ha avuto un cordiale incontro con Sir James Gobbo, figura storica dell’emigrazione veneta in questo sconfinato territorio, d’origine padovana, e già Premier dello Stato del Victoria e ora Commissario Speciale per i rapporti tra il Victoria e l’Italia. Egli ha riconosciuto che il Veneto, fra le Regioni italiane, e’ stata quella che più ha operato a favore dei propri emigrati e ha sostenuto l’importanza di programmi specifici nel campo della formazione, della ricerca, del turismo, per attirare verso l’italianità i giovani di seconda e terza generazione. Zanon infine si e’ incontrato con lo staff del Ministro per gli affari multiculturali del Victoria John Pandazopoulos che gli ha illustrato le caratteristiche delle politiche di integrazione attuate in questo stato che su 4 milioni di abitanti ne ha ben il 43% nati all’estero (per quanto riguarda le comunità regionali italiane, quella veneta e’ la seconda per diffusione dopo la siciliana). Infine Zanon e la delegazione veneta hanno visitato la stazione di polizia locale del comune di Northede nei sobborghi di Melbourne, dove hanno parlato con il responsabile della stazione e diversi detectives d’origine italiana che gli hanno illustrato le modalità di funzionamento dei servizi di sicurezza locale. A Sydney, infine, si e’ tenuto il ricevimento - nella Villa Rosa di Leichhardt - che ha dato il via ufficiale alla Conferenza d’Area, nel corso del quale Beatrice Cecchinato, Presidente della Confederazione dei Giovani Veneti nel Mondo, ha letto il messaggio d’auguri del Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia. 


L’apertura della Conferenza a Sydney
“Il mondo dell’emigrazione veneta non si deve sentire dimenticato neppure quando vive agli antipodi. Perché è un mondo di cui il Veneto, ma anche l’Australia, hanno bisogno vitale soprattutto per vincere la sfida posta dalla globalizzazione”. Con quest’affermazione Raffaele Zanon ha aperto la Conferenza d’Area a Sydney, nella sede del Parlamento del Nuovo Galles del Sud (lo stato più importante d’Australia).
Parlando dalla sede del Parlamento piu’ antico della democrazia australiana, di fronte a una attenta platea composta di oltre 150 persone – tra cui la deputata venetoaustraliana Angela D’Amore, il Console generale d’Italia Antonio Verde, una numerosa delegazione dell’ANCI Veneto guidata da Ampelia Berto, gli oltre 70 delegati alla conferenza (tra cui moltissimi giovani di terza generazione), Giuseppe Fin Presidente della federazione Veneta del Nuovo Galles del Sud, imprenditori, giornalisti – Zanon ha sostenuto che “la risposta vincente del Veneto alla globalizzazione e’ realizzare la “Veneto Community’, cioè la comunità transnazionale dei Veneti che consideri parte integrante di se’ i Veneti che vivono all’estero. Solo se si sente l’appartenenza alla terra d’origine, solo se questo senso d’appartenenza coinvolgerà anche i giovani figli dei nostri emigrati, vale a dire la terza generazione e poi la quarta, potremo pensare – ha continuato l’Assessore veneto – di affrontare con lo spirito giusto e con possibilità di riuscita le questioni enormi poste dalla globalizzazione delle culture, dei mercati, dei popoli”. 
L’obiettivo, a giudizio del rappresentante del Governo Veneto, e’ “di costruire il Terzo Veneto, il Veneto dei traguardi, della ricerca, della modernizzazione ma coerente con le radici e i valori che gli hanno dato da sempre una marcia in più rispetto agli altri e che sono così ben rappresentati, emblematizzati, dai nostri emigrati e da quanto hanno saputo costruire con il loro lavoro e la loro testimonianza di veneticità in tutte le parti del mondo dove si sono trovati ad operare. Questa conferenza – ha continuato – deve diventare un ulteriore strumento di sollecitazione per le istituzioni regionali, per gli enti locali, per il mondo della politica, per gli imprenditori e il mondo della cultura affinché si crei un cambiamento di prospettiva includendo attivamente il mondo vecchio e nuovo dell’emigrazione veneta nei piani di sviluppo regionali, dando riscontro ai diritti di cittadinanza all’interno del prossimo Statuto regionale”. 
Al termine della relazione, i convenuti hanno assistito ad un concerto tenuto dai Solisti Veneti diretti dal Maestro Claudio Scimone al Conservatorio di Musica di Sydney.

Durante il secondo giorno di lavori della Conferenza si sono tenute alcune tavole rotonde.
La prima sul tema “le sfide della multiculturalità” alla quale hanno partecipato Sir James Gobbo, commissario speciale per i rapporti fra il Victoria e l’Italia, Ros Pesman docente all’Università di Sydney e studiosa dell’emigrazione, Nino Randazzo del CGIE (consiglio generale italiani all’estero) e direttore del quotidiano in lingua italiana Il Globo di Melbourne, Beatrice Cecchinato Presidente della Confederazione dei Giovani Veneti nel Mondo, Padre Luciano Segafreddo, direttore del Messaggero di Sant’Antonio, edizione italiana per l’estero.
La seconda sugli ”Interscambi di impresa” a cui ha partecipato, tra l’altro, Luigi Casagrande, presidente Comites del Queensland e Northern Territori, Ernesto Coloridi dell’Associazione Industriali di Padova, e Marina Buffoni dei Giovani Imprenditori di Treviso. 
Si sono poi insediati i gruppi di lavoro sui temi dell’associazionismo e diritti civili, cultura, economia, informazione. 


Chiusura dei lavori a Sydney
“Spesso le caratteristiche dell’emigrazione veneta in Australia non sono note neanche ai veneti. Perciò la conoscenza delle nostre comunità venete a Perth, a Melbourne, a Sydney e il confronto che si e’ sviluppato durante i lavori della Conferenza d’Area sono stati momenti utili e necessari per capire i termini di questo fenomeno. Essi diventeranno strumenti importanti nella prossima legislatura regionale per la Giunta veneta e il Consiglio regionale del Veneto nella realizzazione delle politiche a favore dell’emigrazione dei futuri cinque anni”. Con questa considerazione l’Assessore regionale ai flussi migratori e alla sicurezza della Regione Veneto Raffaele Zanon ha chiuso al Novotel Brighton Beach di Sydney, sulla Botany Bay, i lavori della Conferenza d’Area dei Veneti d’Australia e Sud Africa. 
Zanon ha sottolineato che anche la comunità veneta d’Australia si attende di essere considerata parte integrante e a pieno titolo del Veneto. «Non ci sono attenuanti – ha detto – ne’ sono possibili dilazioni per un riconoscimento che deve essere inserito nel prossimo Statuto regionale e riconoscere diritti civili oramai sanciti dalla Costituzione.In secondo luogo – ha aggiunto – parte da Sydney una vertenza nei confronti dello Stato italiano per l’attribuzione della cittadinanza italiana agli emigrati in Australia. A suo tempo,questa possibilità e’ stata colta solo da pochi emigrati a causa dell’insufficiente informazione. Ora e’ necessario riaprire i termini e dare loro la massima diffusione. Ne parlerò personalmente – ha assicurato– con il Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia e con il neoMinistro degli Esteri Gianfranco Fini». 
L’Assessore veneto ha ricordato le tappe raggiunte in questi 5 anni di legislatura regionale a favore dell’emigrazione: dalla realizzazione delle 4 conferenze d’area previste dalla legge regionale (Caracas 2001, Berlino 2002, Montreal 2003, Sydney 2004), dai piani triennali per realizzare interventi articolati a favore del rientro degli emigrati nel Veneto, della formazione, della conoscenza della lingua italiana, degli scambi sociali e culturali in particolare fra i giovani, all’approvazione della nuova legge regionale nel 2003, all’istituzione della Consulta regionale per l’emigrazione che vede per la prima volta la presenza delle associazioni di emigrati che vivono e lavorano all’estero.
«Molte proposte emerse dalla Conferenza – ha affermato Zanon – troveranno valida attuazione a testimonianza di una politica che privilegia i fatti alle promesse, e punta al pragmatismo invece che al folclore e alla nostalgia. Abbiamo trovato una realtà associativa che attende maggiore comunicazione e progetti d’interscambio più numerosi nel settore della formazione linguistica destinata ai giovani, dell’economia, della ricerca applicata, di politiche della multiculturalita’». Secondo Zanon, la situazione dei Veneti in Australia e’ sicuramente evoluta «ma ci si attende ancora molto dalle nostre istituzioni. Sono convinto che il Veneto possa realizzare il progetto di « Veneto Community” , un Veneto transnazionale che interagisca con profitto tra il sistema della Regione Veneto e quello delle comunità venete all’estero. Strumento immediato della Veneto Community – ha aggiunto Zanon - sará l’attuazione da parte della Regione di un portale web che oltre a contenere elementi sulla storia dell’emigrazione (anche con la presenza sul sito della mostra sull’emigrazione) darà notizie costanti sul Veneto d’oggi creando la premessa per uno scambio di banche dati per consentire di connettere realtà interattive del mondo sociale, culturale ed economico del Veneto nel Veneto e del Veneto nel Mondo. La Regione intende chiamare tutto il Veneto ad un rinnovato impegno sull’emigrazione, assolutamente necessario per la tessitura di nuovi rapporti che ci permettano di affrontare la modernità e la globalizzazione. La politica non e’ sempre stata attenta al mondo dell’emigrazione – ha concluso - le Regioni hanno spesso supplito alle mancanze dei governi nazionali in questo settore, ma in questi ultimi anni assistiamo ad una ripresa d’attenzione verso gli italiani all’estero, facilitata anche dal riconoscimento dell’esercizio del diritto di voto che permetterà di raccogliere la voce di un’altra Italia”. 


Il dopo Conferenza: appello dell'Assessore Zanon al Parlamento sulla questione cittadinanza 
Un appello al Parlamento italiano affinché riconosca al più presto il diritto degli italiani residenti in Australia ad aver riconosciuta la cittadinanza italiana è stato rivolto a Roma dalla tribuna della C.G.I.E. (Confederazione Generale Italiani all’Estero), dall’Assessore ai flussi migratori della Regione Veneto Raffaele Zanon, di recente rientrato proprio dall’Australia dove si è tenuta (Sydney, fine novembre) la Conferenza d’Area del Veneti in Australia e Sud Africa. “Non si può tollerare la situazione di palese ingiustizia e di violazione dei diritti sofferta dai nostri emigrati in Australia che si vedono negata la possibilità di essere cittadini italiani a causa di una legge, la n.91 del 1992, che stabiliva termini specifici per l’acquisizione della cittadinanza ma non è stata diffusa sufficientemente in modo conveniente e, in più, cozzava con l’allora vigente legislazione australiana che impediva la doppia cittadinanza . Ora – ha detto l’esponente del governo veneto – in Australia vige una legislazione che riconosce il diritto ad altre cittadinanze. Pertanto ora i nostri connazionali – e su questo mi hanno delegato a Sydney i rappresentanti di tutte le associazioni degli emigrati veneti in Australia – ci chiedono di poter acquistare o riacquistare la cittadinanza italiana”. Zanon ha sollecitato al proposito un’iniziativa comune tra le Regioni e la C.G.I.E. di pressione sul Parlamento perché acceleri l’iter di discussione delle varie proposte legislative esistenti al riguardo. Egli, inoltre, ha sottolineato l’esigenza che, nella prossima sessione dell’organismo di rappresentanza, si affrontino i punti relativi ai rapporti tra Stato-Regioni –Autonomie in modo tale che le istituzioni nelle azioni future destinate al mondo dell’emigrazione lavorino in modo coordinato e sinergico per costruire un quadro coerente dell’universo dell’emigrazione italiana nel mondo globalizzato.


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