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periodico
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Emigrazione in libri
(gennaio
2001)
Dal Brasile un vocabolario veneto-portoghese
Ettore Beggiato, grande esperto e appassionato di
storia e cultura veneta, cittadino onorario di Serafina Correa, centro
brasiliano del Rio Grande do Sul, in questo articolo illustra il
lavoro di Darcy Loss Luzzatto: un dizionario di cinquecento pagine con
traduzioni dal "talian" al portoghese.
Pochi conoscono le dimensioni dell'emigrazione
veneta: dal 1875 in avanti si calcola che quasi un milione di veneti
abbiano cercato fortuna all'estero, viste le disperate condizioni
nelle quali si era venuta a trovare la nostra regione all'indomani
dell'annessione all'Italia.
In buona parte andarono in Brasile, soprattutto
negli stati meridionali, Rio Grande do Sul, S. Catarina, Paranā. Qui
fondarono paesi e cittā, rimanendo perō fedeli alla loro cultura,
alle loro tradizioni, alla loro lingua.
Una lingua, "el talian" o veneto-brasilian,
che va considerata l'ultima lingua neo-latina conosciuta, singolare
koinč su base veneto-centrale nella quale si innestano termini
brasiliani; una lingua "viva", usata quotidianamente sul
lavoro o all'universitā, per scrivere canzoni e poesie, per fare
teatro, alla radio o alla tv.
Emblematico il caso di Serafina Correa, cittadina di
12.000 abitanti dove per una settimana all'anno il talian č
"lingua ufficiale".
E la battaglia per la difesa di
questo patrimonio continua giorno dopo giorno: ne č testimonianza il
dizionario uscito proprio in questi giorni, a cura di Darcy Loss
Luzzatto, indomito autore ed editore, alfiere di milioni di brasiliani
che parlano il "taliān".
Dopo aver stampato volumi come "Talian: Nocoes
de gramatica, historia e cultura", in pratica un manuale per
imparare "el talian" ad uso dei ..brasiliani, "El
nostro parlar", "Ghen 'avemo fato arquante"e tanti
altri, ecco questa nuova fatica: quasi cinquecento pagine di temini
come fāvaro, cuciaro, cunicio tradotti in portoghese con relative
spiegazioni. Per esempio, freschin, praticamente intraducibile in
italiano, in brasiliano diventa "odor desagradavel" e per
spiegarlo meglio l'amico Darcy aggiunge un "Che bira zela questa?
La sa de freschin!" che non ha bisogno di ulteriori
spiegazioni.....
La presentazione dell'opera č di Rovilio Costa,
dell'Academia Rio-Grandense de Letras, autorevolissimo esponente della
cultura taliana, autore di decine di volumi, alcuni dei quali
pubblicati dalla Fondazione Agnelli. "Darcy Loss Luzzatto no'l ga
mai desmentegā la so lengua - spiega Costa -. E atraverso la lengua
no'l ga mai desmentegā la so gente, la so storia".
Dopo una ricostruzione quanto mai dettagliata dei
primi anni di emigrazione veneta, o meglio triveneta lombarda, visto
che i veneti erano circa il 54 per cento, Costa lancia un chiaro
messaggio a chi arriva dall'Italia e dal Veneto: "Prima de tuto,
che i italiani, sia veneti o de altre region, i vegna in Brasil
rispetando la nostra cultura taliana, la nostra lengua che la ze el
Talian, no par imporre el so modo de veder e de far". E pių
avanti: "Par noantri l'č importante l'italiano, e l'č
importante el talian, questo parchč, solo questo, lo ghemo parlā fin
incoi. E i nostri genitori i ze stai proibidi de parlar Talian e no
italiano che no i lo ga mai imparā". Si calcola infatti che
appena l'un per mille degli emigranti approdati in Brasile sapesse
parlare l'italiano ufficiale (il toscano).
L'introduzione dell'autore inizia cosė: "I
nostri vecii, co i ze rivadi, oriundi de i pi difarenti posti del Nord
d'Italia, i se ga portadi adrio no solche la fameia e i pochi trapei
che i gaveva de suo, ma anca la soa parlada, le soe abitudini, la soa
fede, la so maniera de essar.... Qua, metesti tuti insieme, par farse
capir un co l'altro, par forsa ghe ga tocā mescolar su i soi dialeti
d'origine e, cossita, pianpian ghe ze nassesto sta nova lengua, pi
veneta che altro, parchč i veneti i zera la magioranza, el Talian o
Veneto brasilian."
Luzzatto conclude con una poesia che dovrebbe essere
diffusa nel nostro Veneto, dove scandalosamente c'č gente che si
vergogna di parlare la lingua veneta, e soprattutto nelle nostre
scuole: "Com'e bela 'a nostra lengua, com'č melodiosa. E
poetica. Basta parlada con orgolio e alegria, mai con paura o co la
boca streta e vergognosa. E si con onor, con tanto tanto amor e
simpatia".
Ettore Beggiato
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Veneti nel Mondo
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