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Emigrazione in libri

(febbraio 2000)

"Cronaca di un viaggio. Il Brasile 'italiano'"

L'incomparabile lezione di vita trasmessa dalle comunità italiane all'estero è la testimonianza dell'ultima pubblicazione del Presidente della Provincia di Belluno, Oscar De Bona. Il libro, a cura di Flavia Colle ed edito con il patrocinio dell'Associazione "Bellunesi nel mondo", è stato finito di stampare nel mese di dicembre 1999 a Lentiai (Bl)

Il fenomeno dell'emigrazione di massa si intensificò subito dopo l'unificazione d'Italia: la povertà, l'incremento della popolazione e l'aumento della durata media della vita furono le cause dei notevoli flussi migratori del tempo. Ben presto il fenomeno assunse dimensioni nazionali per cui lo Stato Italiano cercò di "controllare" l'emigrazione stipulando una convenzione con il Brasile verso il quale i cittadini del Triveneto iniziarono ad emigrare dal 1875. Nel giro di pochi anni i nostri emigranti crearono nuovi insediamenti a cui dettero il nome delle località d'origine (Nova Belluno, Nova Treviso, Nova Venezia, Val Feltrino, Valle Veneto e così via) e trasformarono le foreste vergini dell'America meridionale in campi di granturco e in vigneti. Dopo oltre 120 anni dalle prime emigrazioni negli Stati meridionali del Brasile, le comunità italiane lì residenti conservano inalterate le tradizioni della loro terra d'origine. Il bisogno di sentirsi vicini alle proprie radici ha permesso loro di tramandare oralmente i ricordi di una Patria lontana, come ad esempio canti e filastrocche, da noi praticamente dimenticati. La "nostra gente", da troppi anni lontana, è ancora così sentimentalmente presente e vicina alla propria terra. Per questo diventa importante mantenere vivi i contatti. La Regione Veneto ha colto questa necessità da molto tempo cercando di andare incontro alle aspettative delle comunità italiane all'estero, promuovendo scambi culturali, Conferenze e visite nei luoghi dell'emigrazione e varie iniziative che testimoniano la volontà di "non dimenticare". In questa stessa ottica si colloca il racconto dell'esperienza vissuta da Oscar De Bona.

Seguire da vicino la realizzazione del libro che documentava l'esperienza di Flavia Colle e Anna Mario, insegnanti di lingua e letteratura italiana presso una comunità veneta in Brasile per sei settimane, ha risvegliato in Oscar De Bona un desiderio mai attuato. La possibilità di testimoniare sensazioni ed esperienze di uno dei viaggi compiuti all'estero presso le comunità italiane, prima come Presidente della Consulta Veneta dell'Emigrazione, poi come Presidente della Provincia di Belluno, si è concretizzata in un diario-documento. L'autore ha rivolto la sua attenzione al viaggio in Brasile compiuto insieme a rappresentanti del mondo industriale ed economico bellunese, dal 18 ottobre al 3 novembre 1998.

Il viaggio è iniziato a San Paolo ed ha condotto i protagonisti a visitare diverse città degli stati brasiliani del Paranà, Rio Grande do Sul e Santa Caterina. Il diario affronta sia la parte riguardante la documentazione storica che le testimonianze direttamente vissute col racconto degli "anziani".

La parte storica raccoglie le motivazioni degli esodi italiani in terra straniera, l'itinerario geografico delle visite, le attuali attività delle comunità italiane in Brasile, ma soprattutto le loro iniziative per recuperare le radici storico-culturali e mantenere l'unione alla terra d'origine dei loro padri. Fra queste ultime, è particolarmente suggestivo il "Caminhos de pedra", i sentieri della memoria che hanno permesso il recupero architettonico delle case abitate dai primi emigranti italiani nel Rio Grande do Sul. La parte più folkloristica riguarda invece gli usi e i costumi odierni dei corregionali italiani in Brasile, ma anche i racconti degli anziani che, dal patrimonio delle loro memorie traggono poesie, storie e tradizioni di un'epopea migratoria che deve essere ricordata. Anche la raccolta di articoli apparsi nei giornali brasiliani documenta come l'opinione publica abbia vissuto le visite delle delegazioni italiane, che si sono divise negli incontri programmati e in quelli improvvisati ed organizzati il giorno prima per accontentare corregionali di comunità sparse in tutto il territorio dei tre Stati.

Nonostante il lungo periodo di tempo trascorso dalla partenza dei primi emigranti, negli Stati del Brasile meridionale la presenza italiana è viva come non mai attraverso la tradizione, il dialetto veneto-italiano, i cognomi, i nomi e i luoghi tanto cari a quei coraggiosi emigranti. Leggendo questo libro-documento non si può fare a meno di pensare, con una stretta al cuore, al sacrificio di tanti uomini e donne che hanno lasciato il proprio Paese carichi di speranze per un futuro migliore. Non possiamo quindi che rivivere con loro le nostre radici comuni.

 

 


Veneti nel Mondo
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