(novembre 2000)
Un piccolo libro per una grande epopea
In una cinquantina di pagine Valentina Valentini
Pessotti racconta con semplice efficacia la sua storia di emigrante,
di donna con un cuore a metà, diviso tra la terra d'origine e il
paese nel quale si è costruita una nuova vita
Dedico questo libro a tutti gli italiani che dopo la
guerra sono emigrati in cerca di un avvenire migliore per i loro
figli. E' la prima frase che si legge sfogliando "Un cuore a
metà. Storia di un'emigrante partita due volte", un piccolo ma
godibilissimo libro di una cinquantina di pagine scritto da Valentina
Valentini Pessotti, con testi curati da Giovanni Stefani, giornalista
della Rai.
Un giorno del 1947 - si legge nella nota di
presentazione - una nave salpa da Genova. Destinazione: l'America del
Sud. A bordo, tra tanti italiani in cerca di fortuna, una donna. Il
viaggio segnerà profondamente la sua vita e la dividerà tra il paese
d'adozione e quello, lontano, d'origine. Un cammino tra giovinezza e
maturità, tra gioia e nostalgia, alla ricerca della propria casa. Ma
dove e quale è "casa"?
"Un cuore a metà", viene definita nella
presentazione stessa, una piccola storia. Ma come ogni piccola storia,
a suo modo grande e unica. E quella di Valentina Valentini Pessotti,
nata a Venezia nel 1923 e partita per l'Argentina nel 1947, appartiene
a tutti gli emigrati. "Questa breve storia - scrive nella
prefazione Aldo Lorigiola, presidente dell'Anea -, con sue note di
diario, ha il pregio di sfogliare l'anima di una donna che lascia il
paese alla fine dell'ultima guerra e di leggervi quello che ogni
migrante sente, ma spesso non descrive…".
Il racconto si divide in due capitoli. Il primo è
il diario di viaggio della ventiquattrenne Valentina, che dopo aver
sposato in tutta fretta il suo Sergio, si imbarca con lui, ai primi di
agosto, sul piroscafo Buenos Aires, per raggiungere il continente
americano, dopo circa venti giorni di lunga e lenta navigazione. Il
secondo capitolo è un breve riassunto degli anni successivi
all'arrivo in Argentina: la casa, il lavoro, il breve rientro in
Italia e il ritorno a Buenos Aires.
Lorigiola, nella prefazione, spiega che siamo stati
abituati a vedere gli italiani nel mondo in due modi distinti: come
"massa vagante" in cerca di miglior sorte di quella offerta
dai propri luoghi d'origine, oppure come personaggi geniali che hanno
saputo imporsi nel paese di immigrazione. Ebbene, le "esperienze
piatte e incapaci di fare notizia" della massa passano spesso
sotto silenzio, mentre delle storie dei personaggi si parla, si
scrive, ci si emoziona. Ma il percorso di ciascun membro della massa
è per molti versi simile a quello di chi è assurto ad una qualche
notorietà: "Sarebbe giusto, quindi - afferma Lorigiola -,
interessarsi e soffermarsi anche sulle storie comuni". E leggendo
Un cuore a metà si fa proprio questo.
UN CUORE A META'. STORIA DI UN'EMIGRANTE PARTITA
DUE VOLTE.
prefazione di Aldo Lorigiola
testi curati da Giovanni Stefani
casa editrice "Il Prato"
collana "Tracce del '900"