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Emigrazione in libri

(novembre 2002)

Presentato a Venezia "Il dialetto veneto di Segusino e Chipilo"

La pubblicazione, alla sua seconda edizione, propone attraverso la lingua, il recupero di valori e tradizioni sociali che accomunano due realtà geograficamente distanti ma con le stesse radici culturali

E' stata presentata a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta, dall'assessore regionale Ermanno Serrajotto, la seconda edizione, riveduta ed ampliata, del volume "Il dialetto veneto di Segusino e Chipilo", edito dalle Grafiche Antiga e realizzato dall'antropologa americana Carolyn J. Mackay. Presenti anche il sindaco di Segusino, Agostino Coppe, lo studioso di tradizioni venete Gianni Secco e il presidente della Comunità Emigranti di Segusino, Giovanni Cappellin.

La prima edizione del libro venne ideata nel 1982, in occasione del centenario della fondazione di Chipilo, il paese fondato sull'altopiano messicano, nella valle di Puebla, da un gruppo di emigranti veneti, la maggior parte dei quali proveniente da Segusino e da altri paesi ubicati nella valle del Piave. Pochi dei nuovi insediati parlavano l'italiano e quasi tutti si esprimevano nel dialetto d'origine, lingua ancor oggi usata tra gli abitanti di Chipilo per i rapporti interpersonali, anche se sempre più influenzato dallo spagnolo.

Questa "strana parlata" in terra messicana incuriosì l'antropologa Carolyn J. Mackay, la quale iniziò a studiarla nel 1981 per la sua tesi di laurea; ne approfondì la fonologia e la grammatica e corredò la ricerca con un piccolo vocabolario e un raccolta di frasi utili ad illustrarne le caratteristiche. Fu così che la Mackay si trovò nel paese messicano in occasione delle celebrazioni del centenario, nel corso delle quali venne ufficializzato il gemellaggio tra Chipilo e Segusino.

In quei giorni l'antropologa americana conobbe, tra gli altri, il sindaco di Segusino, Agostino Coppe - tornato da poco ad essere il primo cittadino del paese posto ai confini tra il bellunese e il trevigiano -, con il quale strinse un rapporto d'amicizia da cui nacque l'idea di un libro sul lessico di questo dialetto, parlato in due comunità tra loro separate da migliaia di chilometri, ma ancora fortemente unite dalle comune radici culturali.

La prima edizione fu pubblicata nel 1993 e analizzava la grammatica e il lessico del dialetto a Chipilo e a Segusino, "descrivendone - come si legge nella prefazione - la fonologia ed evidenziandone le divergenze fonetiche e semantiche".

A distanza di dieci anni esce oggi questa seconda edizione aggiornata da 2000 nuovi vocaboli, realizzata grazie alla collaborazione e alla ricerca dei cittadini delle due comunità, al di qua e la di là dell'Oceano e arricchito di una nuova e suggestiva sezione fotografica, opera di un giovane fotografo, Gaetano de Rosa.

Altra novità rispetto alla prima edizione è rappresentata dalla presentazione in quattro lingue - veneto, italiano, spagnolo e messicano - della sezione lessicale e questo per dar modo agli emigrati segusinesi residenti in Australia, Stati Uniti e Canada di poter comparare la loro "lingua" d'origine, con quella del paese dove attualmente risiedono.

Lo scopo della ricerca è quello di offrire ai cittadini di Segusino e Chipilo, un'agile guida ortografica alla loro lingua e allo stesso tempo, di presentare in maniera sistematica e descrittiva la fonologia e le caratteristiche grammaticali del veneto parlato in ognuna delle due comunità.

Nel presentare il libro, l'assessore Ermanno Serrajotto, sottolineando che ogni iniziativa, editoriale o d'altro genere, finalizzata al recupero delle tradizioni ha senso solo se si recuperano i valori culturali e sociali che le hanno generate, ha ribadito che "il sostegno e la valorizzazione dell'identità culturale del popolo veneto è il principio ispiratore degli interventi regionali in materia di cultura e questa iniziativa editoriale testimonia ancora una volta l'impegno e la volontà che la Regione del Veneto ha nei confronti di quanti hanno dovuto lasciare la loro terra per farli sentire, nonostante la lontananza, ancora parte viva di questa realtà, che, oltre agli aspetti economici e sociali, è fatta soprattutto di legami, ideali, di radici culturali".

 

 


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