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Emigrazione in libri

(settembre 2002)

Un libro per celebrare Foroni, musicista veneto che conquistò la Svezia

Angelo Tajani, giornalista e studioso italiano residente in Svezia, ha portato a termine la sua ricerca sulla breve e avventurosa vita e sulle opere di Jacopo Foroni, compositore veronese di Valeggio sul Mincio, che diresse il Regio Teatro dell’Opera di Stoccolma

Dopo circa un secolo e mezzo dalla morte, viene pubblicata una biografia contenente il catalogo completo delle opere del musicista e compositore e direttore d’orchestra veronese Jacopo Foroni, che diresse il Regio Teatro dell’Opera di Stoccolma. Il volume, edito in Italia dalle Edizioni dell’Ippogrifo, è frutto di una minuziosa ricerca effettuata da Angelo Tajani negli archivi di ambedue i paesi e viene pubblicato in contemporanea in Italia e in Svezia nelle lingue dei rispettivi paesi con il contributo della Fondazione "C.M. Lerici".

L’autore é un giornalista e studioso italiano che da anni risiede in Svezia e con questo lavoro egli ha voluto colmare una lacuna, fornendo agli svedesi notizie sul periodo giovanile trascorso dal musicista veronese in Italia e rivelando agli italiani ciò che Foroni fece e quale fu il suo apporto nell’ambito della musica durante i dieci anni di permanenza in Svezia.

Tajani non è nuovo a questo tipo di iniziative e, tra le più significative, sono certamente da annoverare la "Festa della Renga" a Parona - ideata in collaborazione con Enzo Stanghellini e Gianni Ainardi nel breve periodo in cui abitò nella città scaligera - e quella che è diventata ormai una tradizione consolidata: la partecipazione ai festeggiamenti in onore di Santa Lucia a Siracusa della "Reginetta della Luce" svedese.

Jacopo Foroni, nato a Valeggio sul Mincio nel 1825, da Domenico, anch’egli noto musicista e maestro di canto, aveva studiato a Milano con Alberto Mazzucato. Da adolescente aveva dato prova di virtuosismo esibendosi in concerti organizzati a Verona e, poco meno che ventenne, aveva già diretto orchestre in Olanda, Belgio, Francia e Spagna. La sua prima opera, Margherita, viene presentata con successo al Teatro Re di Milano nel marzo 1848, l’anno de’ portenti - come lo definì Giosuè Carducci - in cui l’amor di patria infiammava anche i giovani musicisti: l’anno prima Goffredo Mameli aveva composto Fratelli d’Italia e il grido "Viva Verdi" era considerato sovversivo dalla polizia. Anche Foroni, ex ufficiale dell’esercito austroungarico, partecipò alla rivolta delle Cinque Giornate e sulle barricate musicò un canto di rivolta.

Trasferitosi a Stoccolma per dirigere l’orchestra dell’impresario romano Vincenzo Galli, Foroni entusiasmò gli svedesi al punto da diventare il beniamino dell’alta società e un assiduo frequentatore dei balli di corte e delle bandite reali di caccia. Nella stagione 1848-1849 vennero date ottantadue rappresentazioni che fecero registrare il tutto esaurito. Il successo invogliò la direzione del massimo teatro lirico svedese a conferirgli la carica di Maestro della Cappella Reale e in seguito anche quella di direttore di scena.

Erano in special modo le donne a restare folgorate dall’avvenenza di quel giovane direttore italiano dai capelli corvini, baffi e barba folta, volto pallido, tratti aristocratici e scuri occhi lucenti. E lui ricambiava volentieri: col suo fascino irresistibile, frequentando di buon grado i salotti mondani e dando, a volte, prove del suo virtuosismo con esecuzioni al pianoforte di composizioni a lui sconosciute, leggendo a prima vista lo spartito capovolto.

Autore di quattro opere, di musica per orchestra, da camera e di musica sacra, tra cui una messa "Facilis et brevis, sex vocibus accomodata auctore", venne definito dalla critica svedese, che ravvisava nei suoi libretti d’opera tratti del Metastasio, l’anello mancante fra Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi.

Divenuto membro della Reale Accademia Musicale di Svezia, Jacopo Foroni fu insignito dell’Ordine di Vasa dal re Oscar I. Vittima nel 1858 di un’epidemia di colera, concluse la sua luminosa carriera a Stoccolma a soli trentatré anni.

 


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