FESTA
DELL'EMIGRANTE IN TERRA VICENTINA
Dopo Arsiero nel '98 e Bassano nel'99 è toccato a Chiampo ospitare, l'agosto
scorso, il terzo meeting promosso dall'Ente Vicentini nel mondo. Il significato di una
festa che vuole essere anche momento di incontro e di riflessione sui temi delle
migrazioni dei popoli.
Gioia, emozione,
commozione, ma anche lattenzione a tanti problemi hanno caratterizzato la terza
edizione della festa dellemigrante, promossa dallEnte Vicentini nel mondo, con
la partecipazione dellamministrazione provinciale, della Regione e ladesione
corale dei sindaci vicentini. Una giornata intensa, che ha visto presenze un po da
tutto il mondo, con storie, ricordi ed esperienze che si sono intrecciate per dare un
significato forte ad una festa semplice, fatta in fondo di piccole cose.
La manifestazione, itinerante, ha toccato questanno Chiampo e, resa ancor più
interessante dal Giubileo, la Pieve si è trasformata per gli emigranti in un luogo carico
oltre che di affetti, di speranze.
Sono tanti i segnali di un rinnovato interesse, anche da parte delle istituzioni, nei
confronti di chi, per scelta o per necessità, ha lasciato affetti e radici, per cercare
fortuna altrove: una nuova attenzione e un desiderio di avviare più assidui rapporti,
facilitati sicuramente dallo sviluppo delle tecnologie e dai nuovi mezzi di comunicazione,
grazie ai quali le distanze vengono superate più agevolmente. Nel frattempo tante cose
sono cambiate e da terra di emigranti il Veneto si è trasformato in terra di immigrati,
di donne e uomini mossi da una prospettiva di vita migliore, come un tempo accadde a
numerosi vicentini. Anche per loro all'inizio non fu facile. "Furono guardati con
sospetto ha ricordato il vescovo di Vicenza, mons. Pietro Nonis , ma oggi
sono considerati maestri di lavoro. E dopo tante mortificazioni subite si sono fatti onore
ovunque".
"Quello di allora ha ricordato il presidente dellEnte Vicentini nel
mondo, Danilo Longhi fu un lungo e sofferto esodo che prima ha impoverito la
provincia di braccia giovani e robuste, ma poi lha arricchita con le rimesse in
moneta forte che hanno dato vita alla straordinaria esperienza della nostra
imprenditorialità locale".
Qualcuno allestero trovò benessere e successo, per altri la vita continuò ad
essere difficile. Tutti però mantennero forte il legame con la loro terra. Un legame reso
ancor più dolce dai ricordi e da una mai cancellata nostalgia.
Per questo è apparsa
importante la festa dellemigrante, ma anche per altro. Vissuto non solo come un
momento isolato di convivialità, l'incontro ha segnato una tappa di un articolato viaggio
di avvicinamento fra la Regione e la Provincia e chi, pur non vivendo più nel Veneto,
sente di appartenere a questa terra. E quei cinquanta sindaci che hanno sfilato con la
loro fascia tricolore, orgogliosi di esserci, sono un segnale di speranza per chi volesse
un giorno tornare, la speranza di essere accolti quasi come se non se ne fossero mai
andati. Un desiderio, quello del rientro nella terra d'origine, espresso da molti
emigranti e accolto dal vescovo Nonis: "Non tutti i vicentini sanno vivere lontano -
ha detto -. Costoro vanno incoraggiati a ritornare e messi nella condizione di
farlo".
Un appello subito recepito anche dallassessore regionale allimmigrazione
Raffaele Zanon, il quale ha ricordato come nelle ambasciate cresca il numero di chi chiede
di riottenere cittadinanza e passaporto italiani. "Bisogna però ha precisato
creare i presupposti per il loro rientro e in questo compito debbono essere
coinvolti sia la parte pubblica che il settore privato".
Ma i vicentini nel mondo non rappresentano solo un motivo d'orgoglio per la nostra
regione. "Essi ha detto infatti Longhi sono anche le
"antenne" di collegamento da tutto il mondo con Vicenza, per diffondere la
conoscenza della nostra cultura, per promuovere i nostri prodotti, per monitorare mercati
lontani a beneficio delle imprese di casa nostra".
Un legame forte dunque, che si rinsalda e rinnova annualmente. E sarà il Basso
Vicentino ad ospitare, tra un anno, la prossima tappa di questo ormai irrinunciabile
percorso.