2 ottobre 2000

DEVOTI: DOPO LA MEDAGLIA, IL TRICOLORE

Il velista veronese è argento nelle classe Finn. A lui l'onore di portare la bandiera italiana alla cerimonia conclusiva dei Giochi di Sydney

La seconda medaglia italiana nella vela è targata lago di Garda. Dopo lo storico oro di Alessandra Sensini nel Mistral è arrivato l'argento nella classe Finn grazie a Luca Devoti, trentasettenne veronese che sulla sponda veneta del lago ha il suo principale campo di allenamento. Un secondo posto sudatissimo, costruito nelle ultime regate alle quali si era presentato quarto in classifica, appena giù da podio. Ma la giornata finale, nella quale ha vinto la prima regata e si è classificato sesto nella seconda, controllando gli avversari diretti, lo hanno visto scalare due posizioni e conquistare una medaglia che non era certamente tra le più pronosticate per la spedizione azzurra. "Un risultato - ha detto un felicissimo Devoti - che mi ripaga dopo 20 anni di carriera, di lavoro ed allenamenti durissimi".

Ma le gioie per il velista veneto sono finite qui. E' toccato a lui, infatti, il gratificante ruolo di portabandiera dell'Italia nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi australiane.

Si sono così chiusi i Giochi di Sydney. Quelli che Juan Antonio Samaranch ha definito "i migliori di sempre", quelli che regalano all'Italia un bottino di medaglie quasi uguale a quello di Atlanta, quelli che confermano che il nostro Paese è, dal punto di vista sportivo, uno dei primi al mondo: nel medagliere, infatti, figuriamo al settimo posto, con 13 ori, 8 argenti e 13 bronzi. Una posizione prestigiosa, alla quale hanno contribuito in maniera determinante gli atleti veneti, i quali hanno ottenuto complessivamente sette medaglie: due d'oro (Paola Pezzo nella mountain bike e Rossano Galatarossa nel canottaggio), due d'argento (Deborah Gelisio nel tiro a volo e Luca Devoti nella vela) e tre di bronzo (Pierpaolo Ferrazzi nella canoa, Silvio Martinello nel ciclismo, Matteo Zennaro nella scherma).

 

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