19 settembre 2000

SYDNEY: FUCILE D'ARGENTO PER UNA BELLUNESE

Deborah Gelisio conquista la prima medaglia veneta alle Olimpiadi di Sydney. Un successo salutato dalla gente di Mel, che ha seguito l'impresa attraverso un megaschermo nei locali del poligono di tiro del paese e a Sydney dal padre, dal sindaco e dai nostri corregionali emigrati in terra australiana

E' squillato quasi subito dopo la gara il telefono nella sala-bar del poligono di tiro di Mel, in provincia di Belluno. Stavano tutti brindando e facendo festa, dopo una notte insonne davanti alla televisione, quando dall'altro capo del telefono (e del mondo) si è sentita la voce di Deborah Gelisio, argento di double trap alle Olimpiadi di Sydney.
Nemmeno il tempo di mettersi la medaglia al collo e subito il pensiero è corso alla madre, alla sorella e agli amici di Mel che, sulle doti di Deborah, non avevano dubbi. Ma sembra che un po' tutti se la sentissero che in terra australiana le cose sarebbero andate molto meglio che ad Atlanta, quando la ventiquattrenne bellunese non riuscì a disputare una buona gara. Sulle tribune dello stadio del tiro a volo di Sydney, infatti, a soffrire prima e a gioire poi c'era il padre Renato - che, guarda caso, a Mel gestisce l'armeria del paese - e il sindaco Emilio Isotton a capo di un gruppo di zumellesi e di emigrati bellunesi che vivono in Australia.

Deborah ha così conquistato il primo alloro "al femminile" della nostra spedizione olimpica, mancando per soli quattro piattelli il gradino più alto del podio, sul quale è salita la svedese Pia Hansen con 148 centri, contro i 144 dell'azzurra.

"Ha cominciato a sparare giovanissima - ci racconta mamma Domenica al telefono, emozionata e felice - e a 14 anni era già in nazionale. Ha vinto titoli italiani e mondiali ma l'Olimpiade è un'altra cosa… Anche dopo la gara ho sentito una Deborah caricatissima e ora tutto il paese le sta preparando una grande festa. E' commovente assistere alla partecipazione della gente per questa impresa. Un giorno difficile da dimenticare".

E se l'alba di oggi è stata salutata a Mel con l'ormai classico rito dei caroselli d'auto e concerti di clacson, le celebrazioni per il successo sono state già programmate per lunedì prossimo, 25 settembre, nella piazza del paese, quando la campionessa farà ritorno dall'Australia.

Da Sydney, intanto, giungono le prime agenzie che riportano i commenti della Gelisio dopo la gara. A chi le chiedeva se ci fosse un pizzico di rammarico per il secondo posto, ha risposto "sono felice lo stesso e davanti ho ancora una lunga carriera". E i presupposti perché possa continuare a mietere nuovi successi sono più che buoni. Deborah già detiene due record mondiali (113 piattelli su 120 e 149 su 160) in quella che viene considerata una delle specialità più difficili: nel double trap, infatti, i tiratori devono centrare con i due colpi in canna due piattelli che escono contemporaneamente e viaggiano a 50 chilometri orari.

Quando, dopo i meritati festeggiamenti, ricomincerà ad abbattere piattelli uno dopo l'altro, la Gelisio forse penserà che quell'oro non era poi così lontano ma, soprattutto, che per lei, così giovane, non lo è nemmeno Atene 2004. Nel frattempo nessuno può toglierle la soddisfazione di ammirare quell'argento che le penzola dal collo.

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