8 settembre 2000

VENETI IN UN MONDO IN CONTINUA TRASFORMAZIONE

L'economia degli anni Duemila, la globalizzazione dei mercati, i mutamenti del sistema produttivo e le nuove professioni, il ruolo della Regione: questi i temi di un incontro tra il presidente dell'IVRAL, Candido Tecchio, e un gruppo di giovani laureati di origine veneta

Ha avuto luogo, recentemente, un incontro tra il prof. Candido Tecchio, presidente dell’IVRAL (Istituto Veneto Rapporti con l’America Latina), e un gruppo di giovani laureati di origine veneta, venuti a Roma dal Brasile e dall’Argentina in occasione del Giubileo. Si tratta di giovani che negli anni scorsi hanno beneficiato di borse di studio di specializzazione post-universitaria, organizzate dall’IVRAL stesso, con i contributi della Regione Veneto. L’attestato delle Università di Padova e Venezia ha poi favorito il loro inserimento occupazionale, per alcuni addirittura a livello di dirigenza in grandi organismi. Ma il raggiungimento dell’obiettivo professionale non ha smorzato il loro interesse su come la Regione Veneto intende investire sulle nuove generazioni.

"Negli anni passati – hanno osservato – abbiamo constatato l’eccesso di "scampagnate oltreoceano", infruttuose e irritanti; ora registriamo sintomi di diverso orientamento. Le risorse non sono infinite ed è meglio quindi destinarle a iniziative stimolatrici dello sviluppo. Possono crescere tra Veneto e comunità di emigrazione progetti concreti e lungimiranti, i cui costi assumono valore di investimento sul futuro".

"Ci rendiamo conto – hanno proseguito – che il Duemila apre la finestra su una rivoluzione silenziosa, dalle enormi conseguenze per il mondo della produzione. Non è cominciata adesso, ma le dimensioni intercontinentali crescono in modo impressionante. La percentuale degli addetti al terziario tende a superare percentualmente i lavoratori dell’agricoltura e dell’industria. Il sorpasso dei colletti bianchi su quelli blu confermerà la fine della società industriale. Non sarà più centrale la produzione di beni materiali, perdente di fronte al dilagare di beni immateriali e all’invasione dell’informazione".

"La Regione Veneto è attenta a questa fase – ha ricordato Tecchio -: i tradizionali rapporti con la realtà di emigrazione si dovranno però adeguare alle nuove problematiche umane ed economiche".

Il Sudamerica è un’area di grande fragilità e di enormi risorse, che resta in bilico tra la fase rurale e quella postindustriale con le contraddizioni che ne derivano e con le potenzialità che restano inutilizzate.

"Non sarà però una novità per la Regione maturare iniziative che sostengono le nuove professioni derivanti dalla terziarizzazione del mercato e dalla progressiva intellettualizzazione del lavoro – sostiene il presidente dell’IVRAL -. Meglio dunque far crescere sul luogo di residenza una classe dirigente che familiarizzi con il nuovo e trasformi giovani discendenti da veneti in altrettanti motori dello sviluppo del Paese in cui sono nati per condurlo sulla strada della modernizzazione".

Per Tecchio quei giovani saranno i migliori ambasciatori per incentivare rapporti preferenziali con il mondo produttivo del Veneto: "Non c’è alternativa a questa strategia – ha concluso – se si vuole evitare tra le aree del mondo abissali differenze nella capacità di affrontare i nodi del ventunesimo secolo. La società industriale sviluppa i rapporti internazionali sullo scambio, sulla cessione di surplus di beni in cambio di altri beni che gli Stati potevano fornire. Ora la società postindustriale obbliga tutti ad impostare una interazione globale e penalizza chi ne resta estraneo, creando una solco sempre più profondo tra Stati élite e Stati esclusi dall’omologazione che non risparmierà nessun angolo del pianeta".

Anche alla Regione Veneto, dunque, è affidato il compito di indicare e sostenere programmi che aiutino i veneti d’oltreoceano ad affrontare i grandi problemi che la globalizzazione drammaticamente ha fatto esplodere.

 

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