VENETI IN UN MONDO
IN CONTINUA TRASFORMAZIONE
L'economia degli anni Duemila, la globalizzazione dei mercati, i mutamenti del
sistema produttivo e le nuove professioni, il ruolo della Regione: questi i temi di un
incontro tra il presidente dell'IVRAL, Candido Tecchio, e un gruppo di giovani laureati di
origine veneta
Ha avuto luogo,
recentemente, un incontro tra il prof. Candido Tecchio, presidente dellIVRAL
(Istituto Veneto Rapporti con lAmerica Latina), e un gruppo di giovani laureati di
origine veneta, venuti a Roma dal Brasile e dallArgentina in occasione del Giubileo.
Si tratta di giovani che negli anni scorsi hanno beneficiato di borse di studio di
specializzazione post-universitaria, organizzate dallIVRAL stesso, con i contributi
della Regione Veneto. Lattestato delle Università di Padova e Venezia ha poi
favorito il loro inserimento occupazionale, per alcuni addirittura a livello di dirigenza
in grandi organismi. Ma il raggiungimento dellobiettivo professionale non ha
smorzato il loro interesse su come la Regione Veneto intende investire sulle nuove
generazioni.
"Negli anni passati hanno osservato abbiamo constatato
leccesso di "scampagnate oltreoceano", infruttuose e irritanti; ora
registriamo sintomi di diverso orientamento. Le risorse non sono infinite ed è meglio
quindi destinarle a iniziative stimolatrici dello sviluppo. Possono crescere tra Veneto e
comunità di emigrazione progetti concreti e lungimiranti, i cui costi assumono valore di
investimento sul futuro".
"Ci rendiamo conto hanno proseguito che il Duemila apre la finestra
su una rivoluzione silenziosa, dalle enormi conseguenze per il mondo della produzione. Non
è cominciata adesso, ma le dimensioni intercontinentali crescono in modo impressionante.
La percentuale degli addetti al terziario tende a superare percentualmente i lavoratori
dellagricoltura e dellindustria. Il sorpasso dei colletti bianchi su quelli
blu confermerà la fine della società industriale. Non sarà più centrale la produzione
di beni materiali, perdente di fronte al dilagare di beni immateriali e allinvasione
dellinformazione".
"La Regione Veneto è attenta a questa fase ha ricordato Tecchio -: i
tradizionali rapporti con la realtà di emigrazione si dovranno però adeguare alle nuove
problematiche umane ed economiche".
Il Sudamerica è unarea di grande fragilità e di enormi risorse, che resta in
bilico tra la fase rurale e quella postindustriale con le contraddizioni che ne derivano e
con le potenzialità che restano inutilizzate.
"Non sarà però una novità per la Regione maturare iniziative che sostengono le
nuove professioni derivanti dalla terziarizzazione del mercato e dalla progressiva
intellettualizzazione del lavoro sostiene il presidente dellIVRAL -. Meglio
dunque far crescere sul luogo di residenza una classe dirigente che familiarizzi con il
nuovo e trasformi giovani discendenti da veneti in altrettanti motori dello sviluppo del
Paese in cui sono nati per condurlo sulla strada della modernizzazione".
Per Tecchio quei giovani saranno i migliori ambasciatori per incentivare rapporti
preferenziali con il mondo produttivo del Veneto: "Non cè alternativa a questa
strategia ha concluso se si vuole evitare tra le aree del mondo abissali
differenze nella capacità di affrontare i nodi del ventunesimo secolo. La società
industriale sviluppa i rapporti internazionali sullo scambio, sulla cessione di surplus di
beni in cambio di altri beni che gli Stati potevano fornire. Ora la società
postindustriale obbliga tutti ad impostare una interazione globale e penalizza chi ne
resta estraneo, creando una solco sempre più profondo tra Stati élite e Stati esclusi
dallomologazione che non risparmierà nessun angolo del pianeta".
Anche alla Regione Veneto, dunque, è affidato il compito di indicare e sostenere
programmi che aiutino i veneti doltreoceano ad affrontare i grandi problemi che la
globalizzazione drammaticamente ha fatto esplodere.