8 settembre 2000

JESOLO NEL TEMPO

Un opuscolo ripercorre quasi 2000 anni di storia della nota città balneare, raccontandone le vicende, i primati e le tradizioni. Una piccola guida attraverso i secoli e le strade dell'antica Equilium.

E' conosciuta nel mondo come una delle località balneari più attraenti d'Europa.
Dagli anni '60, infatti, la sua promozione è andata di pari passo con la nascita, lungo il suo dorato arenile, di centinaia di alberghi, di numerosissimi impianti sportivi e di divertimento, di negozi e di strutture che favoriscono lo sviluppo di un turismo moderno capace di rispondere alle esigenze di una clientela sempre più diversificata.

Ma Jesolo ha alle spalle ben 2000 anni di storia, di tradizioni e di curiosi primati. A raccontarli è "Jesolo nel Tempo", un libricino tascabile utile a chiunque voglia saperne di più su una località che, nel corso dei secoli, è stata interessata da numerose trasformazioni. Scritto da Dino Cagnazzi e voluto dall'Azienda di Promozione turistica di Jesolo, che con il Consorzio Four Seasons ha provveduto ad una prima edizione di 13 mila copie, l'opuscolo è distribuito presso gli uffici d'informazione dell' Apt Jesolo/Eraclea di Piazza Brescia ( Tel. 0039-421.370.601 - Fax 0039- 0421.370.606).

Là dove ora una finissima sabbia proveniente dalle Dolomiti invita i bagnanti a stendersi al sole e le campagne assicurano anno per anno un ottimo raccolto, un tempo c'erano dune, paludi e macchie cespugliose che conobbero i primi insediamenti in epoca romana, quando, per i numerosi allevamenti di cavalli di razza presenti, l'area prese il nome di Equilium.

La trasformazione in Jesolo (>Ekvilo - pascolo per cavalli -> Equilio> Giesulo> Giesolo>Gesolo), secondo i più recenti studi filologici risalirebbe al V secolo, quando cioè il territorio divenne un rifugio per numerosissimi veneti spaventati dalle devastazioni delle popolazioni barbariche. "Quelle genti -scrive Cagnazzi nel suo opuscolo- evitavano le lagune, giudicandole un ambiente infido, ignorando l'arte della navigazione ed essendo inesperti nelle battaglie navali". 
I nuovi jesolani, invece, puntarono tutto proprio sul mare e, in breve, fecero della loro terra un paese "ricco e popoloso che si ornò di sontuosi palazzi". Jesolo divenne infatti uno dei principali poli commerciali del tempo e sede vescovile. "Secondo le antiche cronache -scrive ancora Cagnazzi- vi erano oltre 40 chiese e più monasteri fra cui quello di San Mauro, alla cui chiesa, secondo la tradizione, ci si sarebbe ispirati per tracciare la pianta della basilica di San Marco".

Dopo un periodo di guerre e di decadenza che portò la cittadina a perdere persino il suo antico nome, una fase di rinascita si ebbe solo a partire dal 1487 quando, grazie all' interessamento del casato veneziano dei Soranzo, si formò un nuovo villaggio che, dal canale appena finito di scavare e completato da Alvise Zuccarini, prese il nome di Cavazuccherina.

Diventata comune in epoca napoleonica e sottoposta a opere idrauliche e di bonifica, Cavazuccherina (che per prima in Italia attivò un collegamento telefonico intercomunale inaugurando, nel 1895, una linea di comunicazione con San Donà di Piave) riprese il nome di Jesolo solo nel 1930, quando riscoprì la sua vocazione per il mare.

Risalgono a quegli anni l'istituzione di Colonie per ragazzi bisognosi di cure talassoterapiche, la costruzione dell'Istituto Marino, oggi Ospedale Civile, e la nascita di alberghi e stabilimenti balneari che hanno fatto di Jesolo una delle località turistiche italiane più apprezzate d'Europa.

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