giugno 2001

ALESSANDRO E JEAN GASTON: LA STORIA DEI BONCI SULL'ASSE ITALIA-USA

Nel nostro viaggio tra i siti Internet dei nostri corregionali all'estero ci soffermiamo stavolta su quello della famiglia Bonci. Le pagine in Rete sono di recente costruzione, ma abbiamo scoperto che un Bonci d'America, Jean Gaston, da oltre 10 anni sta pazientemente ricostruendo la storia di famiglia: un lavoro impegnativo che sarà raccolto in un libro

Il nome è un po' altisonante, Boncinetwork, ma rende perfettamente l'idea della "piazza virtuale", che, come tante altre, si propone di essere luogo d'incontro telematico dei componenti di una famiglia.

www.boncinetwork.com è opera di Alessandro Bonci, fotoreporter di Bologna, che lo ha dedicato al nonno Fernando "che niente sapeva di computer e nuove tecnologie". Il sito è in fase di costruzione, anche se già offre alcune sezioni interessanti di informazione e servizi: un breve resoconto sulle origini e la storia della famiglia; un elenco, con gli indirizzi, dei Bonci che vivono non solo in Italia ma anche in Slovenia, Croazia, Francia, Germania, USA, Argentina e Brasile; una messaggeria chiamata "novità e appuntamenti".

Ma, per saperne di più su questa famiglia, su indicazione dello stesso Alessandro, ci siamo messi in contatto con Jean Gaston, un Bonci d'America (di Alpharetta, Georgia - ilay@alpharetta.ga.us) che dal 1990 sta cercando e raccogliendo documenti che gli consentano di ricostruire la storia dei suoi avi, per poi darla alle stampe.

Dal signor Jean Gaston ci aspettavamo di ricevere un messaggio via e-mail, magari ricco di particolari sul suo lavoro e invece, con nostra sorpresa, alcuni giorni fa arrivava in redazione una corposa busta contenente numerose copie di documenti che in oltre dieci anni di ricerche questo ingegnere statunitense è riuscito a recuperare da vecchi e polverosi archivi, da istituti di ricerca genealogica, da biblioteche.

Ed è proprio da una di queste, precisamente dalla Biblioteca Marciana di Venezia, che arrivarono a Jean Gaston le prime preziose informazioni. In un manoscritto del XVI secolo di Capellari Vivaro, venivano citate alcune cronache di Aurelio Teboldo e di Padre Ireneo della Croce, nelle quali si dava notizia di come nell'868 i Bonci, discendenti da antichi tribuni romani, passassero da Trieste a Venezia in seguito all'invasione di Grado da parte dei Saraceni. Nei secoli successivi alcuni componenti della famiglia si distinsero negli ambienti militari e acquisirono un tale prestigio da meritare un blasone: dapprima uno scudo vermiglio attraversato da una fascia d'argento, tramutato poi, a seguito di una guerra vinta a Levante, in croce nera su campo d'oro. La famiglia nel 1297 entrò a far parte del Consiglio dei Nobili della Serenissima.

La presenza dei Bonci a Venezia ha lasciato notevoli e tangibili tracce: furono infatti loro a edificare, nel 1014, e a ristrutturare, nel 1473, la Chiesa di San Andrea de la Zirada, a Venezia. Nella Chiesa di Santa Maria della Carità, sempre a Venezia, venne sepolto nel 1484 tal Marino Bonci, un patrizio veneto e dai documenti del convento della stessa chiesa si rilevò che nel 1520 una delle sue tre figlie fece edificare un altare del Crocefisso. L'ultimo nobile tra i Bonci veneti fu Giovanni Battista, podestà a Rovigo, sepolto anche lui a Venezia nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, insieme a dogi e patrizi.

Da una ricerca sul patriziato veneziano, Jean Gaston ha ricostruito il legame tra 244 nobili famiglie: i Bonci si legarono ai Da Lezze, Foscarini, Pasqualigo, Salamon, Steno, solo per citarne alcuni.

La famiglia non si fermò nel Veneto, ma si spostò dapprima verso le Marche e la Toscana e successivamente verso l'Europa e gli Stati Uniti.

Anche nella Firenze rinascimentale si distinsero: da un antico documento risulta addirittura che furono sostenitori dei Medici, guadagnandosi per le loro gesta i blasoni d'arme. I Bonci furono diplomatici, cardinali, pittori, valenti militari. Personaggi che hanno scritto pagine di storia nel corso di parecchi secoli. Nell'elenco un posto d'onore va ad Alessandro, famosissimo tenore. Fu lui ad essere chiamato nel 1906 alla cerimonia di apertura della nuova Manhattan Opera House nell'interpretazione di Arturo nell'opera I Puritani di Bellini. E a lui è stato dedicato un teatro a Cesena.

Questi, in breve sintesi, i risultati della ricerca fino ad oggi condotta da Jean Gaston, il quale si è persino preso la briga di farne recapitare una copia ai discendenti della sua famiglia sparsi per il mondo. Anche a loro il "vecchio" postino ha consegnato una busta con la ricca documentazione e una lettera di accompagnamento di Jean Gaston, contenente un caloroso invito: continuare a "cercare e cercarsi", con la speranza che tutti i Bonci possano un giorno riunirsi proprio davanti alla chiesa di San Andrea de la Zirada a Venezia.

E forse è proprio per raggiungere prima questo obiettivo che Alessandro (alessandro@boncinetwork.com), omonimo del famoso cantante, ha pensato di utilizzare le nuove opportunità offerte dalla rete per mettere in contatto i Bonci che stanno a migliaia di chilometri di distanza gli uni dagli altri. Utilizzando, questa volta, la posta elettronica.

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