IO, EMIGRANTE ARGENTINO, TORNATO NELLA CITTA' DI MIO PADRE
A colloquio con Luis Cogo, figlio di emigrati veneti, che ha
lasciato Buenos Aires per stabilirsi a Vicenza
Sono sicuramente meno frequenti rispetto alle migliaia di storie di
veneti che nel secolo scorso hanno lasciato le loro radici per cercar
fortuna altrove, ma esistono anche episodi che testimoniano l'altra
faccia dell'emigrazione o per, usare una definizione recente,
l'emigrazione "di ritorno": storie di figli di emigranti che
un bel giorno sentono il desiderio di lasciare la loro città di
adozione per mettere radici nella terra dei loro genitori, seguendo a
ritroso il loro stesso percorso.
E' il caso di Luis Cogo, figlio di un vicentino e di una messinese
emigrati nel 1948 in Argentina per fare il muratore e la commerciante
di abbigliamento. Proprio a Buenos Aires nel 1959 è nato Luis, che ha
anche una sorella, rimasta con la mamma in Argentina.
"Non mi sentivo a mio agio - racconta -, costretto a vivere i
ritmi stressanti di una realtà caotica come quella di Buenos
Aires". I genitori avevano costantemente mantenuto stretti legami
con la loro terra d'origine: "La maggior parte della famiglia -
spiega Cogo - era rimasta in Italia ed era naturale cercare in tutti i
modi comunicare con i parenti. Fino agli anni Settanta ciò avveniva
soprattutto tramite lettera, poi abbiamo cominciato a fare ritorno in
Italia per brevi periodi: ci venivo in media ogni due anni. All'inizio
lo scopo era quello di incontrare i miei familiari, ma nel 1990 mi
sono reso conto che il Vicentino era la mia vera terra e ho deciso di
trasferirmi".
Un inserimento tutt'altro che difficile quello di Luis Cogo, dato
che dopo due sole settimane aveva già un lavoro: "Ho continuato
a svolgere l'attività che già avevo iniziato in Argentina - racconta
- ovvero l'analista programmatore. Fino al 1995 ho fatto diverse
esperienze in ambiti differenti, poi ho cambiato rotta. La naturale
evoluzione per chi operava in questo settore era rappresentata da
Internet ed è iniziata allora mia esperienza di imprenditore".
E' nata così Telemar, società con sede a Vicenza, in grado di
offrire servizi di connettività e progettazione per tutto il
territorio nazionale. "In pochi anni - racconta - la rete
Internet si è sviluppata a ritmi incredibili e continua ad essere un
"motore" trainante per innumerevoli iniziative, potendo
offrire ancora ampi margini di sperimentazione. Come strategia
aziendale, Telemar ha scelto di privilegiare i lavori più
specialistici in ambito locale. Vogliamo essere vicini ai nostri
clienti, ma siamo in grado di offrire connessioni e progettazioni
anche sulla media distanza e abbiamo diverse partnership
prestigiose".
Nel frattempo Luis ha incontrato la compagna della sua vita, una
vicentina, che ha sposato nel 1992. "L'incontro - spiega - è
avvenuto dopo la mia decisione di trasferirmi in Italia, che ho capito
essere il posto più vicino alla mia anima, molto più vicino
dell'Argentina: a questa terra ho subito sentito di appartenere".
"In Argentina ritorno ogni anno - ammette infine - ma il mio
legame con Buenos Aires è puramente di tipo affettivo. La mia patria
è l'Italia".