ANA RECH, LA FELTRINA CHE FONDO' UN PAESE
Anna, vedova, con sette figli da allevare, alle soglie dei
cinquant'anni nel 1876 partì per il Brasile e vicino a Caxias do Sul
ebbe la forza e la capacità di creare una locanda attorno alla quale
sorse un borgo che prese il suo nome… con una enne in meno
Ana Rech è
una località del Brasile vicino a Caxias do Sul, di cui anzi
costituisce un quartiere (barrio), celebre per gli esempi di
architettura
coloniale e i prodotti artigianali in vimini. Forse meno noto è che il
nome le deriva da quello di una emigrata bellunese la cui storia merita
di essere ricordata come esempio di quella emigrazione al femminile
troppo spesso dimenticata e trascurata. Lo facciamo utilizzando anche la
ricostruzione della sua avventurosa vita fatta da Ivano Pocchiesa nel
libro 'Piccole grandi storie di emigranti'."
Anna Pauletti, questo il suo vero nome, nacque a Pren, frazione di
Pedavena nel 1828. Nel 1847, a 19 anni, andò sposa a Osvaldo Rech dal
quale ebbe sette figli e che la lasciò vedova nel 1875 quando aveva
47anni.
Le misere condizioni economiche della famiglia, esasperate dalla
presenza di due figlie minorate, indussero Anna a cercare fortuna nel
nuovo mondo, che per lei, come per migliaia di altri veneti, si
identificò nel Brasile. Partì da Pedavena il 12 dicembre 1876. La più
giovane dei sette figli aveva dodici anni.
Il cammino della speranza per la famiglia Rech si concluse dopo
quattro mesi di viaggio, nell’aprile del 1877, quando giunse sui
terreni avuti in concessione, due lotti di 25 ettari ciascuno
nello stato più meridionale del Brasile, il Rio Grande do Sul.
Il terreno assegnato aveva il vantaggio di trovarsi tra i punti
obbligati di passaggio per quanti scendevano o salivano le piste della
Serra do Mar.
Analfabeta ma dotata di senso pratico e spirito d’iniziativa,
Anna adattò la baracca dove viveva ad osteria e a spaccio di pochi
generi di prima necessità e poi anche a locanda, dove i viandanti
potevano trovare sosta e riposo.
La vedova riuscì a "lanciare" il locale e il nome del
suo piccolo emporio si diffuse in tutto il vicinato e si impose tra i
coloni, i commercianti e gli allevatori locali. La possibilità di
fermarsi a bere un bicchiere, a mangiare un boccone e ad incontrare
altra gente con la quale parlare di affari divenne una locuzione di
riferimento topografico: ci troviamo da Anna Rech. Con tale nome la
località finì sugli atti notarili, sui rapporti dei funzionari
governativi e, infine, sulle carte geografiche. Negli anni che
seguirono, il nome Anna, adattandosi alla lingua locale, diventò Ana,
mentre il piccolo nucleo abitato iniziale si espandeva
progressivamente, in un processo di crescita favorito dalla vicinanza
dell'importante centro di Caxias.
Attorno ai Rech e nel vasto circondario erano sopravvenute ondate
di altri coloni, molti provenienti dal Feltrino e dal Bellunese, altri
dalle province venete.
Non furono risparmiate ad Anna sofferenze e dolori. Alle figlie
minorate si aggiunse il disadattamento del figlio Giuseppe che
all'arrivo in colonia contava 18 anni e che non riuscì mai a
inserirsi nella nuova realtà, morendo in un incidente.
Anna si spense all'età di 88 anni, dopo averne trascorsi 39 in
Brasile, il 16 maggio del 1916, mentre il Veneto, e tutta l’Europa,
era sconvolto da quella che fu poi chiamata la Grande Guerra.
La sua figura non fu però dimenticata, né in Brasile né in
Veneto. A Caxias, sulla porta della Chiesa di San Pellegrino, opera
dello scultore Augusto Murer eseguita in occasione delle celebrazioni
per il primo centenario della colonizzazione italiana, tra le figure
in altorilievo di bronzo, compare anche quella di Anna e il sobborgo
che porta il suo nome eresse un monumento alla fondatrice, posto nella
piazza della chiesa. Il comune di Pedavena a sua volta dedicò al suo
nome, nel 1990, la nuova scuola media.
A partire da domenica 10 giugno, una delegazione di Caxias do Sul
guidata dal sindaco sarà a Pedavena per ricordare Anna Pauletti Rech.