giugno 2001

ANA RECH, LA FELTRINA CHE FONDO' UN PAESE

Anna, vedova, con sette figli da allevare, alle soglie dei cinquant'anni nel 1876 partì per il Brasile e vicino a Caxias do Sul ebbe la forza e la capacità di creare una locanda attorno alla quale sorse un borgo che prese il suo nome… con una enne in meno  

Ana Rech è una località del Brasile vicino a Caxias do Sul, di cui anzi
costituisce un quartiere (barrio), celebre per gli esempi di architettura
coloniale e i prodotti artigianali in vimini. Forse meno noto è che il
nome le deriva da quello di una emigrata bellunese la cui storia merita di essere ricordata come esempio di quella emigrazione al femminile troppo spesso dimenticata e trascurata. Lo facciamo utilizzando anche la ricostruzione della sua avventurosa vita fatta da Ivano Pocchiesa nel libro 'Piccole grandi storie di emigranti'."

Anna Pauletti, questo il suo vero nome, nacque a Pren, frazione di Pedavena nel 1828. Nel 1847, a 19 anni, andò sposa a Osvaldo Rech dal quale ebbe sette figli e che la lasciò vedova nel 1875 quando aveva 47anni.

Le misere condizioni economiche della famiglia, esasperate dalla presenza di due figlie minorate, indussero Anna a cercare fortuna nel nuovo mondo, che per lei, come per migliaia di altri veneti, si identificò nel Brasile. Partì da Pedavena il 12 dicembre 1876. La più giovane dei sette figli aveva dodici anni.

Il cammino della speranza per la famiglia Rech si concluse dopo quattro mesi di viaggio, nell’aprile del 1877, quando giunse sui terreni avuti in concessione, due lotti di 25 ettari ciascuno nello stato più meridionale del Brasile, il Rio Grande do Sul.

Il terreno assegnato aveva il vantaggio di trovarsi tra i punti obbligati di passaggio per quanti scendevano o salivano le piste della Serra do Mar.

Analfabeta ma dotata di senso pratico e spirito d’iniziativa, Anna adattò la baracca dove viveva ad osteria e a spaccio di pochi generi di prima necessità e poi anche a locanda, dove i viandanti potevano trovare sosta e riposo.

La vedova riuscì a "lanciare" il locale e il nome del suo piccolo emporio si diffuse in tutto il vicinato e si impose tra i coloni, i commercianti e gli allevatori locali. La possibilità di fermarsi a bere un bicchiere, a mangiare un boccone e ad incontrare altra gente con la quale parlare di affari divenne una locuzione di riferimento topografico: ci troviamo da Anna Rech. Con tale nome la località finì sugli atti notarili, sui rapporti dei funzionari governativi e, infine, sulle carte geografiche. Negli anni che seguirono, il nome Anna, adattandosi alla lingua locale, diventò Ana, mentre il piccolo nucleo abitato iniziale si espandeva progressivamente, in un processo di crescita favorito dalla vicinanza dell'importante centro di Caxias.

Attorno ai Rech e nel vasto circondario erano sopravvenute ondate di altri coloni, molti provenienti dal Feltrino e dal Bellunese, altri dalle province venete.

Non furono risparmiate ad Anna sofferenze e dolori. Alle figlie minorate si aggiunse il disadattamento del figlio Giuseppe che all'arrivo in colonia contava 18 anni e che non riuscì mai a inserirsi nella nuova realtà, morendo in un incidente.

Anna si spense all'età di 88 anni, dopo averne trascorsi 39 in Brasile, il 16 maggio del 1916, mentre il Veneto, e tutta l’Europa, era sconvolto da quella che fu poi chiamata la Grande Guerra.

La sua figura non fu però dimenticata, né in Brasile né in Veneto. A Caxias, sulla porta della Chiesa di San Pellegrino, opera dello scultore Augusto Murer eseguita in occasione delle celebrazioni per il primo centenario della colonizzazione italiana, tra le figure in altorilievo di bronzo, compare anche quella di Anna e il sobborgo che porta il suo nome eresse un monumento alla fondatrice, posto nella piazza della chiesa. Il comune di Pedavena a sua volta dedicò al suo nome, nel 1990, la nuova scuola media.

A partire da domenica 10 giugno, una delegazione di Caxias do Sul guidata dal sindaco sarà a Pedavena per ricordare Anna Pauletti Rech.

 

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