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giugno 2001

L'ARTE DEL TIEPOLO CONQUISTA GINEVRA

Nel Museo d'arte e storia di Ginevra sono esposti oltre un centinaio di capolavori dei Tiepolo: Giambattista, il padre, Giandomenico e Lorenzo, i figli. Il percorso si snoda tra acqueforti, incisioni e disegni che ci restituiscono una visione poetica del mondo, in cui si alternano il sentimentale al patetico, il fantastico al realistico, l'allegoria al mito

Giambattista Tiepolo, Scherzi, 1757Il 5 marzo 1696 nasceva a Venezia Giambattista Tiepolo, il più grande e imitato pittore settecentesco, famoso soprattutto per i grandi cicli di affreschi d'impronta rococò. I figli, Giandomenico e Lorenzo, ricalcarono, soprattutto nel periodo giovanile, lo stile paterno, ma si distinsero in seguito per originalità di espressione, affinando, insieme al padre, anche le tecniche del disegno e dell'incisione.

Il Veneto, grazie all'ingegno dei Tiepolo e di molti altri suoi celebrati artisti, come il Tiziano, il Tintoretto e il Veronese, solo per citarne alcuni, fu per secoli una delle più feconde terre dell'arte pittorica. Un'interessante rivisitazione di quel Veneto e dei suoi protagonisti è offerta dal Museo d'Arte e di Storia di Ginevra, che ospita la mostra "Tiepolo, pittori-incisori", un appuntamento con il quale non solo si celebra l'opera della famiglia veneziana, ma anche il genere artistico a cui ha dato vita.

Giambattista Tiepolo dipingeva mondi fantastici in cui si alternavano mitologia e scene di vita quotidiana. Grazie all'utilizzo della tecnica dei "contrapposti", che egli perfezionò accostando i colori più comuni a tinte brillanti e nette, Giambattista ricreava nei suoi capolavori un'atmosfera di profonda luminosità a cui poi il suo genio fantastico imprimeva forza, costruendo negli immensi cieli azzurri quinte teatrali popolate di figure sacre e profane, reali e fantastiche.

Giambattista si avvicinò all'incisione molto tardi, all'età di circa 43 anni. Il primo esperimento dell'artista con la tecnica dell'acquaforte furono i famosissimi Capricci, pure invenzioni dell'immaginazione e dal sapore evocativo, in cui dominavano le scene di magia. Ma fu con gli "Scherzi di Fantasia" che il Tiepolo acquistò maturità e maggior dimestichezza lasciando totale spazio all'estro e alla creatività. I "Capricci" e gli "Scherzi" riprendevano, infatti, un concetto di origine cinquecentesca che implicava la rottura degli schemi e il conseguente abbandono al genio personale.

Anche i due figli, Giandomenico e Lorenzo, raggiunsero livelli artistici ragguardevoli: mentre però Giandomenico, il primogenito, si distinse per l'inclinazione al grottesco e alla caricatura, Lorenzo si specializzò nel ritratto a pastello dai toni di elevato virtuosismo, utilizzando gessetti colorati dal tratto preciso e realistico.

Giambattista Tiepolo, Scherzi, acquaforte, 1757Entrambi produssero importanti serie di "Teste" recuperando la tradizione cinquecentesca legata alla scienza della fisiognomica, cioè dello studio dei caratteri e dei tratti dei volti. Queste opere, di piccole dimensioni e di forte caratterizzazione espressiva, rispondevano alle esigenze del mercato dell'epoca ed erano destinate all'arredo di stanze di ridotte dimensioni.
La mostra di Ginevra riunisce circa 120 tra disegni e incisioni, solo una piccola parte della produzione dei tre Tiepolo. Le opere esposte appartengono alle più importanti collezioni svizzere (oltre a Ginevra, quelle di Basilea, Berna, Morges, Vevey e Zurigo) che sono state riunite per l'occasione: si va dal soggetto religioso a quello profano, dalla favola mitologica a quella allegorica, alla veduta reale o di fantasia, eseguiti con virtuosismo e maestria da quelli che sono ormai riconosciuti come i maestri del "contrapposto".

Nelle sale del Museo i capolavori tiepoleschi sono stati posti all'interno di una cornice, una sorta di paesaggio di "sfondo" sapientemente ricostruito grazie ad altre vedute di Venezia, fedeli o immaginarie, opere di protagonisti famosi nel panorama artistico veneziano settecentesco, quali Bernardo Bellotto, Canaletto, Antonio Visentini, Michele Marieschi e Gianfrancesco Costa e tratte dalle collezioni permanenti del Cabinet des estampes.

Un'occasione, quella ginevrina, per ammirare ancora una volta il genio e la bravura di un'intera famiglia di artisti veneti la cui maestria fu più volte richiesta all'estero per adornare le sale di castelli, palazzi e chiese.

L'esposizione presso le sale del Musée d'art et d'histoire di Ginevra resterà aperta fino al 26 agosto 2001, dal martedì alla domenica

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