Veneti nel Mondo

anno VI - numero 9 - settembre 2002

 

Al veneto Luigi Pallaro il premio "Italiano nel Mondo"

Il presidente della Camera di Commercio Italo Argentina è stato premiato a Roma, in occasione della seconda edizione dell’importante evento dedicato ai nostri connazionali all’estero, alla presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia

Anche un veneto, il padovano Luigi Pallaro, dirigente d’azienda e presidente della Camera di Commercio Italo Argentina, è stato protagonista della seconda edizione del Premio "Italiani nel Mondo". La manifestazione, promossa dalla "Fondazione Marzio Tremaglia" in collaborazione con la Rai, si è svolta lo scorso 6 settembre a Roma, nella prestigiosa cornice del complesso monumentale del Vittoriano, alla presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia.

Un evento dedicato ai nostri connazionali all'estero, nel corso del quale sono stati premiati esponenti delle comunità italiane distintisi nel campo della cultura, delle scienze, dell'imprenditoria e della solidarietà. Oltre a Pallaro, hanno ricevuto l’ambito riconoscimento Carla Zampatti, stilista e presidente della Sbs, emittente televisiva multietnica d'Australia; la presidente dell'Agenzia Transatlantica Argentina, Lidia Sartoris Angeli, che dirige l'Organizzazione Argentina delle Donne Imprenditrici; la missionaria laica del Brasile Rosa Brambilla, fondatrice dell'Associazione Volontari per il Servizio Internazionale, che aiuta ogni anno oltre 2000 bambini; Lord Charles Forte, fondatore di una delle più note catene alberghiere del mondo; il celebre attore italo americano Ben Gazzarra; l’italo-cileno Juan Antonio Garbarino, noto chimico, che nel 2002 ha ricevuto anche il premio della Divulgazione Scientifica dal Consiglio Nazionale delle Ricerche; Alberto Di Giovanni, fondatore del Columbus Center di Toronto, struttura didattica che accoglie oltre 30.000 studenti e diffonde la lingua e la cultura italiana in Canada; il presidente della "Radio Italiana in Argentina", Domenico Pugliese, noto economista e fondatore di un'associazione che fornisce assistenza sanitaria ai centri più poveri. Un riconoscimento "alla memoria" è stato consegnato al figlio di Antonio Macrì, esponente del CGIE recentemente scomparso, che per molti anni ha presieduto l'Ospedale Italiano di Buenos Aires e la Fondazione Culturale Coliseum.

Riconoscimenti speciali sono stati consegnati poi a Daniel Nigro, Sandra Meucci e Lidia M. Bastianich. Nigro è il Capo dei Vigili del Fuoco di New York, "eroe dell'11 settembre", intervistato sul palco da Bruno Vespa e premiato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale ha ricordato come "i vigili del fuoco di New York rappresentino l'eroismo della gente che ama la vita in contrapposizione ai terroristi che amano la morte". Sandra Meucci è invece discendente dell’inventore del telefono Antonio Meucci, mentre Lidia Bastianich è uno degli chef più apprezzati a livello internazionale, che quest'anno ha ricevuto il massimo riconoscimento mondiale e cioè l'ambito "James Beard Foundation Award".

La serata, condotta da Pippo Baudo e Roberta Capua, ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell'attore Giancarlo Giannini, che, sulle note di "C’era una volta in America", ha letto una lettera scritta da un giovane emigrato negli Stati Uniti all'inizio del secolo scorso, e di Alberto Sordi, al quale è stato consegnato un riconoscimento speciale del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per aver rappresentato i diversi aspetti dell'italianità nei suoi film. Lo spettacolo è stato arricchito dalle performance di Katia Ricciarelli, Gianluca Terranova e dalla presenza di Maria Grazia Cucinotta e Claudio Amendola, che stanno lavorando nelle riprese della fiction televisiva "Marcinelle" sul dramma della miniera del Bios Du Cazier, che la Rai trasmetterà nel marzo 2003.

Nel suo intervento conclusivo, il ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha ringraziato il Presidente della Repubblica per il significativo messaggio inviato agli organizzatori della manifestazione e ai premiati. "Nella sua missiva – ha detto Tremaglia - il Capo dello Stato ha ribadito una grande verità e cioè che gli italiani all'estero hanno conquistato il mondo sul piano del progresso e della civiltà". "Il nostro obiettivo – ha aggiunto il ministro, dopo aver sottolineato la necessità di non dimenticare la storia migratoria del nostro Paese e quindi di accogliere con civiltà i tanti rifugiati che giungono in Italia - è quello di far conoscere, anche attraverso la Rai, i connazionali all'estero agli italiani in Patria. Quando partirà la ‘Tv di ritorno’ e verrà aperta una finestra politica, culturale ed economica sull'altra Italia si intensificheranno infatti i legami con le collettività all'estero e si attiverà un business nuovo ed immenso".

In precedenza, Tremaglia aveva rivolto un pensiero proprio alla patria adottiva di Luigi Pallaro, l’Argentina, "un Paese a cui siamo vicini non solo con le parole, ma anche con le opere – ha detto -. Per far fronte alla crisi abbiamo costituito una speciale unità di coordinamento di tutte le Regioni italiane. La nostra sarà un'azione vera, effettiva, perché dobbiamo molto a questo grande Paese, dove metà della popolazione è di origine italiana e dove risiedono 598.000 cittadini italiani. Al fine di fronteggiare la crisi - ha concluso Tremaglia -, abbiamo previsto sia la creazione di una corsia preferenziale per quelli che decideranno di tornare in Italia, sia la sospensione del servizio di leva per i giovani italiani d'Argentina, non per attuare una politica del ritorno, ma per trovare un posto di lavoro agli italiani che desiderano tornare in Patria".

Luigi Pallaro, 74 anni, imprenditore, padovano di San Giorgio in Bosco, in Argentina dal 1952, è un personaggio molto attivo negli ambienti migratori italiani e veneti. Il suo legame con la terra natale è forte e la sua attività lo porta frequentemente a far spola tra l’Argentina e il Veneto. A San Giorgio in Bosco ha ancora la sua casa, nella frazione di Carturo, sul confine tra la provincia di Padova e quella di Vicenza, e proprio i suoi concittadini hanno voluto premiarlo nel 2000 con il "Drago d’Oro", premio che viene annualmente assegnato a una personalità che si è contraddistinta in ambito sociale, culturale ed economico, con questa motivazione: "per i risultati ottenuti in una terra geograficamente lontana, ma a noi vicina per storia e tradizioni, e l’assiduo impegno per promuovere scambi culturali e commerciali, mantenendo vivi i legami tra il paese natio, la regione Veneto e la città di Buenos Aires nello stato dell’Argentina".

Quando partì per il Paese sudamericano aveva previsto di fermarsi solo per un breve periodo, ma poi le circostanze favorevoli lo indussero a rimanere stabilmente. Due anni dopo il suo arrivo divenne dirigente di un’impresa d’impiantistica e in seguito diede vita al "Grupo Pallaro Hnos" (prodotti elettronici e installazioni automatiche), alla "Belo Horizonte", azienda alberghiera e alla "Las Colinas", una grande impresa immobiliare.

Dopo i successi imprenditoriali si dedicò all’attività associazionistica: nei primi anni ’70 nascevano i primi circoli veneti e lui fu uno dei protagonisti di questa fase. Nel 1972 fondò il Circolo dei "Padovani nel mondo" e successivamente divenne presidente di "Feditalia", antica associazione italiana fondata nel 1912, carica che ha recentemente riassunto. In queste vesti contribuì a far nascere nella vasta Repubblica argentina, federazioni e circoscrizioni consolari, promuovendo l’associazionismo in genere. Al suo impegno si deve anche il riconoscimento da parte delle autorità argentine dei Comites e la sua attività è continuata come consultore nazionale e come membro della Consulta dell’emigrazione per la Regione del Veneto. Assunse quindi la presidenza della Camera di Commercio italiana di Buenos Aires, trasformandola in un importante centro di servizi. Un successo, questo, che gli meritò la vicepresidenza delle Camere di Commercio italiane del mondo.

Nel frattempo non ha mai smesso il suo impegno nell’associazionismo, rivolgendo in particolare la propria attenzione ai giovani e favorendo il loro coinvolgimento nelle attività promosse dai sodalizi italo-argentini.

 

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