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anno X - n. 2 febbraio 2006
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Città storich
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Feltre: storia, angoli nascosti e Palio

La cittadina di Feltre si trova arrocata su un colle all'estremità occidentale della Val Belluna. Le montagne che la circondano sono l’unione tra l’area dolomitica e quella prealpina ed è quindi posta in un paesaggio estremamente suggestivo. Dal punto di vista storico le sue origini si perdono nell’antichità, infatti i primi uomini che nel suo territorio costituirono un nucleo abitativo furono i retici, i celti e in seguito dal II sec. d.C. i romani quando grazie alla sua posizione di confine e la vicinanza con l’importante via Claudia Augusta Altinate assunse un ruolo predominante nella zona. Dopo la caduta dell’impero romano, seguì lo stesso destino della maggior parte dei territori del nord Italia e subì numerose invasioni (Visigoti, Unni, Alani ed altri).

Per contrastare la devastazione dei saccheggi, in modo particolare dopo quella del longobardo Alboino, il centro fu trasferito sul colle nella posizione attuale dove poteva essere meglio difeso e fortificato. 
Nei secoli successivi dopo il dominio dei franchi e il successivo governo oligarchico di famiglie locali divenne parte dei domini vastissimi dei vescovi-conti insigniti dell’autorità civile oltre che di quella religiosa. 
Ghibellina durante il regno di Barbarossa (che fu ospite della città) divenne infine assoggettata alla Repubblica veneziana dal quattrocento al 1796 anno in cui cadde la Serenissima. In questo lasso di tempo il suo destino rimase strettamente legato alle sorti della città lagunare. Subì infatti nel 1510 l’invasione e la rovinosa distruzione di Massimiliano d’Asburgo e in seguito la depredazione dei Franchi vincitori che per sfregio a Venezia distrussero anche a Feltre tutte le vestigia architettoniche o artistiche che innalzavano la gloria della città conquistata. Di questo immane disastro si ricorda lo scappellamento dei Leoni di San Marco e la distruzione della ricca biblioteca del monastero del S. Spirito. 
Con il trattato di Campoformio Feltre divenne parte del dominio austriaco e in seguito nel 1866 si unì al regno d’Italia.
 
Il centro storico di Feltre conserva numerose testimonianze della sua complessa storia. Essendo una cittadina murata gran parte del suo patrimonio artistico è conservato intatto nel centro storico e fortunatamente separato dal successivo sviluppo urbano che si è localizzato soprattutto nella parte nord.
Da Campomosto comunemente detto Campogiorgio si costeggiano le mura che racchiudono il nucleo cittadino. La cerchia muraria costruita nel 1435 dai veneziani servì a sostituire la precedente cortina muraria medievale più interna e più stretta che non riusciva più ad essere adatta a difendere la città dopo le innovazioni dell’artiglieria di quel periodo. Le mura furono erette solo sul lato sud in quanto il lato nord era già difeso dalla natura del luogo, cioè dal Colle delle Capre e dal corso d’acqua Uniera che deriva da Unni. Nel tratto compreso tra le cosiddette scalette vecchie e nuove, sopra la cinta muraria qui edificata alla fine del 1400, corre il Sentiero della Sentinella. 

Sulle mura si aprono 4 porte: porta Uniera sul lato ovest era utilizzata da quelli che provenivano dal Trentino, porta Pusterla era il passaggio pedonale utilizzato dai nobili per recarsi in cattedrale e decorata con affreschi che rappresentavano la potenza e l’abbondanza che Venezia garantiva ai suoi domini, questa porta aveva anche un importante sistema difensivo con torrione e cannone dei quali però rimane solo il tracciato. Porta Oria, così come indica il suo nome, rivolta ad oriente era nata come ponte levatoio e con la sua origine tardo medievale è la più antica. 

Infine si apre la Porta Imperiale che un tempo era la porta principale attraverso la quale passavano gli imperatori per andare dal vescovo conte che era la massima autorità civile e religiosa; fu ricostruita varie volte, l’ultima nell’Ottocento in stile neoclassico dall’architetto Segusini. 
Attraverso questo porta è accessibile da largo Castaldi via Mezzaterra asse del centro storico. La via è costeggiata da nobili palazzi decorati sul fronte da affreschi a soggetto mitologico o filosofico. Il primo che incontriamo nel nostro percorso, Palazzo Salce Aldovini-Mezzanotte, è un elegante edificio del ‘500 con due facciate affrescate, come testimoniano gli stemmi trovati sulle pareti è appartenuto alle nobili famiglie Salce e Aldovini Mezzanotte. La facciata che da su Via Mezzaterra è stata restaurata nel 1971 e presenta soggetti tratti dalla storia romana tra cui sono visibili Muzio Scevola e la Sibilla. La facciata, suddivisa da fasce marcapiano, sotto la gronda presenta entro lunette, divinità mitologiche quella invece che da sulla Salita dal Corno è decorata da affreschi ormai erosi dal tempo, ma sotto la gronda, entro lunette, si possono riconoscere delle musiciste a coppie. 


Proseguendo troviamo il cinquecentesco Palazzo Muffoni che esibisce lo stemma dell’omonima famiglia nel mezzo di graziosi paesaggi, grottesche e fasce marcapiano. Lo stile dei dipinti è simile a quello del vicino palazzo Cantoni, soprattutto nelle decorazioni marcapiano e nelle incorniciature della finestre. Lungo il percorso si può ammirare la chiesa di San Giacomo Maggiore dal portale rinascimentale in marmo. All’altezza del cinquecentesco palazzo Cumano una piccola piazzetta da accesso alla via parallela (via del Paradiso) dove si trova la Galleria d’arte moderna Carlo Rizzarda. In questa via il palazzo più suntuoso è casa de’ Mezzan, tuttora abitato dagli eredi dell’antica e nobile famiglia. Via Mezzaterra si apre nello scenografico slargo a più livelli (piazza Maggiore) probabilmente sorto nell'area del foro romano, che oggi è ammirabile nel restauro ottocentesco ad opera di Giuseppe Segusini. Il lato nord della piazza custodisce il neogotico palazzo Guarnieri, la chiesa di s. Rocco del 1599 e le fontane Lombardesche, la torre dell’orologio e il castello di Alboino sorto sul sito di una torre romana. 

Sul lato sud della piazza troviamo: i palazzetti Cingolani, da Romagno-Bovio e palazzo della Ragione. Quest’ultimo adattato oggi a Municipio fu costruito tra il 1548 e il 1570 su un precedente edificio del 1404 andato distrutto durante l’incendio che devastò la città. Presenta un portico rustico in pietra bugnata attribuito a Palladio. Sulla facciata sono rimasti i segni delle scalpellate con le quali per ordine di Napoleone si cercò di distruggere le vestigia della precedente dominazione veneziana. All’esterno è anche visibile il Leone di San Marco. Al piano nobile dal 1684 esiste il teatro da Senna che servì a sostituire la sala del Maggior Consiglio. Nel 1729 ospitò Carlo Goldoni che vi fece rappresentare le sue prime due opere "Il buon vecchio" e "La cantatrice”. Nel 1802 fu chiamato l’architetto G. Selva, lo stesso artista che realizzò la “Fenice” di Venezia, a risistemare il teatro distrutto dal tempo. Il decoratore dell’opera, Tranquillo Orsi, dipinse decorazioni a tempera come arpe e cornucopie facendo posto tra esse anche al ritratto del Goldoni.

Feltre può annoverare anche diversi luoghi di culto che valgono sicuramente una visita: tra essi ricordiamo la cattedrale di San Pietro edificata su un sito di culto pagano, la chiesa della Beata Vergine del Rosario risalente al 1200, la chiesa dei SS. Rocco e Sebastiano sorge in una posizione privilegiata della piazza Maggiore. Fu eretta come ex voto per la pestilenza dei secoli XVI e XVII. Iniziata nel 1576 venne completata circa nel 1594. L’edificio costruito in un periodo non molto sereno e sicuramente non prospero, ma assolutamente desiderato dai cittadini, ha linee architettoniche molto semplici ed è degno di nota soprattutto per il basamento costituito dalle fontane Lombardesche il cui serbatoio un tempo alimentava tutte le fontane della città.
 
La chiesetta gotica della SS. Trinità fu edificata tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo dalla famiglia Dal Corno nelle vicinanze della cinta muraria in salita Turrigia. Nei dintorni pare ci fosse una delle antiche torri detta “Torre della Rosa”. La struttura più simile ad un oratorio è di origine gotica e presenta un ciclo di affreschi databili al 1400 (unico esempio gotico della città). Il campanile invece è di edificazione recente.
Poco distante da Feltre sullo sperone di roccia del monte Miesna troviamo il santuario dei Santi Martiri Vittore e Corona protettori della città.
 
Feltre è un piccolo centro suggestivo e ricco di testimonianze artistiche che merita sicuramente una visita. Oltre alle già menzionate opere ed edifici bisogna ricordare il ricco museo civico che ha sede nel cinquecentesco palazzo Villabruna in via Luzzo. Le raccolte qui presenti sono donazioni dei nobili feltrini, ci sono mobili, suppellettili e oggetti di diversi periodi storici. La pinacoteca è la parte più importante e conserva tra gli altri un quadro del Bellini e un’opera di grande pregio, un tempo erroneamente attribuita al Mantenga, e ora riconosciuta frutto dell’abilità di un artista fiammingo.
In ultimo, ma non per importanza, per chi volesse godersi una giornata di piacevole divertimento tra storia, cultura e spettacolo si ricorda il tradizionale appuntamento del Palio che si disputa ogni anno nel mese di agosto.
 


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