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anno X - n. 6 giugno 2006
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Restauri



La storica Torre dell’Orologio dopo anni di lavori, richiama l’attenzione quotidiana di turisti italiani e stranieri


A circa mezzo millennio dalla nascita (precisamente dopo 507 anni) la Torre dell'Orologio si ripresenta in Piazza S.Marco con tutto il suo splendore e con un orologio tornato a nuova vita nei suoi meccanismi e funzioni grazie al lavoro di restauro di Alberto Gorla. Dopo tanti (troppi) anni di silenzio potremo rivedere e risentire i due "Mori" scandire le ore a colpi di martello e rivivere l'emozione dell'uscita dei Re Magi che si inchinano davanti alla Vergine e scompaiono maestosi alla vista.

La storia della Torre dell'Orologio prende avvio nel 1493 quando la Signoria decide di sostituire il vecchio orologio a martello situato nell'angolo nord-occidentale della Basilica marciana. L'incarico di realizzare un nuovo strumento segnatempo viene affidato ad una celebre famiglia di orologiai di Reggio Emilia, i Rainieri, che per la Serenissima città creano un vero capolavoro di tecnica ed ingegneria. L'orologio è talmente complesso e delicato che si pone il problema di trovare un'adeguata collocazione. Il 3 ottobre del 1495 il Senato decide quindi la costruzione di una torre da edificare all'ingresso delle Mercerie, la via che collega piazza San Marco con Rialto, il centro del potere politico-religioso con quello commerciale. Per far posto al nuovo edificio vengono abbattute due arcate del lungo fabbricato bizantino delle Procuratie Vecchie: "adì 10 zugno fu dato principio a butar zoso le case ad intrar la Marzaria in la piaza de S. Marco per dar le fondamente di un horologio molto excelente", così il cronista Marin Sanudo narra nei suoi "Diari" l'avvio dei lavori per la costruzione della torre destinata ad ospitare l'orologio commissionato dal doge Agostino Barbarigo a Gian Carlo Rainieri, che - come vuole una leggenda - fu fatto accecare assieme al padre Giampaolo su ordine del Maggior Consiglio, affinché non potessero costruire mai più nulla di simile.

I lavori iniziano nel 1496 e si concludono nel 1499: "In questo zorno primo de Fevrier" - scrive ancora il Sanudo - "a hora andava el Prencipe per piaza, per andar a vespero a S.Maria Formosa, fu aperto et scoperto per la prima volta l'horologio, sopra la strada va in Marzaria, fato con grande ingegno et bellissimo".
Progettata con ogni probabilità da Mauro Codussi, grande architetto del Rinascimento, la Torre, a pianta rettangolare di circa nove metri per sei, è costituita da un arco che sorregge tre ordini di piani ed una terrazza.

Nel primo ordine si trova il grande quadrante a dorature e smalti blu con indicazione delle ore in numeri romani, delle fasi lunari, dei movimenti del sole in corrispondenza dei segni zodiacali. Nel secondo ordine un piccolo terrazzo semicircolare ospita una statua della Madonna con bambino: qui - allo scoccare di ogni ora - escono da una piccola porta le statue dei tre Magi precedute da un angelo: la processione sfila davanti alla Vergine e rientra attraverso un'altra apertura. Col tempo le uscite verranno limitate alla settimana dell'Ascensione e al giorno dell'Epifania.

Nel terzo ordine sono collocati il leone alato di San Marco e la statua del doge Agostino Barbarigo (che sarà abbattuta nel 1797 alla caduta della Serenissima Repubblica).
Sulla terrazza trovano infine posto due imponenti automi in bronzo armati di martello, i cosiddetti "Mori" per il colore della patina del metallo. Le due statue con il corpo snodato all'altezza della vita battono le ore su di una grande campana. 
Questa era la Torre delle "meraviglie", simbolo della potenza e del fasto della città dei Dogi, che appariva agli occhi del popolo veneziano quel primo febbraio del 1499: una breve apparizione, visto che già l'anno dopo la solitaria struttura veniva affiancata da altre costruzioni. Tra il 1500 ed il 1505 vengono aggiunte due ali laterali concluse da una doppia terrazza. Cinquanta anni dopo, le due ali vengono ulteriormente sopraelevate con la realizzazione di due nuove terrazze. Nello stesso periodo l'orologio subisce un primo intervento di restauro ed alcuni aggiustamenti. Un'opera che viene portata avanti tra il 1753 ed il 1759 da Bartolomeo Ferracina che interviene con una radicale trasformazione dei meccanismi che governano le varie parti dell'orologio. Un'altra modifica della macchina si ha nel 1858 a cura di Luigi De Lucia: in quell'anno anche la torre è interessata da interventi di restauro e rimaneggiamenti. Nel 1865 l'orologio è sottoposto ad ulteriori modifiche e riparazioni. L'ultima revisione del fragile meccanismo si ha nel 1953 ad opera di Giovanni Peratoner, l'orologiaio della Torre.
Nemmeno tre anni erano dunque durati i lavori per la costruzione della Torre, dieci ce ne sono voluti per il suo restauro e quello dell'orologio.

Partite nel 1996, le operazione di restiling dovevano concludersi nel 1999 in occasione dei 500 anni del monumento, poi, lentezze burocratiche ed intoppi nei lavori hanno allungato di molto i tempi facendo slittare l'inaugurazione al 26 maggio del 2006. 
Un ritorno alla vista e alla fruizione di uno dei più celebri edifici della città celebrato con una grande festa che ha raccolto in piazza San Marco oltre trentamila persone, tra le quali alcuni illustri ospiti come il ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, l'attrice Claudia Cardinale ed il fotografo Oliviero Toscani. 
Per due ore veneziani e turisti hanno potuto ammirare lo spettacolo di luci, colori, suoni e danze creato da Mauro Balich (autore delle coreografie d'apertura e chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino) poi, allo scoccare della mezzanotte, il telone che per un decennio ha nascosto la facciata della Torre è calato, scoprendo finalmente la quattrocentesca architettura.
Rivedere, dopo una lunga assenza, questa spettacolare porta d'ingresso riempie d'emozione, muove ricordi ed un pizzico di nostalgia. L'immaginazione corre a quel primo febbraio del 1499 quando la città dei Dogi, al culmine del suo splendore, aggiungeva un altro gioiello ai tanti altri che aveva saputo incastonare nella laguna, trasformando isole e paludi nella mirabile Venezia.



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