Presentato a Venezia "Il dialetto veneto di
Segusino e Chipilo"
La pubblicazione, alla sua seconda edizione, propone
attraverso la lingua, il recupero di valori e tradizioni sociali che
accomunano due realtà geograficamente distanti ma con le stesse radici
culturali
E' stata presentata a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta,
dall'assessore regionale Ermanno Serrajotto, la seconda edizione, riveduta
ed ampliata, del volume "Il dialetto veneto di Segusino e Chipilo",
edito dalle Grafiche Antiga e realizzato dall'antropologa americana
Carolyn J. Mackay. Presenti anche il sindaco di Segusino, Agostino Coppe,
lo studioso di tradizioni venete Gianni Secco e il presidente della
Comunità Emigranti di Segusino, Giovanni Cappellin.
La prima edizione del libro venne ideata nel 1982, in occasione del
centenario della fondazione di Chipilo,
il paese fondato sull'altopiano messicano, nella valle di Puebla, da un
gruppo di emigranti veneti, la maggior parte dei quali
proveniente da Segusino e da altri paesi ubicati nella valle del Piave.
Pochi dei nuovi insediati parlavano l'italiano e quasi tutti si
esprimevano nel dialetto d'origine, lingua ancor oggi usata tra gli
abitanti di Chipilo per i rapporti interpersonali, anche se sempre più
influenzato dallo spagnolo.
Questa "strana parlata" in terra messicana incuriosì
l'antropologa Carolyn J. Mackay, la quale iniziò a studiarla nel 1981 per
la sua tesi di laurea; ne approfondì la fonologia e la grammatica e
corredò la ricerca con un piccolo vocabolario e un raccolta di frasi
utili ad illustrarne le caratteristiche. Fu così che la Mackay si trovò
nel paese messicano in occasione delle celebrazioni del centenario, nel
corso delle quali venne ufficializzato il gemellaggio tra Chipilo e
Segusino.
In quei giorni l'antropologa americana conobbe, tra gli altri, il
sindaco di Segusino, Agostino Coppe - tornato da poco ad essere il primo
cittadino del paese posto ai confini tra il bellunese e il trevigiano -,
con il quale strinse un rapporto d'amicizia da cui nacque l'idea di un
libro sul lessico di questo dialetto, parlato in due comunità tra loro
separate da migliaia di chilometri, ma ancora fortemente unite dalle
comune radici culturali.
La prima edizione fu pubblicata nel 1993 e analizzava la grammatica e
il lessico del dialetto a Chipilo e a Segusino, "descrivendone - come
si legge nella prefazione - la fonologia ed evidenziandone le divergenze
fonetiche e semantiche".
A distanza di dieci anni esce oggi questa seconda edizione aggiornata
da 2000 nuovi vocaboli, realizzata grazie alla collaborazione e alla
ricerca dei cittadini delle due comunità, al di qua e la di là
dell'Oceano e arricchito di una nuova e suggestiva sezione fotografica,
opera di un giovane fotografo, Gaetano de Rosa.
Altra novità rispetto alla prima edizione è rappresentata dalla
presentazione in quattro lingue - veneto, italiano, spagnolo e messicano -
della sezione lessicale e questo per dar modo agli emigrati segusinesi
residenti in Australia, Stati Uniti e Canada di poter comparare la loro
"lingua" d'origine, con quella del paese dove attualmente
risiedono.
Lo scopo della ricerca è quello di offrire ai cittadini di Segusino e
Chipilo, un'agile guida ortografica alla loro lingua e allo stesso tempo,
di presentare in maniera sistematica e descrittiva la fonologia e le
caratteristiche grammaticali del veneto parlato in ognuna delle due
comunità.
Nel presentare il libro, l'assessore Ermanno Serrajotto, sottolineando
che ogni iniziativa, editoriale o d'altro genere, finalizzata al recupero
delle tradizioni ha senso solo se si recuperano i valori culturali e
sociali che le hanno generate, ha ribadito che "il sostegno e la
valorizzazione dell'identità culturale del popolo veneto è il principio
ispiratore degli interventi regionali in materia di cultura e questa
iniziativa editoriale testimonia ancora una volta l'impegno e la volontà
che la Regione del Veneto ha nei confronti di quanti hanno dovuto lasciare
la loro terra per farli sentire, nonostante la lontananza, ancora parte
viva di questa realtà, che, oltre agli aspetti economici e sociali, è
fatta soprattutto di legami, ideali, di radici culturali".