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anno VI - n. 5 - giugno 2003
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Personaggi

Ha origini vicentine il formaggio brasiliano del Paranà

Mario Menegozzo, da anni impegnato nel volontariato, sta lavorando ad alcuni progetti di sviluppo in ambito agricolo e di trasformazione dei prodotti lattiero caseari nella zona di Marmeleiro. Questa la sua testimonianza

Un ponte tra Santorso, in provincia di Vicenza, e il Brasile è stato gettato da Mario Menegozzo, volontario impegnato da quindici anni in attività e iniziative finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi sottosviluppati e del terzo mondo.

Intuizione e grande impegno caratterizzano anche il suo più recente progetto di cooperazione, attraverso il quale prevede di insegnare ai brasiliani di Marmeleiro, nello stato del Paranà, i metodi di produzione del formaggio e di altri prodotti del settore lattiero caseario.

Grazie alla collaborazione del Comune e al contributo di Banca Popolare Vicentina e Cassa Rurale di Rovereto, Mario Menegozzo, negli ultimi mesi dello scorso anno, è volato in Brasile con due tecnici casari in pensione, Marcello Mastrotto e Domenico Pellizzaro, per insegnare l’arte casearia alla comunità di Marmeleiro, composta per il 45% di italiani, dei quali il 70% è di origine veneta.

Ma come è nata l’idea di questa collaborazione? "Tutto è iniziato circa quattro anni fa – spiega Menegozzo - quando due miei lontani parenti, originari di Santorso ma residenti in Brasile, sono venuti a trovarmi. Durante la loro permanenza nel vicentino li ho portati a visitare alcune aziende della zona, tra le quali la cooperativa lattiero casearia. Due anni fa uno dei due, che si occupa di agricoltura in ambito statale, è tornato perché interessato in modo specifico alla produzione lattiero casearia. Tornato in Brasile, coinvolgendo e interessando numerose persone, è riuscito a costituire la CLAF, Cooperativa de Leite de Agricoltura Familiar. Dopo di che mi ha chiesto di andare a Marmeleiro con alcuni tecnici del settore per trasferire conoscenza ed esperienze sui metodi di produzione e sulle attrezzature da utilizzare".

Così, nel novembre 2002, Mastrotto e Pellizzaro sono partiti per il Brasile, dove sono rimasti più di due settimane, portando con loro strumenti di lavoro e materiale informativo e didattico.

foto del caseificio
i due casari italiani, Marcello Mastrotto e Domenico Pellizzaro, nel Caseificio Bom Jesus Do Sul.

"Durante il periodo di permanenza – dice Menegozzo - i due tecnici hanno analizzato il latte, che è risultato di ottima qualità, anche migliore di quello prodotto in Italia, e sono arrivati alla conclusione che con una materia prima così ricca e buona, la produzione lattiero casearia di Marmeleiro poteva essere incrementata di almeno un terzo. Il vero valore di questo progetto è che i protagonisti dello stesso sono stati i produttori locali: la nostra funzione è stata solo quella di portare utili consigli, senza però sostituirci a loro".

Tornati i tecnici in Italia, Menegozzo è partito a sua volta per il Brasile, per verificare di persona la situazione: "Ho girato tutto il Paranà – racconta – organizzando incontri e riunioni per raccontare l’esperienza avviata e per spiegare che tale esperienza era ripetibile in altre zone. Ho raccolto interesse e disponibilità. D’altronde il Paranà presenta una situazione particolare: si tratta di un’area del Brasile ad alta densità di originari del Veneto, in cui cooperative e casse rurali sono già presenti e vengono gestite autonomamente a livello locale. La popolazione ha già una naturale predisposizione all’imprenditorialità e non è certo spaventata dal lavoro. A Marmeleiro, cittadina che ha appena trent’anni di storia, si sono insediate molte famiglie spostatesi da altri posti perché attratti dalle condizioni ambientali favorevoli e da una terra fertile e adatta alla coltivazione".

"In base alle ultime notizie giuntemi via e-mail – continua Menegozzo -, la cooperativa intende organizzare una fiera sul latte e suoi derivati, con l’obiettivo di valorizzare i prodotti. C’è anche un po’ di preoccupazione per lo spiccato interesse che il settore sta suscitando presso alcuni privati imprenditori: gli agricoltori del luogo debbono stare attenti, adesso, a non farsi sottrarre un’opportunità di sviluppo economico di cui loro possono essere gli artefici principali".

Oltre alla fiera, il progetto legato alla crescita cooperativistica del lattiero caseario, secondo Menegozzo, dovrebbe ora privilegiare gli aspetti formativi, offrendo la possibilità a qualche operatore del settore di effettuare un periodo di stage aziendale in Italia: "E’ già stato individuato un giovane di origine italiana – spiega -, disposto a venire in Italia per un certo periodo per fare pratica all’interno di un’azienda vicentina del settore. Vedrebbe come si lavora qui, come sono attrezzate le nostre piccole aziende e poi tornerebbe in Brasile con maggiore esperienza e con idee e suggerimenti per le cooperative sudamericane".

la sede della cooperativa agricolaMenegozzo ha seguito anche un progetto di sviluppo agricolo in Paranà relativo alle colture biologiche. "In quello Stato – dice – c’è un grosso problema di inquinamento delle falde acquifere per lo spropositato utilizzo di insetticidi e mi è stato chiesto, in occasione dei contatti avuti, di trovare una soluzione per limitare il problema all’origine: proteggere le colture dagli insetti". Alcuni tecnici interpellati hanno chiesto documenti, anche fotografici, sui metodi di coltivazione in atto e dall’analisi degli stessi e delle strutture utilizzate si è proposto l’utilizzo, in fase sperimentale, di un particolare tipo di reti per la costruzioni di serre. "La ditta Boscato – spiega Menegozzo - ha messo a disposizione le reti che sono state inviate in Brasile, ma per problemi burocratici sono state bloccate alla dogana. Per risolvere il problema ho fatto un bel baccano, scrivendo ad enti e istituzioni e addirittura inviando una lettera al presidente Lula. La cosa ha suscitato un grande interesse tra i media brasiliani e siamo riusciti a sbloccare la situazione e oggi le reti sono già state installate in alcune zone. Tutto questo è stato possibile grazie all’interessamento degli abitanti del luogo e al coinvolgimento di numerose persone, fra le quali Christophe De Lannoy, Olivo Dambros, Nelly e Joao Dapont Osorio, di Mario Dambros, di Pietro e degli altri collaboratori tecnici".

Menegozzo sta già pensando ai prossimi obiettivi: "In primo luogo avviare i progetti di formazione nel lattiero caseario per i giovani del luogo – conclude - e poi far sì che l’attrezzatura necessaria per l’operatività in questo settore venga prodotta direttamente in Brasile. L’obiettivo principale, insomma, è fornire dei supporti perché la gente poi impari a muoversi autonomamente, assumendosi loro impegni e responsabilità. L’errore sarebbe quello di calare dall’alto un progetto preconfezionato, escludendo dalla realizzazione dello stesso i diretti interessati".

Sabrina Nicoli

 


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