Un tema scottante, due situazioni storiche diverse
ma per molti versi simili: di questo si è parlato a Valdobbiadene in
un convegno organizzato dalla "Trevisani nel Mondo"
"Migrazioni: una storia che si ripete".
Questo il tema del convegno recentemente organizzato dalla "Trevisani
nel Mondo", sezione di Valdobbiadene, con la collaborazione della
sede centrale e il patrocinio del Comune, della Provincia e della
Regione Veneto. Un argomento di indubbia attualità, per uno scambio
di esperienze su problemi relativi a quell’arcipelago universale che
è la mobilità dei popoli.

un momento del convegno, al centro l'assessore ai
flussi migratori Raffaele Zanon
Ha fatto gli onori di casa Luciano Murer,
responsabile della locale Atm, che ha introdotto prima il sindaco di
Valdobbiadene, Pietro Giorgio Davì e poi il presidente della "Trevisani",
Giuseppe Zanini. Il primo cittadino ha esortato a raccogliere la
grande eredità lasciata dagli emigrati, "finalmente gratificati
dal diritto di voto – ha sottolineato Davì - e protagonisti dello
sviluppo sia nel paese di accoglienza che in quello di origine".
Zanini, dal canto suo, si è soffermato sul fenomeno dell’immigrazione,
un problema affrontato per troppo tempo con eccessiva leggerezza,
quando invece avrebbe dovuto essere gestito e governato prontamente e
con oculatezza, soprattutto per garantire la dignità della
persona".
E’ quindi intervenuto don Canuto Toso, il quale ha
ricordato i trent’anni di vita della "Trevisani", di cui
è il fondatore, e ha insistito sulla necessità di rifuggire dall’intolleranza,
partendo dalla valorizzazione della memoria e dell’identità.
Un’interessante riflessione sulla necessità di
conoscere la lingua del paese di accoglienza è stata fatta dal prof.
Manlio Cortellazzo, docente presso l’Università di Padova, che ha
parlato del trauma del "non capire" e del "non farsi
capire", evidenziando come il processo di integrazione passi
inevitabilmente attraverso "l’esercizio del parlarsi".
Franco Rebellato, componente della Consultore
Regionale, ha evidenziato l’apporto e il ruolo dell’immigrazione
nella nostra economia.
"Rispondere ai diritti fondamentali della
persona, a cominciare da quello del voto": è questo il
presupposto irrinunciabile che l’assessore veneto ai flussi
migratori, Raffaele Zanon, ha evidenziato con forza nel suo
intervento, invitando, inoltre, a "prendere coscienza di quello
che siamo stati, per spiegare il rispetto delle identità e creare le
basi per una civile convivenza". Un impegno, questo, che la
Regione si è assunta e che sta attuando attraverso vari progetti nel
campo del formazione, lavoro e dell’accoglienza, in collaborazione
con le associazioni - e tra queste una delle più attive è
sicuramente l’Atm – e degli enti locali. A tal proposito è
intervenuto l’assessore provinciale Paolo Speranzon, che, dopo aver
ricordato la rete di servizi creata nel territorio a favore degli
immigrati, ha esaltato l’emigrante come "difensore dei
valori".
Riccardo Masini