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Interviste
Don Aldo Tolotto, un veneto in Terra Santa
Il sacerdote, da alcuni anni al Servizio della Segreteria di Stato Vaticano, racconta la sua esperienza a Gerusalemme e ridimensiona i pericoli per i pellegrini che visitano questi luoghi
Città in cui confluiscono tre diverse culture religiose - la cattolica, l’ebraica e la musulmana - Gerusalemme è un luogo interessantissimo e particolare. In questa terra martoriata, che ha visto la vita terrena di Gesù, da più di trent’anni esercita la sua opera di missionario, assieme ad altri veneti, un sacerdote originario della provincia di Treviso: don Aldo Tolotto. Recatosi in Vaticano per una delle sue visite istituzionali è giunto in questi giorni a Motta di Livenza per celebrare il matrimonio di una nipote e salutare la madre ottantenne. In questa occasione lo abbiamo incontrato per una intervista:
Un trevigiano in Terra Santa. Perchè ha scelto di vivere in questo Paese?
L’idea di andare in Terra Santa è nata dal desiderio di imparare le lingue semite e in particolare l’arabo. Tale convinzione è cresciuta mentre mi trovavo al collegio San Pio X di Oderzo. Nel 1957 entrai in questo Istituto per frequentare le scuole medie presso la vicina Scuola Apostolica del Sacro Cuore. Nella biblioteca dell’Istituto c’erano molti libri scritti in arabo e in ebraico. Mi divertivo a guardarli, non solo non comprendendo nulla ma non sapendo nemmeno come si prendevano in mano e si aprivano.
Un giorno, mentre ne stavo sfogliando uno, un sacerdote entrò in biblioteca e mi disse: “Cosa fai con quel libro? Questo è arabo e si deve aprire da destra a sinistra. Vedi?” E cominciò a leggere e a tradurre….
Questo fatto creò in me una sfida: se lui è riuscito ad apprendere questa strana lingua, perché non la posso imparare anch’io? Tale desiderio si concretizzò con la visita del Patriarca di Gerusalemme, a Oderzo nel 1958. In quell’occasione offrì sostegno, protezione e continuità ai giovani disposti a trasferirsi
lì.
Il 20 agosto 1960, sono partito dal mio paese alla volta della Terra Santa e il 22 giugno del 1969 sono stato ordinato sacerdote al Getsemani.
Come si è preparato a vivere in quei luoghi?
Essendo partito dall’Italia molto giovane, penso che la mia preparazione sia stata ottima a tutti i livelli, avendo vissuto per nove anni nei luoghi dove qualche anno dopo avrei svolto la mia attività sacerdotale. In quegli anni ho avuto l’occasione e la fortuna di apprendere benissimo le lingue locali, l’arabo e l’ebraico. Ho imparato a vivere con la gente del luogo
assimilando abitudini, usanze, costumi, espressioni…
Com’è oggi la vita a Gerusalemme? I notiziari della televisione rispecchiano la realtà vera della vita cittadina?
Penso che tanto male e molti danni alla città siano proprio causati dai mass-media.
Il crollo del turismo e dei pellegrinaggi è dovuto in gran parte alla stampa e alla tv, per dei motivi molto semplici: la non corretta presentazione degli avvenimenti, l’esagerazione dei fatti, l’eccessiva esaltazione negativa di quanto accade. Ciò aumenta l’odio, il rancore e lo spirito di vendetta fra le diverse etnie che vivono in Terra Santa. Colgo l’occasione con questa intervista per invitare quanti la leggono ad andare senza timore in
quei luoghi.
Il suo importante incarico diplomatico le avrà certamente fatto conoscere altri veneti in Terra Santa. Come vivono e cosa fanno? Sono tutti sacerdoti oppure vi sono anche laici?
I veneti che vivono in Terra Santa sono all’incirca una trentina. Per di più sono sacerdoti e suore, i laici sono pochi. A Gerusalemme ci sono molti Padri Francescani, Salesiani e suore di tante congregazioni religiose.
Nostri corregionali risiedono anche in Israele e a nord della Terra Santa. Tra i tanti desidero ricordare Sua Eccellenza Mons. Giacinto Marcuzzo, Vescovo di Nazareth, mio compagno di scuola e di avventura, il dott. Giuseppe Fraizioli, di Verona, direttore dell’Ospedale Fatebenefratelli di Nazareth. Anche nella “zona occupata”, come a Betlemme (ad es. nel Baby Hospital) operano molti veneti a favore delle popolazioni locali.
Don Aldo Tolotto ha svolto 29 anni di servizio nelle missioni del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Dal 1998 è al Servizio della Segreteria di Stato Vaticano e dal 1999 è “Incaricato della Santa Sede” per il Pontificio Istituto del Centro di Notre Dame di Gerusalemme oltre ad essere “Addetto Culturale” della Nunziatura Apostolica in Israele.
Federica Zanata
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