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Tradizioni
L'albero sacro ai
veneti: è una vecchia quercia nel Veneto Orientale
La grande quercia di Villanova di Vado (Fossalta di Portogruaro che ha 6 mila abitanti) è uno dei pochi alberi antichi della provincia di Venezia, e forse ha 700 anni di vita. Si caratterizza per essere un albero sacro ai Veneti.
E’ uno dei pochi alberi divenuti così antichi che, ammirandolo, riesce a trasmettere
ancora la sua bellezza, o meglio l’amore di un tempo dei patriarchi arborei della pianura veneta orientale.
Chi meglio del Direttore della Biblioteca Comunale Andrea Battiston può dare qualche utile informazione sulla zona, e anche sulla quercia?
Così il dott.Battiston fa subito una premessa e dice: “Fossalta è citata nella bolla di Urbano III del 1186 dove è ricordata quale pieve soggetta alla giurisdizione civile dei vescovi di Concordia. Alla stessa giurisdizione appartenevano i castelli, ora scomparsi, di Mocumbergo e di Fratta. L’antropizzazione del luogo è però ben evidenziata dal rinvenimento di numerosi reperti che testimoniano la presenza di numerosi insediamenti lungo l’antica via Annia che univa le importantissime città di Concordia e di Aquileia e il corso del Tiliaventum Maius, l’antico ramo navigabile del Tagliamento, ricordato in più occasioni da Plinio”.
Alcuni importanti cenni storici che hanno segnato la evoluzione nel tempo di assalta. Quali sono?
“Come tutta, l’area denominata Paludo grande del Sindical o del Vescovado (16 paesi che si affacciano lungo il canale Lagugnana, vale a dire ciò che rimane del fiume Tagliamento) fu oggetto di rilevantissime opere poste in essere da famiglie veneziane ad iniziare dal XVI secolo, fra le quali spicca quella di Mocenigo. Alvise IV Mocenigo del ramo di San Samuele fonda la città di Alvisopoli (1800) con impegno finanziario: la città è concepita quale polis autosufficiente di ispirazione illuminista fedele al motto ”utile et dulci”. Nel 1810 prende avvia l’importe Tipografia di Alvisopoli affidata alla direzione di Nicolò
Bettoni, stabilimento che rimane nel piccolo borgo sino al 1812, per poi riprendere l’attività, nel 1814, in Venezia e fino al 1852. Sarà comunque con l’imprenditore Gaetano Marzotto , fra la prima e la seconda guerra mondiale, che si realizza la svolta economica più importante e determinante per la vita economica del Comune; e proprio nei pressi dell’antica quercia avvia una massiccia opera di bonifica industriale e fa costruire una nuova “città” attorno alle industrie anche oggi operanti con il marchio “ Industrie Zignago”.
Fossalta di Portogruaro è una ridente città e dista a circa 80 km da Venezia. Come patrimonio storico che cosa conserva?
“Villa Mocenigo in Alvisopoli con la chiesa di San Luigi, con il bosco oasi nazionale del Wwf, la chiesa parrocchiale di San Zenone (1896), con le opere d’arte traslate dall’antico tempio, fra le quali meritano una segnalazione la pala d’altare di Antonio
Carneo ( La Vergine il Bambino, San Zenone e Maria Maddalena, 1693) e il bellissimo banco da sacrestia del “marangone” tedesco Pietro Squadro e numerosi altri dipinti attribuiti a Nicolò Bambini, Giacomo Carneo e Osvaldo Gortanutti.
In questi luoghi, Ippolito Nievo ambientò un suo capolavoro — Le confessioni di un italiano -. In suo nome è stato dedicato un Museo”.
Quali importanti memorie vengono raccolte nel Museo del Nievo?
“Le memorie conservate sono molte e tutte importanti. Merita una visita il sito del Castello di Fratta; qui, Ippolito Nievo ambientò il suo capolavoro, appunto “Le Confessioni di un italiano”. Nella casa quattrocentesca appartenente alla cerchia castellana di proprietà comunale, recentemente restaurata, ha sede il Museo dove
sono custodite ed esposte le ceramiche rinvenute nel corso della campagna di scavo; sono conservate le prime edizioni delle “Confessioni” , e altre edizioni di particolare pregio e anche copie di traduzioni in altre lingue”.
Ma parliamo della quercia e come riesce a sopravvivere, nonostante il tempo?
“Nel vicino sobborgo di Villanova di Vado si conserva un’antica quercia, un raro esemplare sopravvissuto a tante distruzioni di ordine ambientale. La particolarissima forma così sinuosa ne ha impedito il taglio in quanto non utile per la costruzione di manufatti ; inoltre, come evidenziato dalle antiche mappe, la quercia era l’albero della “vicinia”, istituzione giuridica importantissima per l’area friulana alla quale Fossalta è storicamente appartenuta, cioè il luogo deputato ad ospitare le riunioni dei capifamiglia del borgo (i “viciniori”) nella buona stagione altrimenti convocata nella limitrofa chiesa di Sant’Antonio. I cittadini di Fossalta hanno sempre dimostrato interesse per mantenere viva la memoria delle tradizioni e le origini della propria città. E le iniziative sono coltivate con grande entusiasmo e trasmesse di generazione in generazione. Il Comune e la locale Pro Loco sono gli enti di riferimento”.
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