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Attualità

Meno Amarone e più Valpolicella
"Una vendemmia
difficile e delicata". Così la definisce Emilio Pedron,
presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella. Condizioni
climatiche poco favorevoli durante il periodo vegetativo, la siccità, la
grandinata del 4 agosto e la pioggia delle ultime
settimane, decisive per la qualità delle uve, stanno ponendo
una seria ipoteca sulla qualità delle uve di quest’anno.
"A questo punto è chiaro
- continua Pedron - che gli esiti di questa vendemmia sono
affidati più che mai alla capacità e serietà dei produttori e
dei vinificatori di gestire al meglio fattori non certo positivi.
Il risultato finale della DOC Valpolicella è ancora salvabile,
ma è necessario un atto di grande onestà e professionalità da
parte di tutti protagonisti della filiera produttiva. Il
Valpolicella, il suo territorio, la sua immagine, sono un
patrimonio collettivo che tutti devono sentirsi in dovere di
difendere, rispettando le regole senza lasciarsi tentare da
comportamenti scorretti".
La scarsità di prodotto
potrebbe infatti portare ad un aumento del prezzo delle uve,
soprattutto di quelle destinate alla produzione di Amarone e
Recioto: una tentazione che è importante evitare. "Le
quotazioni delle uve e dei vini devono trovare un giusto
equilibrio che non approfitti di questa situazione - ha spiegato
Pedron -. Quotazioni troppo alte potrebbero portare a farci
perdere quote di mercato, con ripercussioni negative anche in
futuro".
Cosa resta da fare?
"Dimostrare buon senso – è la conclusione – Limitare
drasticamente la quantità di uve messe a riposo e privilegiare
invece la produzione di vino Valpolicella. Di Amarone esistono
ancora diverse quantità in giacenza e altre stanno maturando,
quindi può sopportare meglio un’annata scarsa e di qualità
incerta. Come Consorzio vigileremo con particolare attenzione
soprattutto sull’Amarone".
(Fonte: Consorzio di tutela vino Valpolicella)
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Tutela Vini Valpolicella
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