Il Veneto sperimenta l’etichettatura facoltativa delle
carni
I produttori di carne bovina del Veneto sono pronti già oggi
a fornire ai consumatori il ''nome e cognome'' degli animali
macellati, per garantire la massima trasparenza e lo strumento
per farlo è l'etichettatura facoltativa, cioè un documento
supplementare rispetto a quello obbligatorio previsto per legge
e che da' informazioni aggiuntive sulle tecniche di allevamento
dei bovini, sull'alimentazione sulle caratteristiche del
prodotto.
Il progetto di etichettatura elettronica facoltativa è stato
messo a punto dalla Camera di Commercio di Venezia, in
collaborazione con Unicarve e Azove, le due maggiori
organizzazioni del settore in Veneto, regione che copre il 40%
della produzione nazionale di carne. Le etichette facoltative,
fornite direttamente dalle bilance delle macellerie
convenzionate, sono in grado di far conoscere ai consumatori non
solo il Paese di nascita dell'animale, quello di allevamento e
di lavorazione delle carni, già imposto dal regolamento 1760
del 2000 della Comunità europea.
In più precisano il nome dell'azienda nella quale i bovini
sono stati allevati, il sesso, la categoria, il tipo genetico,
il tempo di permanenza nell'allevamento, il tipo di
alimentazione che, nel caso dei produttori veneti - come ha
spiegato il direttore dell'Azove, Giuseppe Borin - ''è priva di
grassi animali aggiunti''.
In sostanza un ulteriore elemento di garanzia sulla carne
bovina, per consolidare un rapporto di fiducia tra consumatori e
macellai, dopo la psicosi determinata dalla crisi della mucca