Opere idrauliche: la Regione vuole essere degna erede
della Serenissima
"Oggi che c'è piena competenza sulla gestione idraulica, come
Regione abbiamo l’esigenza di recuperare gli errori del
passato, gestire il presente e garantire il futuro. Stiamo già
operando a tutto campo in questa direzione, per mettere in
sicurezza il nostro territorio, con la collaborazione degli Enti
Locali e dei Consorzi di Bonifica, che sono nostri bracci
operativi: da noi c’è una tradizione secolare di convivenza
con i problemi idraulici e vogliamo essere i degni eredi del
modello realizzato dalla Repubblica di Venezia, che ha
dimostrato e dimostra ancor oggi di funzionare".
Lo ha detto l’assessore
regionale ai lavori pubblici del Veneto Massimo Giorgetti, che
si è recato in visita ad opere di bonifica e tutela idraulica a
Valdagno e a Vicenza, realizzati dal Consorzio di Bonifica
Riviera Berica. Il Veneto sta affinando i suoi strumenti di
azione – ha ricordato Giorgetti – e in una delle ultime
giunte abbiamo identificato i corsi d’acqua sui quali
opereranno direttamente gli uffici del Genio Civile e quelli
dove interverranno i Consorzi; abbiamo predisposto e stiamo per
approvare la delibera che prevede per tutti i Piani regolatori e
Varianti urbanistiche l’obbligo di uno studio di
compatibilità idraulica: se un Comune vuole realizzare qualcosa
che interferisce con l’assetto idrologico deve anche proporre
le soluzioni per garantire la sicurezza e lo smaltimento dell’acqua.
Stiamo elaborando nuove forme per la riscossione e la gestione
dei canoni di derivazione delle acque e per l’utilizzo dei
relativi introiti.
Dobbiamo far fronte ai guasti e agli errori
del passato e in parte lo stiamo facendo – ha detto ancora
Giorgetti – ad esempio con le opere visitate oggi; ma
serviranno investimenti cospicui; pensiamo in proposito a due
fondi di rotazione: uno per le progettazioni, l’altro per le
realizzazioni. Stiamo anche pensando a forme innovative di
intervento: per realizzare casse di espansione si potrebbe
infatti evitare l’esproprio e sottoscrivere un contratto per
il mondo agricolo, assicurando il giusto compenso in caso di
allagamenti. Parecchie cose sono state già realizzate, a
testimonianza dell’attenzione che la Regione ha verso i
problemi della gestione idraulica: non è un caso se nel Veneto
– ha concluso l’assessore – il recente maltempo non ha
provocato eventi gravi come quelli registrati altrove.
Nel corso
dei sopralluoghi Giorgetti ha visitato con il presidente
del Consorzio di Bonifica Antonio Nani la nuova briglia
realizzata lungo il torrente Valgrossa a monte dell’abitato di
Valdagno allo scopo di trattenere i detriti trasportati in caso
di piena, che potrebbero ostruire a valle il deflusso delle
acque. E’ stata poi la volta della nuova idrovora a
salvaguardia dell’area industriale di Sant’Agostino, a
Vicenza: caso emblematico – è stato detto – di
urbanizzazione che non ha considerato le questioni della
sicurezza idraulica. L’idrovora è solo uno degli elementi per
garantire la zona contro gli allagamenti, all’interno di un
più ampio progetto dal costo stimato di circa 35 milioni di
euro, che prevede interventi per frenare le acque a monte.