anno  IV - n. 50
18 dicembre 2002

 

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Attualità

Opere idrauliche: la Regione vuole essere degna erede della Serenissima

"Oggi che c'è piena competenza sulla gestione idraulica, come Regione abbiamo l’esigenza di recuperare gli errori del passato, gestire il presente e garantire il futuro. Stiamo già operando a tutto campo in questa direzione, per mettere in sicurezza il nostro territorio, con la collaborazione degli Enti Locali e dei Consorzi di Bonifica, che sono nostri bracci operativi: da noi c’è una tradizione secolare di convivenza con i problemi idraulici e vogliamo essere i degni eredi del modello realizzato dalla Repubblica di Venezia, che ha dimostrato e dimostra ancor oggi di funzionare". 

Lo ha detto l’assessore regionale ai lavori pubblici del Veneto Massimo Giorgetti, che si è recato in visita ad opere di bonifica e tutela idraulica a Valdagno e a Vicenza, realizzati dal Consorzio di Bonifica Riviera Berica. Il Veneto sta affinando i suoi strumenti di azione – ha ricordato Giorgetti – e in una delle ultime giunte abbiamo identificato i corsi d’acqua sui quali opereranno direttamente gli uffici del Genio Civile e quelli dove interverranno i Consorzi; abbiamo predisposto e stiamo per approvare la delibera che prevede per tutti i Piani regolatori e Varianti urbanistiche l’obbligo di uno studio di compatibilità idraulica: se un Comune vuole realizzare qualcosa che interferisce con l’assetto idrologico deve anche proporre le soluzioni per garantire la sicurezza e lo smaltimento dell’acqua. Stiamo elaborando nuove forme per la riscossione e la gestione dei canoni di derivazione delle acque e per l’utilizzo dei relativi introiti.

foto: immagine torrente ValgrossaDobbiamo far fronte ai guasti e agli errori del passato e in parte lo stiamo facendo – ha detto ancora Giorgetti – ad esempio con le opere visitate oggi; ma serviranno investimenti cospicui; pensiamo in proposito a due fondi di rotazione: uno per le progettazioni, l’altro per le realizzazioni. Stiamo anche pensando a forme innovative di intervento: per realizzare casse di espansione si potrebbe infatti evitare l’esproprio e sottoscrivere un contratto per il mondo agricolo, assicurando il giusto compenso in caso di allagamenti. Parecchie cose sono state già realizzate, a testimonianza dell’attenzione che la Regione ha verso i problemi della gestione idraulica: non è un caso se nel Veneto – ha concluso l’assessore – il recente maltempo non ha provocato eventi gravi come quelli registrati altrove. 

Nel corso dei sopralluoghi Giorgetti ha visitato con il presidente del Consorzio di Bonifica Antonio Nani la nuova briglia realizzata lungo il torrente Valgrossa a monte dell’abitato di Valdagno allo scopo di trattenere i detriti trasportati in caso di piena, che potrebbero ostruire a valle il deflusso delle acque. E’ stata poi la volta della nuova idrovora a salvaguardia dell’area industriale di Sant’Agostino, a Vicenza: caso emblematico – è stato detto – di urbanizzazione che non ha considerato le questioni della sicurezza idraulica. L’idrovora è solo uno degli elementi per garantire la zona contro gli allagamenti, all’interno di un più ampio progetto dal costo stimato di circa 35 milioni di euro, che prevede interventi per frenare le acque a monte.