anno  IV - n. 50
18 dicembre 2002

 

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Attualità

Radicchi veneti: tutti ortaggi da valorizzare anche all'estero

E' Treviso la provincia che dà il nome al più conosciuto tra i radicchi del Veneto, ma è quella che di radicchi produce di gran lunga la minore quantità, con 3.700 tonnellate su 820 ettari. Al primo posto troviamo invece Venezia (32 mila tonnellate su 2.400 ettari), poi Verona (20 mila tonnellate su 2400 ettari), Rovigo (18 mila tonnellate su 1100 ettari) e Padova (17 mila tonnellate su 1.700). Eppure è il radicchio di Treviso a Indicazione Geografica Protetta, assieme al radicchio variegato di Castelfranco IGP, che traina il nome del Veneto orticolo nel mondo, conferendo a questa regione un primato assoluto di immagine, di qualità e anche di mercato. Immagine, qualità, tipicità e territorio sono gli elementi sui quali si fonda la IGP e che costituiscono il fattore decisivo per vincere la concorrenza internazionale, ha ribadito stamani l’assessore alle politiche agricole del Veneto Giancarlo Conta, intervenendo all’apertura dei lavori del convengo "I radicchi veneti – Strategie per la valorizzazione dal campo alla tavola". 

foto: l'assessore Giancarlo ContaIl meeting di Rovigo, promosso a Rovigo dalla Regione del Veneto e organizzato da TecnoHortus – PadovaFiere e Il Sole 24 Ore – Edagricole, è stata l’occasione per approfondire tutti gli aspetti delle diverse produzioni di radicchio, lungo i due filoni "dal campo al prodotto" e "dal prodotto alla tavola". Ma è stato anche il "momento" per presentare uno specifico progetto regionale di valorizzazione di questi ortaggi, soprattutto sui mercati europei. Ormai l’intera squadra è pronta a muoversi con una immagine di marchio – ha sottolineato Giancarlo Conta – perché stanno per essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale i disciplinari IGP anche per il Radicchio Rosso di Chioggia e per il Radicchio Rosso di Verona, mentre a gennaio ci sarà la pubblica audizione per l’IGP dell’Insalata di Lusia, oltre che per l’Aglio di Rovigo e per il Riso del Delta del Po. Insomma si completa un paniere orticolo, garantito dal marchio pubblico europeo, che è un fondamentale fattore di traino anche per l’intero comparto agroalimentare. I radicchi del Veneto – ha spiegato l’assessore – costituiscono una risorsa unica nel panorama agroalimentare europeo, per la quale intendiamo aumentare il grado di notorietà e migliorare l’immagine, favorire la penetrazione o il consolidamento sui mercati esteri, realizzare sinergie tra la valorizzazione dei radicchi e delle risorse turistiche e storico – culturali del Veneto. 

I radicchi veneti saranno protagonisti della Fruit Logistic di Berlino nel gennaio del 2003, di Techonortus a Padova in febbraio, di azioni specifiche e integrate in Germania, Austria, Svezia e Russia, tra l’altro con la presenza a Biofach di Norimberga in marzo e all’Anuga di Colonia in ottobre. L’assessore ha preannunciato l’approvazione da parte della Giunta della terza tornata di bandi del Piano di Sviluppo Rurale, che concentrano le risorse disponibili su azioni strategiche, e l’impegno ad aumentare le partite di bilancio destinate al settore primario che, secondo le previsioni, dovrebbe avere circa 25 milioni di euro in più dello scorso anno.