Radicchi veneti: tutti ortaggi da valorizzare anche
all'estero
E' Treviso la provincia che dà il nome al più conosciuto
tra i radicchi del Veneto, ma è quella che di radicchi produce
di gran lunga la minore quantità, con 3.700 tonnellate su 820
ettari. Al primo posto troviamo invece Venezia (32 mila
tonnellate su 2.400 ettari), poi Verona (20 mila tonnellate su
2400 ettari), Rovigo (18 mila tonnellate su 1100 ettari) e
Padova (17 mila tonnellate su 1.700). Eppure è il radicchio di
Treviso a Indicazione Geografica Protetta, assieme al radicchio
variegato di Castelfranco IGP, che traina il nome del Veneto
orticolo nel mondo, conferendo a questa regione un primato
assoluto di immagine, di qualità e anche di mercato. Immagine,
qualità, tipicità e territorio sono gli elementi sui quali si
fonda la IGP e che costituiscono il fattore decisivo per vincere
la concorrenza internazionale, ha ribadito stamani l’assessore
alle politiche agricole del Veneto Giancarlo Conta, intervenendo
all’apertura dei lavori del convengo "I radicchi veneti
– Strategie per la valorizzazione dal campo alla
tavola".
Il meeting di Rovigo, promosso a Rovigo dalla Regione del
Veneto e organizzato da TecnoHortus – PadovaFiere e Il Sole 24
Ore – Edagricole, è stata l’occasione per approfondire
tutti gli aspetti delle diverse produzioni di radicchio, lungo i
due filoni "dal campo al prodotto" e "dal
prodotto alla tavola". Ma è stato anche il
"momento" per presentare uno specifico progetto
regionale di valorizzazione di questi ortaggi, soprattutto sui
mercati europei. Ormai l’intera squadra è pronta a muoversi
con una immagine di marchio – ha sottolineato Giancarlo Conta –
perché stanno per essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale i
disciplinari IGP anche per il Radicchio Rosso di Chioggia e per
il Radicchio Rosso di Verona, mentre a gennaio ci sarà la
pubblica audizione per l’IGP dell’Insalata di Lusia, oltre
che per l’Aglio di Rovigo e per il Riso del Delta del Po.
Insomma si completa un paniere orticolo, garantito dal marchio
pubblico europeo, che è un fondamentale fattore di traino anche
per l’intero comparto agroalimentare. I radicchi del Veneto
– ha spiegato l’assessore – costituiscono una risorsa
unica nel panorama agroalimentare europeo, per la quale
intendiamo aumentare il grado di notorietà e migliorare l’immagine,
favorire la penetrazione o il consolidamento sui mercati esteri,
realizzare sinergie tra la valorizzazione dei radicchi e delle
risorse turistiche e storico – culturali del Veneto.
I radicchi veneti saranno protagonisti della Fruit Logistic
di Berlino nel gennaio del 2003, di Techonortus a Padova in
febbraio, di azioni specifiche e integrate in Germania, Austria,
Svezia e Russia, tra l’altro con la presenza a Biofach di
Norimberga in marzo e all’Anuga di Colonia in ottobre. L’assessore
ha preannunciato l’approvazione da parte della Giunta della
terza tornata di bandi del Piano di Sviluppo Rurale, che
concentrano le risorse disponibili su azioni strategiche, e l’impegno
ad aumentare le partite di bilancio destinate al settore
primario che, secondo le previsioni, dovrebbe avere circa 25
milioni di euro in più dello scorso anno.