Ente tabacchi italiano: interesse inglese ma c'è il nodo
dell'Antitrust
La British American Tobacco si e aggiudicata l' Eti,
affiancata da Confcommercio e Franco Bernabè, si è presentata
alla gara per aggiudicarsi l'Ente tabacchi italiano con
un'offerta di 2,325 miliardi di euro che ha superato di gran
lunga la valutazione della società (1,4 miliardi) e messo in
ombra i circa 1,5 miliardi messi sul piatto dai concorrenti
Altadis e Imprenditori associati. Un'offerta, quella del gruppo
anglosassone, che permetterà al Tesoro, assieme al successo
della cartolarizzazione Inps4, di ridurre il Pil di uno 0,5%,
contribuendo significativamente al miglioramento dei conti
pubblici.La prima privatizzazione al 100% effettuata dal governo
(escluso quindi il collocamento a dicembre del 3,5% di Telecom
Italia) si conclude così con un incasso ben superiore alle
attese.
Lo stesso Tesoro, ha sottolineando in un comunicato il
risanamento operato dall'ex monopolista del tabacco, informa che
il base al prezzo offerto da Bat "la valutazione dell'Eti
risulta pari a 15,5 volte il margine operativo lordo 2002 e 13,7
volte il Mol dei 12 mesi a marzo 2003, quindi significativamente
superiore rispetto alla media dei multipli degli operatori
quotati del settore''. Anche se prima di poter parlare di Bat
come nuovo proprietario dell'Eti - occorrerà la decisione
formale del ministero (a esaminare le offerte è stato il
Comitato di consulenza globale e garanzia per le
privatizzazioni) e l'ottenimento, da parte degli acquirenti, di
tutte le autorizzazioni necessarie.
E' infatti ancora da sciogliere il nodo Antitrust:
l'autorità garante della concorrenza e del mercato deve ancora
pronunciarsi sulla legittimità dell'acquisizione.