anno  V - n. 27
6 agosto 2003

 

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Attualità

Ente tabacchi italiano: interesse inglese ma c'è il nodo dell'Antitrust

La British American Tobacco si e aggiudicata l' Eti, affiancata da Confcommercio e Franco Bernabè, si è presentata alla gara per aggiudicarsi l'Ente tabacchi italiano con un'offerta di 2,325 miliardi di euro che ha superato di gran lunga la valutazione della società (1,4 miliardi) e messo in ombra i circa 1,5 miliardi messi sul piatto dai concorrenti Altadis e Imprenditori associati. Un'offerta, quella del gruppo anglosassone, che permetterà al Tesoro, assieme al successo della cartolarizzazione Inps4, di ridurre il Pil di uno 0,5%, contribuendo significativamente al miglioramento dei conti pubblici.La prima privatizzazione al 100% effettuata dal governo (escluso quindi il collocamento a dicembre del 3,5% di Telecom Italia) si conclude così con un incasso ben superiore alle attese.

Lo stesso Tesoro, ha sottolineando in un comunicato il risanamento operato dall'ex monopolista del tabacco, informa che il base al prezzo offerto da Bat "la valutazione dell'Eti risulta pari a 15,5 volte il margine operativo lordo 2002 e 13,7 volte il Mol dei 12 mesi a marzo 2003, quindi significativamente superiore rispetto alla media dei multipli degli operatori quotati del settore''. Anche se prima di poter parlare di Bat come nuovo proprietario dell'Eti - occorrerà la decisione formale del ministero (a esaminare le offerte è stato il Comitato di consulenza globale e garanzia per le privatizzazioni) e l'ottenimento, da parte degli acquirenti, di tutte le autorizzazioni necessarie.

E' infatti ancora da sciogliere il nodo Antitrust: l'autorità garante della concorrenza e del mercato deve ancora pronunciarsi sulla legittimità dell'acquisizione.