anno  V - n. 27
6 agosto 2003

 

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Attualità

Veneto: meno vino ma più buono, ma c’è pericolo di "stress idrico"

La siccità di questi giorni non ha ancora compromesso il raccolto, ma incombe comunque il pericolo dello "stress idrico".
Quest’anno la produzione di vino in Italia è prevista in leggero aumento rispetto all'anno passato, ma non c'è comunque da stare allegri considerato che l'annata 2002 si era imposta all’attenzione come una delle più magre nella storia e sicuramente la più scarsa dell’ultimo trentennio.

Difficile stabilire quanto prodotto in più entrerà nelle cantine il prossimo autunno, perché come al solito saranno le condizioni meteorologiche di agosto a definire gli esiti della vendemmia, ma pur considerando la forte incognita delle condizioni meteo estive l’Ismea e l’Unione Italiana Vini hanno avviato a luglio, per il terzo anno consecutivo, il monitoraggio dei vigneti nazionali, allo scopo di fornire previsioni di produzione aggiornate nei momenti cruciali della campagna.

Una prima valutazione, lascia prevedere per il 2003 una produzione di vino intorno ai 50 milioni di ettolitri, in netta crescita rispetto ai 44,6 milioni del 2002, ma comunque non abbondante (la produzione media delle ultime 10 vendemmie è di 55,3 milioni di ettolitri).

A contenere i volumi produttivi sarebbero per ora due fattori: da un lato le basse temperature e le gelate rilevate nella prima decade di aprile in diverse regioni della Penisola, dall’altro il persistere di un clima siccitoso che, pur non creando ancora allarme, sta comunque condizionando lo sviluppo degli acini e dei grappoli.

E’ ottima, finora, la qualità delle uve. Dal punto di vista fitosanitario infatti l’annata in corso si sta rivelando relativamente facile. Nessun problema di peronospora, e oidio sotto controllo un po’ ovunque, mentre nelle zone a rischio resta alta la soglia di attenzione per la flavescenza dorata. Adesso in tutta la Penisola i produttori guardano con apprensione al futuro sperando in un clima clemente, consapevoli del fatto che lo stato attuale dei vigneti è solo il punto di partenza per il delinearsi di una produzione ancora in divenire, che si definirà nella sua dimensione pressoché definitiva solo a fine agosto.

Nel frattempo i viticoltori guardano il cielo e sperano che le prime pioggie non siano accompagnate anche dalla grandine.

Nel Veneto – dicono gli esperti - la stagione si presenta buona, ottima come qualità, meno la quantità, ma quello che gli esperti si attendono è che tutto prosegua come dalle previsioni. Una buona annata anche sul fronte prezzi.