anno  V - n. 34
1 ottobre 2003

 

immagine tazza caffè su quotidiano

 

 

fotografia uva bianca

 

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Attualità

Vini: grande soddisfazione vendemmia "Bianco di Custoza" 

Vino e salute, se ne parla probabilmente da 3000 anni. Nel confronto di opinioni e ricerche che ha trovato grande interesse negli ultimi decenni, si è inserita, recentemente, la valenza positiva del vino bianco. Ne hanno parlato a Custoza autorevoli relatori dell'Unamsi (l'associazione dei medici giornalisti presieduta da Bruno Pieroni) ed esperti del settore vitivinicolo, introdotti dal presidente del Consorzio di tutela Giovanni Fagiuoli, che ha espresso grande soddisfazione per la vendemmia 2003 e per l'esplicita richiesta del Bianco di Custoza da parte del cancelliere Schroeder al vertice europeo di Verona. 

Dopo i saluti dell'assessore provinciale Alberto Martelletto e del presidente della locale Pro Loco Elio Franchini, Luciano Imbriani (vincitore, tra l'altro del premio Vinitaly riservato ai giornalisti) ha supportato il concetto che il vino,assunto nella giusta dose, è salute, citando ricerche internazionali, detti poetici e di saggezza popolare e gustosi abbinamenti piatti- vini. Dunque " la bevanda fa bene e in quale misura, oppure fa male a chi, come e quando ? Tra l'altro, nel confronto di opinioni che va avanti da decenni,ultimamente si è inserito un altro dilemma, fortunatamente positivo, ossia è decisamente più salutare il vino rosso, oppure anche il vino bianco possiede il suo asso nella manica ? 

Il professor Giuseppe Sicheri, autore di "Vino è salute" e "Potere terapeutico del vino", conferma- dice Imbriani- che una persona normale è capace di metabolizzare 100 milligrammi di alcol all'ora, per chilogrammo di peso corporeo. Quindi, a conti fatti, ecco la liceità di 2-3 bicchieri a pasto.

Lo affermano con convinzione anche gli scienziati dell'Organismo mondiale della sanità, dopo aver condotto lunghi e approfonditi accertamenti in merito. Statistiche a parte, chiunque avrà notato che quando si consuma il vino a stomaco pieno, prevale una sensazione di euforia e di benessere, senza inconvenienti. Ecco perché, nei pranzi di nozze e nel corso di lunghe tornate conviviali, vengono ben tollerate dosi di vino insolitamente elevate. La cosa più importante del dopo è quella di non mettersi al volante con troppa euforia addosso, evitando il rischio di incidenti e sottrazione di punti sulla patente. Un saggio consumo di vino bianco ( come potrebbe essere il Bianco di Custoza), aiuta a preservare la salute dei polmoni. Questa è la conclusione cui sono giunti i ricercatori della Scuola di medicina dell'Università di Buffalo, nello Stato di New York.

Condotto dal professore di medicina preventiva, Holger Schunemann, lo studio è stato presentato nel corso di una conferenza internazionale dell'American thoracic society, ad Atlanta. Su un campione di 1.555 persone, uomini e donne, di età media intorno ai 60 anni, solo i polmoni di coloro che bevevano vino bianco godevano di miglior stato di salute. Tale categoria precedeva, sia pure di poco, quella dei consumatori di vino rosso". 

Renzo Pellati, specialista in scienza dell'alimentazione, autore del best seller edito da Mondadori "Tutti i cibi dalla A alla Z" ha sottolineato effetto protettivo di moderate dosi di vino soprattutto sull'apparato cardiovascolare. "I polifenoli presenti nella buccia dell'uva riducono l' ossidazione del cosiddetto colesterolo cattivo, l'Ldl. Inoltre il vino è una bevanda complessa, non un mera soluzione idroalcolica, è biologicamente viva e le varie sostanze si potenziano a vicenda.Se sono da sfatare luoghi comuni del tipo il vino ingrassa o il vin brulè guarisce l'influenza, va pienamente riconosciuta l'azione favorevole per l'umore, per i processi digestivi, per l'apparato cardiocircolatorio, purchè gustato secondo modalità corrette dettate dalla  tradizione mediterranea e dalla Scienza dell' alimentazione. 

Il Bianco di Custoza è un ottimo vino che rientra in queste indicazioni e modalità di consumo".Per testimoniare che il Bianco di Custoza è qualità e salute, l'agronomo Enzo Corazzina ha illustrato con diapositive le caratteristiche del farsi di questo Bianco, dal campo alla bottiglia, perché "la qualità nasce nel vigneto, si esalta in cantina e i consumatori la valorizzano". A Rocco di Stefano, esperto di enologia, il compito di chiudere il convegno (coordinato dal Gran Custode della Confraternita Morello Pecchioli, autore di un libro molto apprezzato sul Bianco di Custoza). Del "Bacco medico" ha ricordato la sinonimia tra qualità e salubrità: mantenere le uve sane significa tenere tutte le sue proprietà come i polifenoli nel mosto,derivati dall'acido caffeico che hanno azione antiallergica e antimutagena. La logica, dunque è quella dell'enologia additiva.