anno  V - n. 40
12 novembre 2003

 

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Attualità

Stappata prima bottiglia del Novello d’annata. Fenomeno effimero ma d’effetto

Il conto alla rovescia anche quest’anno ha centrato il suo scopo. Il Novello d’annata, quel “quasi vino” che ogni anno in corrispondenza con la prima settimana di novembre attizza l’interesse del mercato vinicolo nazionale, per pochi giorni è tornato ad essere al centro del forte interesse enologico della massa dei veneti. Del resto il Veneto è la regione leader di questo particolare settore, perché vi risiede il 54 per cento dei produttori italiani (104 lo scorso anno quelli iscritti) che danno vita a 3.626.499 bottiglie censite lo scorso anno prodotte dai produttori associati, parte consistente di quelle 6.668.049 bottiglie che costituiscono l’intero mercato del settore. 

Il Vino Novello ha anche una speciale provveditoria sorta apposta per garantirne la qualità e i giusti sistemi di produzione. Si tratta di un istituto costituito a Milano il 26 settembre 2000, con lo scopo, come recita lo Statuto, di difendere la tipologia e promuovere la valorizzazione commerciale e di immagine del Vino Novello. L’iniziativa ha raccolto l’immediato consenso degli organismi rappresentativi del mondo vinicolo italiano e soprattutto, coralmente, quella degli Istituti di Tutela di questo particolarissimo vino che, nel corso degli anni, si erano spontaneamente costituiti in varie aree di produzione e precisamente in Toscana, in Piemonte, in Trentino, in Lombardia e in due aree del Veneto, quelle del Bardolino e dell’Alto Veneto dove è insediata la maggior parte del prodotto. 

Questo particolare vino - se di vino in realtà si può parlare – viene realizzato attraverso la tecnica della vinificazione per macerazione carbonica dell’uva non preventivamente sottoposta alla pigiatura e alla separazione del grappolo. Ciò ne determina la formazione di un sistema bifase in cui alla presenza di una fermentazione senza ossigeno. Nella fase solida, la polpa dell’acino diventa la sede di degradazione intensa in senso positivo, mentre nella fase liquida (che è il mosto proveniente dall’uva schiacciata per semplice gravità) hanno avvio le fermentazioni per opera dei lieviti e dei batteri. E proprio per i particolari modi di produzione, il Novello è di sovente al centro di critiche da parte di degustatori anche affermati, che contestano intrinsecamente la logicità del prodotto. Terreno insidioso, visti gli interessi economici connessi all’operazione.

Tra gli appuntamenti di cui il Novello sarà di certo protagonista, quello che si chiude il 30 novembre a San Zeno con “San Zeno Castagne & Vino”, giunto alla sua VI edizione. E’ il sesto anno consecutivo che lo Slow Food del Garda Veronese e l'associazione I Ghiottoni propongono a San Zeno di Montagna (Verona), sul Monte Baldo, una rassegna gastronomica che prevede menù degustazione a base di marroni e castagne del Baldo. 

Il principale vettore per la comunicazione del Vino Novello è svolto dal Salone Nazionale del Vino Novello che in Veneto organizza una serie particolarmente ricca di manifestazioni. Il consiglio ha previsto degustazioni periodiche con corsi in svolgimento a Thiene, Vicenza, Bassano del Grappa. A Bardolino, invece è programmata la “Festa del Bardolino Novello” che si chiude il 9 novembre presso l’Auditorium di Villafranca (vicino alla Chiesa dei Frati).