anno  VI - n. 8
3 marzo 2004

 

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Notizie da Bruxelles

Ue indaga su tasse combustibile serre 
Bruxelles ha deciso di avviare un procedimento di indagine per quanto riguarda la riduzione delle accise applicate ai combustibili utilizzati per il riscaldamento delle serre in Italia. Lo ha annunciato la Commissione europea precisando che ''gli ortovivaisti beneficiano di una riduzione supplementare rispetto agli altri operatori del settore agricolo. In assenza di informazioni da parte delle autorità italiane, non e' stato possibile quantificare l' aiuto relativo a questa misura, aiuto tuttavia che sembra esistere da molto tempo''.
Per Bruxelles quindi, almeno in questa fase, ''la misura sembra difficilmente giustificabile alla luce delle regole applicabili agli aiuti di Stato''.
L' Italia, appena riceverà notifica ufficiale delle notifica, avrà un mese di tempo per comunicare le sue osservazioni e fornire tutti i chiarimenti necessari''. La Commissione, ''non appena avrà ricevuto dall' Italia i chiarimenti richiesti, deciderà rapidamente sulla compatibilità con gli aiuti con il Mercato Comune''. 

Il virus dei polli attacca i felini
Il virus dei polli ha infettato un gatto domestico e due tigri. Si tratta dei primi casi al mondo di trasmissione della malattia a felini. Il gatto e una delle due tigri sono morte. Lo ha reso noto un veterinario dell' ospedale per animali della Kasetsart University che ha confermato di aver riscontrato nei due cadaveri la presenza del noto H5N1, il piu' virulento del virus dei polli, lo stesso che ha gia' ucciso almeno 22 persone in Asia, tra Vietnam e Thailandia. I felini vivevano in una casa insieme con altri gatti nei pressi di una fattoria dove c'erano polli infetti, a Nakorn Pathom, 60 chilometri ad ovest di Bangkok. Secondo il veterinario, Teerapol Sirinaruemit, gatto e tigri potrebbero aver contratto il virus per aver mangiato carcasse di polli malati o per essere entrati in contatto con i polli vivi infetti. 

Clonazione: si per quella animale, no per quella umana 
La clonazione animale è oggetto di profondo interesse e studio della Commissione Europea che, tuttavia, non concorda con ogni forma di clonazione umana. Ad affermare questo il portavoce del commissario Ue alla ricerca, Philippe Busquin che ha comunque sottolineato la necessaria cautela in tali esperimenti scientifici. Fabio Fabbi, sostiene con notevole interesse gli studi sugli sviluppi della clonazione animale. Categorico, invece, il no alla clonazione umana che, secondo Fabbi non deve in alcun modo essere incoraggiata dalle ricerche sulla clonazione animale.

Virus polli: dopo Asia anche l'Europa chiude frontiere Usa
Asia il virus dell'influenza dei polli fa "tremare" gli Stati Uniti e l'Europa alza nuove barriere sanitarie per proteggersi dal rischio di estensione dell'epidemia, che ha già fatto 22 vittime solo nel sud-est asiatico, con gravissime conseguenze anche sul piano economico.
Fino al 23 marzo Bruxelles ha annunciato che saranno messe al bando le importazioni di uova, da cova e da consumo, di pulcini e tacchini di un giorno destinati all'allevamento. Ufficialmente e' vietata anche l'importazione di carne di pollo, ma di fatto l'Europa non ne importa in quanto il processo di macellazione seguito dagli Usa (ossia il trattamento con cloro e altre sostanze chimiche nonchè l'irradiazione) non e' conforme alla normativa sanitaria europea. Con queste misure Bruxelles vuole mettere al riparo da tutti possibili rischi sia i consumatori sia i produttori avicoli europei. L'Unione e' infatti una grande importatrice di uova e di pulcini americani che sono destinati tra l'altro ai paesi del nord. L'Italia è autosufficiente, secondo quanto indicano gli esperti, e in linea di principio non importa questi prodotti. Tuttavia non si può escludere che produttori italiani utilizzino uova da cova ad alto valore genetico di origine Usa, acquistati attraverso altri paesi europei.

Ambiente, da Ue carta identità inquinatori 
Bruxelles mette sul web la carta d'identità degli inquinatori europei. Minuziose informazioni sulle emissioni dei diversi inquinanti sia nell'acqua sia nell'aria provocate da circa diecimila grandi impianti industriali nei Quindici paesi Ue ed in Norvegia possono essere ottenute grazie al primo registro europeo delle emissioni di inquinanti (Eper) inaugurato in questi giornii dalla Commissione europea e dell'Agenzia europea per l'ambiente. Grazie al registro, spiega l'esecutivo Ue, anche il singolo cittadino europeo che sa destreggiarsi su internet, potrà esercitare il diritto di sapere, per esempio, la quantità di inquinamento prodotto da grandi impianti che sorgono sul territorio dove vive o fare un paragone con altre regioni d'Europa. Le imprese, al tempo stesso, potranno verificare cosa fanno i loro concorrenti o chi realizza le stesse produzioni in altri paesi. Per Bruxelles la carta d'identità' sara' molto importante anche per le autorità locali e i responsabili politici che potranno disporre di una ''solida banca dati per poter scegliere la soluzione più appropriata per ridurre l' inquinamento industriale''. Il registro riesce a fornire informazioni complessivamente su circa 50 diversi inquinanti (per l'Italia ne prende in considerazione 46).