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Strade
del Vino

Un viaggio fra i colori e i sapori del Prosecco
La Strada del Prosecco è nata il 10 settembre 1966, col nome di
Strada del Vino Bianco, assumendo quello attuale nel 1983. È stata voluta, come quella del
Piave, da Giuseppe Schiatti, farmacista di Pieve di Soligo, uno dei pionieri italiani dell’enoturismo.
Il percorso si snoda per 42 chilometri fra le colline di Conegliano e Valdobbiadene, attraverso quei verdi e dolcissimi paesaggi che furono tanto cari ai grandi pittori veneti del ‘500: Giambattista Cima da Conegliano, Tiziano, Paris Bordon, Lorenzo Lotto e fino ai recentissimi Ciardi, una famiglia di artisti che tra Otto e Novecento trovarono ispirazione in queste luminose colline.
Partendo da Conegliano, la Strada del Prosecco consente al visitatore di ammirare innanzi tutto questa cittadina chiamata da sempre “la perla del Veneto”, per l’aristocratica bellezza del suo centro storico e la ricchezza di palazzi e opere d’arte che lo caratterizzano. Splendido è il Duomo eretto nel 1352 con la singolare facciata a portico romano-gotico, adorna degli affreschi a soggetto biblico del Pozzoserrato (1593) e con dentro la celebre pala del Cima, la Madonna in trono e Santi, capolavoro di raffinata eleganza pittorica, soffuso di non nascosta malinconia. Il complesso religioso, con la contigua Sala dei Battuti, contiene numerose altre opere di illustri artisti rinascimentali: Andrea Previstali, Francesco da Milano, Girolamo da Treviso il Giovane e lo stesso Pozzoserrato. Si sale poi all’antico Castello, con l’alta Torre della Campana, contenente il ricco Museo Civico. Da questo luogo, da cui si domina l’ampia pianura attraversata dal fiume Piave, iniziano le due strade ideate da Giuseppe Schiatti.
La Strada del Prosecco, prosegue per Costa verso
Rua di Feletto, tra festoni di viti che dalla primavera all’autunno arricchiscono di verde le dolci colline. Rua di Feletto merita una sosta, per ammirare quel che resta dell’antico eremo dei Camaldolesi: quattro celle e la casa del Priore trasformata recentemente in Municipio. Si arriva poi all’antica Pieve di San Pietro, di antichissima origine, probabilmente la prima chiesa cristiana del territorio, dall’architettura essenziale e decorata con suggestivi affreschi quattrocenteschi e, sulla facciata, un raro Cristo della Domenica, circondato dai simboli delle arti e dei mestieri e dagli attrezzi dei vari lavori del tempo, fra cui quelli dei vignaioli.
Poco dopo si incontra
Refrontolo, la terra del Marzemino, cantato da Lorenzo da Ponte nel Don Giovanni di Mozart. Il celebre librettista era di Ceneda (oggi Vittorio Veneto) e veniva in questi luoghi a trascorrere momenti di serenità, per cui è a Refrontolo che ha conosciuto il Marzemino passito, ancor oggi prodotto come all’epoca di Roma, duemila anni or sono.
Si scende poi verso
Pieve di Soligo, la patria del grande sociologo cattolico Giuseppe Toniolo (1845-1918) e si prosegue verso Solighetto, nel cui centro, immersa in un bel parco c’è la settecentesca Villa Brandolini, ora sede del Consorzio Tutela del Vino Prosecco e di un Museo dedicato al grande soprano trevigiano Toti Dal Monte, che aveva scelto proprio Solighetto come sua seconda patria.
La Strada del Prosecco prosegue poi immerse nelle curatissime vigne di Prosecco verso
Farra di Soligo, luogo abitato fin dai tempi preistorici e poi da Romani, Longobardi e Caminesi che vi lasciarono numerosi segni della loro presenza. Arrivati a Col San Martino, caratterizzata da una modernissima e rinomata vitivinicoltura, la Strada sale nel comprensorio di Valdobbiadene, attraversa le colline di Guia ed entra nell’area del Cartizze, in prossimità di Santo Stefano e San Pietro di Barbozza. La collina del Cartizze ha qualche ettaro di superficie e con la zona d’attorno arriva a circa un centinaio di ettari, quasi tutti vitati, dove si produce il ricercatissimo Prosecco Superiore di Cartizze, uno dei più affascinanti vini bianchi d’Italia.
Poi eccoci a Valdobbiadene, la città di Venanzio Fortunato, qui nato verso il 530, divenuto il primo poeta medioevale della Gallia, grandissimo innografo cristiano e biografo di Santi, acclamato vescovo di Poitiers ed elevato, subito dopo la morte, all’onore degli altari. A Valdobbiadene, nella maestosa Villa dei Cedri, si tiene ogni anno la Mostra Nazionale dello Spumante, importante vetrina della migliore spumantistica italiana.
Accanto al tracciato principale, ci sono interessanti collegamenti che collegano alla Strada alcune delle più conosciute località del territorio. Innanzi tutto, da Valdobbiadene, percorrendo a ritroso il percorso sulla strada più alta, si arriva a
Combai, celebre per la grande Sagra dei Marroni”, che si tiene ad ottobre, e poi, attraverso Miane, si arriva a
Follina, con la sua millenaria Abbazia, monumento religioso fra i più insigni dell’intera pedemontana. E da Follina si giunge in breve nel centro storico medioevale di
Cison di Valmarino, dominato dall’imponente Castello dei Brandolini, denominato oggi Castelbrando, antica vedetta e poi rocca fortificata sul percorso della strada romana Claudia Augusta, costruita nel 15 a.C., che da Altino giungeva ad Augusta Vindelicorum, l’odierna Augsburg in Baviera.
La Strada del Prosecco è itinerario fra i più suggestivi dell’area veneta, per l’incanto del paesaggio, per i mille segni della storia, per la ricchezza delle opere d’arte, per l’eccelsa bontà dei vini qui prodotti: il Prosecco, innanzi tutto, ma anche il Marzemino e il Colli di Conegliano sia rosso che bianco.
Strada di grande interesse, dunque, che attende un turismo di qualità, che una recente legge regionale sulle Strade del Vino potrà sicuramente favorire, se il territorio, dove operano numerose attivissime Pro Loco, saprà aprirsi con i suoi tanti vignaioli alle curiosità, agli interessi, al gusto e alla voglia di conoscere del moderno turismo internazionale.
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