anno  VI - n. 14
14 aprile 2004

 

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Attualità

Un Vinitaly di successo anche per i vini Lugana DOC

I vini Lugana DOC hanno nuovamente scelto la prestigiosa vetrina del Vinitaly per promuoversi anche nei nuovi mercati dell’estremo oriente. I bianchi, di cui Luigi Veronelli ebbe modo di dire “producete il Lugana e poi dimenticatevelo in un angolo della vostra cantina perché dopo alcuni anni troverete un vino che seppur invecchiato conserva profumi e sapori che nessuno poteva immaginare”, hanno fatto bella mostra di sé nello stand organizzato dal Consorzio di tutela, spazio in cui tutti gli associati, anche le aziende di modeste dimensioni, hanno potuto promuovere la propria produzione. 

Quest’anno una prima novità è venuta dal nuovo bicchiere di cristallo che il Consorzio di Tutela ha scelto per la maggior valorizzazione di tutti quegli elementi sensoriali che fanno del Lugana uno dei più apprezzati vini nazionali ed internazionali. Per tutte le degustazioni che si sono succedute nel corso della rassegna enologica sono stati utilizzati questi calici che, a detta di esperti enologi ed assaggiatori, esaltano in modo spiccato le doti sensoriali del Lugana. 

Ma soffermiamoci sulle caratteristiche di questi vini che sono stati recentemente riscoperti non solo dal grande pubblico, ma anche da enologi e produttori.
La zona dei vini Lugana DOC interessa 5 comuni a cavallo tra le regioni Lombardia e Veneto: Desenzano, Lonato, Sirmione, Pozzolengo e Peschiera del Garda. 
Il suo disciplinare risale al 1967 ma nel corso degli anni ha subito alcune modifiche, l’ultima nel 1998 con il riconoscimento del “Lugana Superiore”.
La produzione prevede tre tipologie: Lugana tranquillo, Lugana Superiore e Lugana Spumante, nelle versioni Classico e Charmat. Il vitigno, per il quale è in corso con l’Università di Milano uno studio ampelografico finalizzato a dare una nuova identità al vitigno, è il Trebbiano di Soave localmente noto come Trebbiano di Lugana. A questo vitigno, nella produzione vinicola è ammessa un’aggiunta di altri vitigni a bacca bianca non aromatici nella misura del 10%.

Il Consorzio di Tutela riunisce circa cento aziende vitivinicole per una produzione complessiva di oltre 50.000 ettolitri di vino e un totale di 5 milioni di bottiglie prodotte.
Confortanti anche i dati del 2003 che confermano la crescita sia del numero delle aziende iscritte all’Albo dei Vigneti, 149 contro le 143 dell’anno precedente, sia della superficie iscritta all’Albo che raggiunge i 700 ettari contro i 651 del 2002. 

Per chi, comunque, non avesse avuto occasione di degustare questi grandi vini bianchi al Vinitaly, non resta che aspettare la prossima edizione di “Luganeggiando”, il tour enogastronomico per le cantine della zona di produzione della DOC, in programma per il prossimo mese di maggio.