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Attualità

Il Carciofo di Sant’Erasmo da oggi ha il suo Consorzio
I produttori degli orti lagunari hanno sottoscritto, in questi giorni, l’atto costitutivo dando vita al Consorzio del “Carciofo violetto di Sant’Erasmo” il cui obiettivo è quello di salvaguardare la tipicità e le caratteristiche peculiari di questo prodotto.
L'area tipica di produzione del Carciofo violetto di Sant’Erasmo, che comprendeva un tempo tutta la zona lagunare, è attualmente limitata alle sole isole di Sant’Erasmo, Mazzorbo e Vignole. La particolare costituzione e fertilità dei terreni è da collegare alla secolare tradizione orticola di Sant’Erasmo che storicamente veniva abbondantemente concimata con i residui organici della città di Venezia: residui di scavo dei canali per le bonifiche litoranee e le difese dall’erosione, rifiuti organici di ogni genere per secoli mescolati ai terreni hanno non solo arricchito di sostanza organica il terreno coltivato ma anche ne hanno notevolmente migliorato la struttura fisica.
Tale bacino produttivo è l’unico di tutto il Veneto e rappresenta la zona di produzione più a nord per il carciofo, confermando non solo la particolarità climatica ma anche la tradizione e la vocazione “mediterranea” che storicamente caratterizza la città lagunare.
La stagione dei carciofi a Venezia comincia a fine aprile, con la raccolta delle “castraure”, il primo piccolo germoglio apicale di carciofo, tenerissimo, che viene tagliato per permettere la crescita più rigogliosa degli altri germogli, da 18 a 20 per pianta ogni stagione. La raccolta prosegue fino alla seconda metà di giugno.
L'anno scorso, la siccità da settembre a novembre
e un lungo inverno rigido, caratterizzato da abbondanti piogge ed una primavera alquanto incerta, non hanno permesso ai produttori di cogliere l’obiettivo di portare le “castraure” sul mercato entro Pasqua. “Ma ci saremo entro il giorno di San Marco”, ha detto Carlo Finotello, presidente del neocostituito Consorzio.
Una specialità degli orti tenera, carnosa, spinosa e di forma allungata che, a breve sarà presente sulle nostre tavole e che i ristoratori dell’area lagunare stanno già facendo a gara per accaparrarsi.
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