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Attualità

Il Veneto lancia le sue proposte sulla modifica dell’Agricoltura in Europa
Una trattenuta del 10 per cento sugli aiuti comunitari in agricoltura per sostenere le politiche di qualità del comparto. E’ la proposta che la Regione porterà al tavolo bilaterale con il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali in vista delle riforme delle Politiche Agricole Comuni discusse dalla Commissione Europea. Il punto sull’argomento è stato fatto nel corso di una riunione organizzata da Veneto Agricoltura. Intervenendo all’incontro l’assessore all’agricoltura Giancarlo Conta ha ribadito la linea dura del Veneto sulla proposta di modifica al regolamento Comunitario sul settore del tabacco che, qualora fosse definitivamente approvato falla Commissione Europea, penalizzerebbe in modo decisivo l’intera produzione veneta.
I contenuti del documento regionale sono stati al centro della riunione che ha coinvolto i vertici delle organizzazioni professionali agricole, con i presidenti Eugenio Giazza per la Coldiretti, Sandro Ghiro per la CIA e Antonio Borsetto per la Confagricoltura. La nuova PAC cambierà in maniera sostanziale il regime di intervento in agricoltura, rafforzando lo sviluppo rurale e introducendo tra l’altro il cosiddetto disaccoppiamento, che assicura finanziamenti comunitari rapportati a quelli percepiti dall’impresa nel triennio 2001 - 2003, indipendentemente dalla coltura o dall’attività agricola effettivamente praticata.
Agli stati membri è consentito di attuare il disaccoppiamento in maniera differenziata (totale o parziale, cioè in parte indipendentemente dall’attività, in parte in relazione alla produzione come in precedenza ) e graduale, in relazione alle diverse specificità agricole. Lo Stato italiano si appresta a comunicare le sue scelte a Bruxelles e intende confrontarle con le Regioni, le quali hanno in molti casi posizioni differenti, se non addirittura divergenti. Per quanto riguarda il Veneto, il tutto si traduce in una partita finanziaria che ammonta a oltre 348 milioni di euro l’anno, cui si aggiungeranno circa 100 milioni di euro per lo sviluppo rurale.
Le proposte avanzate dalla Regione puntano ad ottimizzare gli effetti della nuova PAC nel territorio regionale, prevedendo che la riserva di finanziamenti per azioni specifiche sia costituita a livello regionale e non nazionale (dovrebbe trattarsi di circa 10,5 milioni di euro) e, per quanto concerne i seminativi, optando per il disaccoppiamento totale, mentre per il settore ovicaprino si punta ad un disaccoppiamento parziale al 50 per cento. Viene inoltre condivisa l’opzione di accoppiamento del premio per l’attività
sementiera; quanto ai prodotti lattiero caseari, si ritiene opportuno l’anticipo al 2005 del disaccoppiamento del premio dalla produzione, mentre per il primo periodo di applicazione i contributi già previsti andrebbero sulla base delle quote. Per le carni bovine l’orientamento di massima è per un accoppiamento totale del premio alle vacche nutrici e al 40 per cento del premio per l’abbattimento dei bovini; non è stata ancora presa una decisione per la macellazione dei vitelli. Il Veneto considera poi un’ottima occasione per la valorizzazione delle produzioni la possibilità di trattenere una quota dei premi da destinare alla qualità nel settore dove le trattenute stesse vengono effettuate; occorrerà però in proposito approfondire valutazioni e “simulazioni”. Posizione non ancora definita anche sulla cosiddetta regionalizzazione degli aiuti, tenendo conto che in questo caso l’area di applicazione di tale possibilità non corrisponde ai confini amministrativi ma a macroaree a economia omogenea.
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