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Attualità

Con il Distretto Rurale del Polesine una grande opportunità di sviluppo
Nasce il “Distretto rurale del Polesine”. E’ questa la risposta che la Provincia di Rovigo, utilizzando una recente Legge regionale, ha inteso dare per affrontare un mercato sempre più competitivo, che sta mettendo a dura prova l’intero comparto che ruota attorno alle attività dell’agricoltura e della pesca e che spinge il settore primario nella direzione dell’innovazione per renderlo più moderno e multifunzionale.
Presentando l’iniziativa il Presidente della Provincia di Rovigo. Federico Saccardin, ha sottolineato che il progetto di “Distretto rurale del Polesine” nasce dalla convinzione che l’agricoltura debba divenire “nucleo primario di eccellenza”; “l’agricoltura, ha proseguito, rappresenta un settore strategico, che deve adeguarsi ai cambiamenti, puntare all’evoluzione e al suo perfezionamento come punto di forza integrato alle altre filiere dello sviluppo. Occorre quindi progettare un’integrazione del sistema agricolo con le altre attività economiche, indicando una nuova concezione dell’impresa agricola fondata sulla sicurezza alimentare ed ambientale, sulla certificazione di qualità, sulla individuazione dell’origine e sulla tracciabilità del prodotto, sulla promozione della tipicità e l’integrazione di questa con i percorsi di valorizzazione ambientale e turistico”.
Da qui nasce il progetto del Distretto, attraverso la creazione di strategie comuni, la definizione di azioni integrate tra le diverse attività e i diversi operatori, la messa in rete delle iniziative, si vogliono creare gli strumenti affinché il “Polesine rurale” acquisisca una sua identità forte, accresca il suo potere contrattuale nei confronti dei mercati, venga riconosciuto per le sue risorse, i suoi valori, le sue valenze economiche e culturali. L’ottica è quella di “fare sistema”, superare la frammentazione delle competenze e degli interventi, per agire in maniera unitaria al fine di garantire la vitalità del tessuto imprenditoriale rurale
polesano.
La Regione Veneto con la recente Legge regionale “Nuove norme per gli interventi in agricoltura” (12 dicembre 2003 n.40), all’art.7 definisce i distretti rurali come sistemi produttivi locali caratterizzati da un'identità storica e territoriale omogenea derivante dall'integrazione fra attività agricole e altre attività locali, nonché dalla produzione di beni o servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali del Distretto.
Il Polesine, sulla base di questa descrizione, ha le caratteristiche e le potenzialità per diventare “distretto rurale”, per raggiungere obiettivi fondamentali per il futuro del nostro territorio: modelli di sviluppo rurale di qualità, nuovi fattori di competitività tali da preservare l’agricoltura, la pesca e tutto ciò che ruota intorno ad esse, relazioni di integrazione con gli altri settori dell’economia locale, un progetto di sviluppo capace di generare reddito e occupazione, nel rispetto delle vocazioni territoriali e culturali del territorio.
Esprimendo apprezzamento per l’iniziativa della Provincia di Rovigo, l’assessore regionale alle politiche agricole, Giancarlo Conta, si è complimentato soprattutto per la tempestività con cui la Provincia ha sviluppato il tema del distretto rurale, cogliendo la novità e le possibilità di questo strumento. In questo caso “arrivare primi” - ha sottolineato Conta - ha effettivamente il significato di essere avanti a tutti gli altri nell’elaborazione e nella consapevolezza: non è un caso che questa volontà di valorizzare la propria ricchezza “non economica”, il capitale umano, culturale e sociale, che sta alla base anche di uno sviluppo economico, sia caratteristica di un territorio a lungo considerato economicamente marginale.
Un ulteriore elemento di valore che abbiamo apprezzato è la profondità e il rigore dell’analisi, insieme ai contenuti e alla qualità della proposta.
A questo proposito Conta ha voluto ricordare che il distretto non è un fine, ma è uno strumento della politica economica regionale, una struttura leggera, di relazione, di programmazione e di progettazione, non necessariamente di gestione; il distretto non può che nascere dal basso, per una azione convergente di comunità che si riconoscono in una identità ben definita, che generalmente va ben al di là della dimensione comunale e che potrebbe anche prescindere dalla ripartizione amministrativa.
Il distretto, ha proseguito Conta, si esprime attraverso una progettualità precisa, che diventa cosi elemento costitutivo del
distretto-progetto.
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