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Attualità

Veneto in prima fila per il recupero dei vini autoctoni
L'allarme era stato lanciato a Verona nel corso dell'ultimo Vinitaly e sarà uno dei temi in discussione al Miwine di Milano, il salone per addetti il lavori del mondo enologico, che si svolgerà dal14 al 16 giugno nel capoluogo lombardo. Il problema è quello del sensibile calo delle esportazioni del vino italiano che subisce la potente concorrenza di grandi paesi come l'Australia, che stanno letteralmente scalzando l'Italia dai primi posti delle vendite del vino.
Per quanto riguarda l'enologia veneta la qualità dei nostri vini è ormai un dato acquisito. Nel 2003 la produzione di uva totale è stata di 10.071.990 quintali; la produzione di vino è stata di 7.299.930 ettolitri dei quali 4.307.597 ettolitri di vino bianco (59 per cento); 2.992.333ettolitri (41 per cento) di rossi e rosati. La produzione 2003 di vini a DOC e a DOCG è complessivamente di 2.404.638 ettolitri, dei quali 1.582.510 (65,8 per cento) di bianchi; 793.400 (33 per cento) ettolitri di rossi; 28.728 ettolitri (1,2 per cento) di rosati.
Proprio per l'abbondanza dei vitigni e la loro qualità, il vino autoctono, tipico del territorio, non può e non deve essere imitato.
Vino come veicolo del turismo e della cultura. Idea che tra Veneto e Trentino, per esempio si è già radicata. Tra i comuni di Avio (in provincia di Trento), Dolcè e Rivoli (in provincia di Verona) nella Terra dei Forti che costeggia l'Adige e che il Monte Baldo separa dal Lago di Garda, si sta investendo nella coltivazione e nella produzione di una varietà singola, autoctona: l'Enantio. E' coltivato soprattutto in Trentino nella Vallagarina dove, insieme al Foja Tonda, rappresenta uno dei rari casi di vitigno autoctono della zona. E' vitigno dalla produttività buona e costante. Gli acini hanno buccia sottile e coriacea, di colore blu-nero, molto pruinosa e raggiungono la piena maturazione verso i primi di ottobre.
Notevole attenzione è rivolta anche alla produzione del Raboso Piave, unico vitigno, a bacca rossa, autoctono della Marca Trevigiana. A Tezze di Piave, l'enologo Giorgio Cecchetto ha rilanciato da diversi anni il Raboso, senza però dimenticarsi del recupero di varietà quasi dimenticate.
E' molto importante saper riconoscere la peculiarità dei nostri vini e recuperare quelle vigne che da secoli caratterizzano il nostro territorio.
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