|
Attualità

Miwine, il merlot tra i vini più "bevuti" dagli italiani
Il Merlot si prende la sua rivincita. Da vino popolare, divenuto però negli ultimi anni anche un prodotto di grandi qualità in bottiglia, a terzo vino italiano per superficie vitata.
Nella consueta carrellata di numeri che le rassegne del settore espongono per cogliere l'attenzione dei media, da Miwine di Milano esce l'ultima notizia felice per il ruolo del merlot in Italia, quinto per diffusione dopo il Sangiovese (qualità principale nella produzione, tra l'altro, del Chianti, presente in Italia con 70mila ettari), il Catarratto bianco (qualità tipica delle Regioni meridionali fortemente concentrata in Sicilia con un totale di 43mila ettari) e il Trebbiano toscano bianco (42mila ettari di vitigni). Nella classifica dei vitigni più presenti in Italia, diffusa in occasione dell'inaugurazione del Miwine, ci sono sempre quelli di fama più
'popolare', ma che da qualche anno stanno fornendo vini anche di altissima qualità: Montepulciano (29mila ettari), Barbera (28mila) e finalmente il Merlot con una estensione di circa 25mila ettari nel territorio nazionale.
Alcune delle qualità più eleganti sono comunque nei primi venti, come lo Chardonnay decimo e il Cabernet Sauvignon diciottesimo. "Poiché la competizione mondiale é crescente - spiega il sottosegretario del ministero delle Politiche agricole, Teresio Delfino - la capacità di rappresentazione, comunicazione e promozione del vino diventa un fattore strategico e noi auspichiamo una forza di coesione nel sistema fieristico italiano per aumentare il valore della presenza promozionale del prodotto vino nel mondo". Presente all'inaugurazione di Miwine anche il presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, Giacomo De Ghislanzoni, che ha annunciato - informa una nota degli organizzatori - una revisione anche della legge 162, di cui dovrebbe essere pronto un primo documento a fine luglio. La necessità di semplificare il comparto da un punto di vista normativo, con applicazioni regionali uniformi, è stata sottolineata anche dal vicepresidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni.
"Di fronte alla concorrenza dei Paesi di nuova produzione, Australia in testa - ha spiegato da parte sua il presidente dell'Unione Italiana Vini (Uiv), Carlo Rivella, - che seguono una strategia molto orientata al mercato, l'Italia deve trovare nuove leve per far conoscere il suo prodotto".
|